F1 GP Belgio | Antonelli: “Mi aspetto una Mercedes forte, ma anche la Ferrari è in lotta”

"Sia io che George sfortunati quest'anno, ma il motorsport è così", ha detto Kimi

Kimi Antonelli si presenta a Spa-Francorchamps ostentando una calma serena ma focalizzata. Nonostante una serie di inconvenienti tecnici abbiano ridotto a 25 punti il suo vantaggio su George Russell, il leader del mondiale analizza le criticità della Mercedes W17
F1 GP Belgio | Antonelli: “Mi aspetto una Mercedes forte, ma anche la Ferrari è in lotta”

È apparso molto tranquillo Kimi Antonelli nel corso della conferenza stampa del giovedì a Spa-Francorchamps. Sullo storico tracciato situato nelle Ardenne, il pilota della Mercedes, attuale leader del mondiale con 25 punti di vantaggio su Russell e 32 sulla Ferrari di Hamilton, è in cerca di un pronto riscatto dopo un paio di batoste che hanno sensibilmente ridotto il grande vantaggio che aveva conquistato in classifica fino al Gran Premio di Monaco.

La vittoria manca proprio dal Principato per il bolognese, tartassato da problemi tecnici sulla sua W17, con l’affidabilità che quest’anno non è proprio di casa a Brackley e Brixworth, come dimostrato anche dai molteplici problemi avuti da Russell in precedenza. La tranquillità di Kimi, però, sta nel fatto di essere consapevole di poterci stare davvero lassù, e la grande prestazione di Silverstone, quantomeno fino alla rottura del wheel shield, ne è la prova definitiva.

Il bilancio di metà stagione: l’auto-pagella di Kimi

Nonostante la leadership iridata alla vigilia del decimo appuntamento stagionale, Antonelli dimostra un’onestà intellettuale rara per un pilota della sua età. Interpellato sul bilancio di questa prima metà di campionato, il bolognese rifiuta la promozione a pieni voti, preferendo un severo ma costruttivo autogiudizio: “Non direi 10 su 10, per diversi motivi. Il primo, le FP3 in Australia. Non è andata bene perché poi abbiamo quasi mancato la qualifica. Non siamo riusciti a mettere a punto la vettura correttamente e cose del genere, compromettendo un po’ la fine del weekend. Poi direi il Giappone”.

“Sì, ho vinto in Giappone, ma ho avuto una partenza davvero pessima. Ovviamente abbiamo allungato lo stint e poi siamo stati fortunati con la safety car. Successivamente direi, più di recente, i limiti della pista nella Sprint Race di Miami, la qualifica di Barcellona e soprattutto la qualifica di Spielberg. Quindi ci sono un po’ di cose. Direi un otto e mezzo su 10”.

Il fattore affidabilità e il confronto con Russell

La sfortuna e la fragilità meccanica della Mercedes rappresentano i nodi cruciali di questo mondiale. Il confronto interno con Russell risente pesantemente dei ritiri di entrambi. Se l’inglese ha pagato dazio in momenti chiave, Antonelli ha visto svanire piazzamenti sicuri e pesanti a Barcellona e Silverstone. Il bolognese analizza così la situazione: “È davvero difficile da giudicare perché sì, George ha avuto sicuramente sfortuna. Monaco è stato uno di quei momenti. Ovviamente non avremmo mai potuto sapere come sarebbe finita la gara perché eravamo testa a testa. Era impossibile saperlo. Ma di sicuro, sì, lui è stato molto sfortunato perché a quel punto era in testa e ha dovuto ritirarsi. Poi ci sono state un altro paio di occasioni in cui è stato un po’ sfortunato”.

“Nel mio caso, stavamo andando incontro a un risultato che era quasi certo. A Barcellona era un secondo posto. A Silverstone non possiamo saperlo perché non ho potuto giocarmi le mie carte, ma penso che saremmo stati in lotta. Quindi sappiamo per certo che sarebbero stati punti sicuri. Devo dire che entrambi abbiamo avuto sfortuna. Uno di noi l’ha avuta in momenti più critici a volte, ma come ho detto, va così. È così che funziona il motorsport, e lo sappiamo tutti. Abbiamo visto noi stessi come le cose possano cambiare molto rapidamente”.

