F1 GP Belgio | Antonelli: “Siamo tutti vicini, Leclerc aveva un passo molto veloce”

"È stato molto complicato staccarmi da Charles", ha detto Kimi

Kimi Antonelli conquista la sesta vittoria stagionale nel Gran Premio del Belgio, consolidando la propria leadership nella classifica iridata. Il pilota bolognese della Mercedes porta a 45 i punti di vantaggio su Lewis Hamilton e a 50 sul compagno di squadra George Russell, vittima di un ennesimo ritiro per problemi elettrici
F1 GP Belgio | Antonelli: “Siamo tutti vicini, Leclerc aveva un passo molto veloce”

Sesta vittoria stagionale per Kimi Antonelli, che con il successo di Spa allunga in classifica mondiale nei confronti di Lewis Hamilton, primo inseguitore con la Ferrari, staccato di 45 punti. Più lontano ancora George Russell, ora terzo a -50 dal giovanissimo compagno di squadra della Mercedes. La gara del bolognese nell’università della Formula 1, purtroppo snaturata da questi regolamenti tecnici, è stata impeccabile, in un weekend nel quale la W17 è stata sì superiore alla SF-26, prima e finora unica vettura in grado di dare davvero fastidio alla squadra di Brackley, ma il successo di Kimi è stato tutt’altro che scontato, tra una Virtual Safety Car improvvisa e che ha agevolato Leclerc, e un ritmo gara sì superiore, ma non devastante rispetto alla concorrenza.

Il caos dello start, la VSC e il duello con Leclerc

L’avvio della gara ha evidenziato le estreme fluttuazioni nell’erogazione dell’energia elettrica che caratterizzano le monoposto 2026, generando fasi di stacco improvvise lungo i tratti ad alta percorrenza del primo settore. All’uscita della Source, la gestione differenziata delle batterie ha rimescolato le posizioni prima dell’imbocco dell’Eau Rouge.

“È stato uno start folle. Per essere onesti, ero davvero confuso su cosa stese succedendo, perché Max mi ha sfilato a una velocità incredibile prima dell’Eau Rouge, e poi l’ho sorpassato di nuovo – racconta Antonelli ricostruendo i primi metri di gara. Subito dopo ho visto Charles che quasi mi si affiancava e mi sono detto: ‘Che cavolo sta succedendo?’. Non ne avevo idea. Stavo solo cercando di mantenere la posizione in pista e guardavo continuamente negli specchietti perché vedevo arrivare tantissime macchine. Ma ne siamo usciti puliti”.

La neutralizzazione con la Virtual Safety Car ha poi rimescolato le carte a favore di Leclerc, obbligando il pilota della Mercedes a un recupero forzato per riconquistare la testa della corsa: “È stata una gara dura, perché il passo era molto simile tra tutti noi. Con la Virtual Safety Car Charles è passato davanti; era molto veloce ed è stato difficile andar via, perché la scia qui è potente. Infatti quando l’ho passato ho fatto fatica a uscire dall’overtake mode. Ero un po’ infastidito dalla VSC, ma non si possono prevedere queste cose. A volte va a tuo favore, altre volte no, come a Suzuka dove sono stato fortunato. Oggi non era dalla mia parte, ma cerchi solo di tirare fuori il meglio”.

La telemetria di Spa e i nodi software della W17

Il confronto diretto tra la Mercedes W17 e la Ferrari SF-26 ha mostrato caratteristiche prestazionali opposte nei vari settori del tracciato belga. Se la vettura tedesca ha fatto valere la propria superiorità in rettilineo, la Rossa ha evidenziato una trazione eccezionale nei curvoni veloci del settore centrale.

“Oggi è stata la conferma che le Ferrari erano lì davanti. Erano molto forti nelle curve 12 e 13 rispetto a noi, dove soffrivamo un po’ con il posteriore, mentre noi eravamo fortissimi nelle curve a bassa velocità. Per questo non è stato facile, specialmente tenere il passo nel secondo settore”.

L’analisi del weekend ha toccato anche i problemi di affidabilità che hanno fermato la vettura gemella di Russell, rallentata da difetti nell’algoritmo di erogazione della batteria. “Sulla macchina di George questo fine settimana c’è stata una perdita di erogazione, e a volte semplicemente non te lo spieghi. A me è successa la stessa cosa in Australia. Può dipendere un minimo dallo stile di guida, ma a volte è proprio il sistema che fa qualcosa di diverso. È estremamente complesso e bisogna apprezzare il lavoro del team. Specialmente su piste come questa che richiedono un’enorme quantità di energia, se inizi a guidare diversamente il sistema va un po’ in tilt. Per George c’è stato un problema, ma sono sicuro che verrà risolto per Budapest”.

Il riscatto di Kimi e la gestione della corsa iridata

Il successo a Spa-Francorchamps assume per il pilota italiano un valore simbolico che va oltre i punti distribuiti per la classifica piloti. Il risultato arriva infatti a dodici mesi di distanza dal momento più complesso della sua carriera giovanile sul medesimo circuito.

“Se mi avessi chiesto un anno fa in questo stesso momento se sarei stato qui a vincere, avrei risposto di no. L’anno scorso qui ho toccato probabilmente il punto più basso della mia carriera, è stato un weekend mentalmente durissimo per me. Quest’anno è andata decisamente meglio. È bello ricevere tanto supporto, è un privilegio rappresentare l’Italia e nel mio piccolo faccio del mio meglio per portare il tricolore sul gradino più alto del podio”.

Nonostante il margine accumulato sui diretti inseguitori (+45 su Hamilton e +50 su Russell), la condotta di gara e di gestione del campionato rimane improntata alla massima cautela: “Il momento positivo c’è sempre stato, a prescindere da cosa sia successo nelle gare precedenti. Devo solo affrontare un weekend alla volta, perché non sai mai cosa può accadere. Devo semplicemente massimizzare le prestazioni ogni singola volta e cercare di dare il massimo ogni volta che salgo in macchina. Con queste nuove vetture e questi nuovi regolamenti c’è così tanto in ballo e possono succedere così tante cose imprevedibili che la valutazione va fatta solo alla fine dell’anno”.

Le prospettive per il GP d’Ungheria

Il calendario della Formula 1 prevede ora l’immediato trasferimento all’Hungaroring per l’ultima prova prima della sosta estiva. La conformazione del tracciato magiaro modificherà radicalmente le richieste energetiche e aerodinamiche imposte alle monoposto.

“La Ferrari andrà molto forte in Ungheria – avverte Antonelli proiettandosi al prossimo fine settimana. A Spa abbiamo portato un pacchetto con meno carico aerodinamico, mentre lì avremo una configurazione ad alto carico. Non sarà facile perché la Ferrari va forte e sarà importante massimizzare ogni singola sessione. Penso che tutti e quattro i top team saranno vicinissimi perché non ci saranno problemi di scaricamento della batteria. L’erogazione dell’energia sarà molto lineare e consistente, quindi sarà una pista più simile a Monaco dove cerchi solo di spingere al massimo. Saremo tutti estremamente vicini ed sarà fondamentale mettere insieme ogni dettaglio”.

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