F1 GP Austria | Russell preoccupato dalla Ferrari: “Passo avanti netto, Hamilton domina la scena”
"Nel 2024 molti lo davano per finito, ma sta dimostrando che non è così. Affidabilità? È la priorità a Brixworth", ha aggiunto

La più grande preoccupazione per George Russell in questa fase del campionato sembrava essere esclusivamente la grande competitività di Kimi Antonelli. Il pilota bolognese gli è praticamente finito sempre davanti in questa prima parte di stagione, eccezione fatta per la tappa di Melbourne, quando tutto sembrava girare in favore dell’inglese della Mercedes. Anche nell’ultimo appuntamento in Spagna, nonostante il successivo ritiro del pilota italiano, Russell era stato sconfitto in pista sul piano del passo dal giovane compagno di squadra prima del guasto meccanico.
Si è trattato dell’ennesimo cedimento di un motore costruito a Brixworth, un fattore critico che la squadra dovrà valutare con attenzione nel prosieguo della stagione, specialmente nella lotta diretta con la Ferrari. Il Cavallino rappresenta infatti la seconda reale preoccupazione per l’inglese. Russell vede in Lewis Hamilton, suo ex compagno di squadra, una grande minaccia, complici gli aggiornamenti continui portati sulla SF-26, ultimo dei quali è l’evoluzione della power unit deliberata proprio qui in Austria.
La verifica della realtà a Barcellona e il fattore aggiornamenti
Nel corso della classica conferenza stampa del giovedì a Zeltweg, Russell ha confermato questo scenario, definendo il Gran Premio di Barcellona come un vero e proprio campanello d’allarme per il team di Brackley. La progressione della Ferrari ha modificato i rapporti di forza espressi a inizio campionato: “La Ferrari ha mostrato un ottimo telaio per tutta la stagione. La loro power unit inizialmente era un po’ dietro la nostra, parecchio dietro, ma improvvisamente a Barcellona hanno fatto un passo avanti netto”.
“Erano molto più vicini a noi in termini di velocità di punta e stanno portando molti aggiornamenti continui, il che ci ha sorpreso. Noi finora abbiamo introdotto un solo pacchetto di novità. Ne abbiamo altri in programma, ma Ferrari e McLaren portano componenti inediti ogni due gare. Dobbiamo continuare a spingere; oggi ogni volta che un team aggiorna la vettura compie un grande salto in avanti”.
La necessità di rispondere agli sviluppi dei concorrenti deve però fare i conti con i limiti stringenti del regolamento finanziario, che impongono scelte strategiche precise sulla gestione delle risorse: “È molto difficile sviluppare al giorno d’oggi con il vincolo del budget cap. Potresti decidere di premere l’acceleratore e portare aggiornamenti ravvicinati, ma devi essere strategico su quale sia il momento ottimale della stagione e capire se puoi permetterti più sviluppi rispettando il tetto di spesa”.
“Forse i nostri avversari hanno un approccio leggermente diverso, risparmiando altrove per spendere di più nei pacchetti aerodinamici. È un compromesso continuo, ma alla fine della fiera siamo ancora la squadra da battere. Questo sarà un altro weekend importante per capire se la Ferrari ha confermato il suo stato di forma o se Barcellona è stato un episodio isolato”.
Il problema affidabilità e il mistero delle batterie
I cedimenti meccanici registrati sulla vettura gemella di Antonelli in Spagna e sulle monoposto dei team clienti rappresentano l’ostacolo principale nella difesa della leadership Mercedes. Russell ha spiegato la complessità tecnica legata all’analisi dei difetti della power unit: “L’affidabilità è la priorità assoluta per tutti a Brixworth. All’inizio di un nuovo ciclo regolamentare si spinge sempre al limite delle prestazioni, ed è difficile trovare il perfetto equilibrio con la resistenza dei componenti. Non è qualcosa a cui penso mentre guido, ma come squadra è il tema principale, esteso anche a tutti i team clienti Mercedes”.
“Non è stato semplice analizzare il problema specifico della batteria. La mia unità del Canada è ancora via nave perché non ci è stato permesso di trasportarla in aereo per motivi di sicurezza. Abbiamo riscontrato problemi simili in fabbrica, visibili anche sulle McLaren e sulla Williams, e Kimi ha avuto lo stesso identico blocco a Barcellona. Spero che questo fattore non decida il campionato. In genere queste sfortune si compensano nel corso di una stagione completa”.
La rinascita di Hamilton e la gestione delle dinamiche interne
Il rendimento di Lewis Hamilton sulla Ferrari costituisce un elemento di pressione aggiuntivo per Russell, che si trova a dover contrastare contemporaneamente la costanza del compagno di scuderia e la ritrovata velocità del sette volte campione del mondo: “È fantastico rivedere Lewis fare quello che sa fare meglio. È l’esempio di quanto sia complicata la Formula 1: auto, gomme e power unit devono funzionare in perfetta simbiosi. Se qualcosa non va, non riesci a esprimerti al massimo. Nel 2024, quando eravamo compagni di squadra, molti lo davano per finito, sollevando dubbi sulla sua età. Poi, negli ultimi quattro o cinque Gran Premi sta dominando la scena”.
“Dimostra che non si dimentica come si guida dall’oggi al domani; servono il setup corretto e la comprensione degli pneumatici. Quando tutto si incastra, voli. È in un grande momento ed è sicuramente una grossa minaccia, esattamente come la Ferrari. Kimi è ancora davanti in classifica e sta guidando in modo incredibilmente costante, ma il Cavallino sta crescendo e Lewis è in prima linea in questo processo”.
La prospettiva di una lotta allargata a più piloti non condiziona l’approccio mentale del pilota inglese, che esclude l’insorgere di nervosismo nei duelli corpo a corpo: “Questa battaglia a più fronti mi entusiasma. Più persone hai con cui misurarti, più la competizione diventa stimolante. Era così che eravamo abituati a correre nei kart: non affrontavi mai un solo avversario, c’erano sempre tre o quattro piloti in lotta per la vittoria. Così dovrebbe essere sempre la Formula 1”.
Ordini di squadra e strategie di condotta in pista
La competitività della Ferrari impone una revisione delle regole d’ingaggio interne alla Mercedes. La libertà di duellare vista nei gran premi precedenti rischia di tradursi in uno svantaggio strategico di fronte al ritorno dei rivali: “È chiaro che la vittoria del team rimane la priorità assoluta, a prescindere da chi sia il pilota a tagliare il traguardo per primo. In Canada io e Kimi abbiamo lottato duramente, ma in quel frangente stavamo staccando tutti gli altri, quindi il successo di squadra non era mai stato a rischio”.
“A Barcellona, invece, si è inserito un altro sfidante. Senza l’ingresso della Safety Car che ha agevolato Lewis, io e Kimi stavamo perdendo tempo prezioso nel nostro duello, offrendo alla Ferrari l’opportunità concreta di vincere la gara. Dobbiamo essere intelligenti e correre per il team”.
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