Un limite, quello della tenuta meccanica, su cui il team deve svoltare per non compromettere la rincorsa ai titoli: “Come squadra, sicuramente l’affidabilità non è stata il nostro forte, e ci siamo resi conto che è un aspetto su cui dobbiamo continuare a lavorare. Ad esempio, la Ferrari sembra molto solida da quel punto di vista, quindi dobbiamo solo assicurarci di migliorare”.

“So che la squadra sta lavorando duramente per evitare che queste cose accadano. Ma se mi guardo indietro dopo questo primo periodo e consideriamo i punti persi da me e George messi insieme, sono davvero tanti. Se poi si guarda al bilancio del campionato costruttori, è sicuramente un duro colpo. Ma come piloti, in questo caso io e George, cerchiamo solo di dare il massimo e assicurarci di cogliere ogni opportunità che ci si presenta”.

Le gerarchie di Spa e la minaccia Ferrari

Per il weekend di Spa, la scuderia anglo-tedesca si aspetta di confermare la competitività della W17, ma la concorrenza si fa sempre più serrata, a partire da una Ferrari rigenerata: “La nostra vettura è stata veloce in ogni gara, quindi mi aspetto sicuramente che saremo lì davanti. Però anche la Ferrari è stata molto forte a Silverstone. È stata una sorpresa, ma a dire il vero ci aspettavamo un po’ tutti che fossero competitivi perché, soprattutto in qualifica, sembrano sempre tirare fuori quel qualcosa in più”.

“Quindi pensiamo decisamente che possano essere della partita questo weekend. Poi, ovviamente, non si possono escludere Red Bull e McLaren, perché possono sempre venire fuori ed essere veloci a loro volta. Come sempre, mi concentrerò solo su me stesso, ma siamo piuttosto fiduciosi che il pacchetto sarà buono, perché lo è stato per tutto l’anno2.

Il piano per il fine settimana belga è chiaro: ottimizzare il pacchetto e blindare la prestazione: “A Silverstone eravamo in alto in tutte le sessioni, ed è importante. Io devo dare il massimo in tutti gli aspetti che posso controllare e fornire le prestazioni. Il resto non dipende da me. Ho avuto abbastanza episodi sfortunati, episodi esterni che non potevo gestire. Ma fa parte del motorsport. Il team sta facendo di tutto perché non accada di nuovo”.

La popolarità di Antonelli e la gestione dei tifosi

La crescita mediatica di Antonelli è sotto gli occhi di tutti, specialmente in Italia, dove l’entusiasmo dei tifosi è travolgente: “È fantastico vedere il supporto quando torno a casa. Anche perché, come italiani, siamo molto calorosi, mostriamo molto le nostre emozioni. Quindi vedere tutto questo entusiasmo è bellissimo. Però bisogna anche fare attenzione alle aspettative che si creano. Ma è sempre fantastico tornare a casa, soprattutto dopo un buon weekend, per sentire così tanto affetto”.

“Riguardo all’essere famoso, sicuramente ci sono momenti in cui vorresti non essere riconosciuto quando fai determinate cose, come quando vai a cena. Ma fa parte dell’essere un atleta. A dire il vero, finché si riesce ad accettare e godersi questi momenti, penso sia anche molto bello e piacevole. Certo, a volte vorrei passare inosservato, ma so che fa parte del gioco e mi sta benissimo così”.

Un approccio mentale che gli servirà anche per accettare le decisioni più controverse della direzione gara, come la chiusura sotto Safety Car a Silverstone: “Se le regole sono queste e vengono rispettate, va tutto bene. Sicuramente ci saranno occasioni in cui la gara ripartirà e altre in cui non lo farà, come è successo a Silverstone. Ma queste sono le regole. Sicuramente ci sarà sempre qualcuno scontento e qualcun altro felice. Quindi non si può accontentare tutti nello stesso momento, sempre. Se queste sono le regole, ci adattiamo. Se non siamo contenti, mandiamo giù il rospo e ci concentriamo sulla prossima gara”.

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