Formula 1 | Williams a un bivio: il 2026 è un fallimento, e Sainz si guarda intorno

La squadra di Grove sta attuando una rifondazione interna dopo il disastro tecnico con la FW48

Il mondiale 2026 della Williams si sta rivelando un fallimento tecnico, con soli 11 punti conquistati in nove gare. I problemi strutturali della FW48, palesatisi già prima del debutto stagionale con i crash test falliti e il cronico sovrappeso, hanno innescato una crisi profonda. Carlos Sainz manifesta apertamente il proprio malcontento e valuta opzioni alternative sul mercato, mentre il team principal James Vowles ammette la perdita di correlazione aerodinamica e avvia un'audizione interna a ritroso per bloccare il declino tecnico in vista di Spa, Budapest e della prossima stagione
Formula 1 | Williams a un bivio: il 2026 è un fallimento, e Sainz si guarda intorno

Il 2026 della Williams è stato fino a questo momento un autentico disastro. La scuderia di Grove ha conquistato soltanto 11 punti su nove gare disputate, quasi equamente divisi tra Carlos Sainz (6) e Alexander Albon (5). Una situazione di classifica deficitaria che stressa e non poco i piloti, specialmente lo spagnolo, il quale ha accettato questa avventura consapevole di come il team stesse puntando tutto su questa nuova era regolamentare.

I problemi, però, sono nati praticamente ancor prima che la FW48 scendesse in pista. Lo storico team britannico ha infatti saltato i primissimi test collettivi di Barcellona per non aver superato i crash test obbligatori della FIA, presentandosi successivamente in Bahrain con una vettura fortemente in sovrappeso. Errori progettuali gravi che hanno creato un malcontento generale all’interno della squadra e che lo stesso Sainz ha manifestato, giustamente, a più riprese nelle ultime settimane.

A Monaco, l’ex pilota della Ferrari ha dichiarato in modo esplicito di stare valutando ogni offerta alternativa sul mercato (Audi e Aston Martin alla finestra). Per il madrileno l’obiettivo prioritario resta competere ai massimi livelli, e il fatto che il team principal James Vowles fosse fisicamente presente al suo incontro con la stampa nella giornata di giovedì, un evento decisamente inusuale per le consuetudini del paddock, evidenzia la gravità del momento di riflessione che Sainz sta attraversando.

Il contrasto con il recente passato è evidente: la Williams veniva da un 2025 importante, caratterizzato da due podi conquistati proprio dallo spagnolo in un periodo nel quale tutte le risorse della factory erano già concentrate sul progetto attuale, rivelatosi finora del tutto fallimentare, e la strada per ritrovare la retta via appare adesso parecchio tortuosa.

La perdita di correlazione e l’audizione interna a Grove

La gravità della situazione ha costretto la Williams ad avviare una profonda revisione interna del proprio programma di sviluppo. La squadra ha bloccato l’introduzione dei nuovi pacchetti aerodinamici per iniziare un’audizione strutturale mirata a comprendere i motivi del mancato funzionamento dei pezzi.

I dati raccolti in pista hanno confermato che le novità provate non portano i benefici cronometrici sperati, mentre i diretti concorrenti di centro classifica aumentano il distacco a ogni Gran Premio. La dirigenza ha scelto di fermare gli sviluppi per analizzare la situazione e, se necessario, fare marcia indietro fino all’ultima configurazione tecnica che aveva fornito riscontri corretti. Continuare a produrre componenti senza certezze significherebbe solo aumentare i problemi e sprecare budget cap.

Vowles ha ammesso l’evidenza dei fatti, dichiarando che la velocità del team nel deliberare performance sulla vettura non è al livello necessario per permettere di risalire la griglia: “Oggi una cosa è sotto gli occhi di tutti: la nostra velocità nel deliberare performance sulla vettura, ed è un aspetto molto più sottile di quanto sembri, non è al livello necessario per permetterci di risalire la griglia”.

I piccoli passi in avanti compiuti finora non bastano a mantenere invariato il distacco dagli avversari. Per questo motivo, Vowles ha chiesto ai tecnici di isolare i motivi del flop delle novità portate a Silverstone e di estendere l’indagine a ritroso fino ai dati di inizio stagione. L’esito di questa indagine stabilirà le mosse tecniche per le tappe di Spa-Francorchamps e Budapest, ma traccerà soprattutto la direzione progettuale per la prossima stagione.

I nodi della correlazione dati e le infrastrutture obsolete

Il difetto principale della FW48 risiede in una totale perdita di correlazione aerodinamica, un difetto strutturale che va ben oltre i noti problemi di peso della monoposto. Sebbene i chili in eccesso siano un fattore fortemente penalizzante sul tempo sul giro, la mancanza di corrispondenza tra i dati della galleria del vento e quelli della pista impedisce ai piloti di trovare un bilanciamento costante in frenata e una corretta gestione degli pneumatici. Lo scoramento di Sainz e Albon deriva principalmente dalla lentezza nella capacità di reazione del reparto tecnico nel risolvere questa sfasatura.

La Williams non dispone ancora degli strumenti di ultima generazione richiesti dalla Formula 1 moderna. Alcune infrastrutture della fabbrica di Grove sono ormai obsolete e necessitano di pesanti aggiornamenti hardware che richiedono tempistiche incompatibili con lo svolgimento del campionato: “È il modo tipico di operare di un team di Formula 1 – conclude Vowles. Ci sono alti e bassi, molte lezioni da imparare e altrettanti fallimenti. Il divario tra le aspettative e la realtà fluttua di settimana in settimana”.

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