Formula 1 | Stefano Domenicali conferma i Gran Premi di Qatar e Abu Dhabi

"Decisione presa grazie a tutte le rassicurazioni che dobbiamo avere in questi casi", ha detto l'ex Ferrari

La Formula 1 chiuderà la stagione 2026 in Qatar e ad Abu Dhabi. Lo ha confermato Stefano Domenicali ai microfoni di Sky Sport durante la FP3 del Gran Premio del Bahrain in Malesia, escludendo di fatto l'ipotesi Imola dalla corsa per la tappa conclusiva del mondiale
Formula 1 | Stefano Domenicali conferma i Gran Premi di Qatar e Abu Dhabi

La Formula 1 concluderà la stagione 2026 in Qatar e ad Abu Dhabi. A confermarlo è stato Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della F1, ai microfoni di Sky Sport durante la terza e ultima sessione di prove libere del Gran Premio del Bahrain in Malesia. L’ex team principal della Ferrari ha chiarito come siano arrivate le rassicurazioni necessarie da parte dei due paesi del Golfo per garantire il regolare svolgimento dei weekend, nonostante la vicinanza dall’Iran e dalla guerra in Medio Oriente che ormai impazza da mesi.

Nessuna menzione per Imola, che avrebbe dovuto sostituire Abu Dhabi come ultima tappa del campionato (e quindi con la contestuale cancellazione anche del Qatar, ovviamente. NDR). Nonostante i preparativi avviati nelle scorse settimane, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari deve rimettere nel cassetto il sogno di essere la gara conclusiva del mondiale. La decisione finale era attesa proprio in questi giorni, e le parole di Domenicali sembrano confermare il calendario nella sua ultima parte.

A livello tecnico, guidare su un tracciato come Imola a dicembre, con il forte rischio nebbia al mattino, il freddo importante e un meteo nel complesso non ideale per la Formula 1, non è certamente il massimo, ed è chiaro che Qatar e Abu Dhabi siano climaticamente più indicati. Ma il fascino del tracciato in riva al Santerno, magari collocato in un’altra data di calendario, resta senza eguali.

Domenicali: “Sembra di essere davvero in Bahrain”

Sul Gran Premio del Bahrain disputato a Sepang, un’idea che inizialmente era parsa quasi fantasiosa, Domenicali ha sottolineato il lavoro congiunto tra Bahrain e Malesia necessario per organizzare l’evento: “Innanzitutto è un evento particolare sicuramente, ma la cosa bella è che sembra di essere davvero in Bahrain. Tutte le strutture ti trasmettono l’atmosfera del Bahrain, e cerchiamo anche di comunicarla nella maniera giusta. Però è chiaro che se non ci fosse stata la collaborazione anche con le autorità malesi sarebbe stato difficile”.

La conferma: “Qatar e Abu Dhabi restano gli ultimi due Gran Premi”

Interpellato sul parallelo con la MotoGP, che punterebbe a correre in Qatar l’8 novembre, e sulla tenuta del calendario originario anche per la Formula 1, Domenicali ha confermato senza esitazioni la linea tracciata: “Il calendario l’abbiamo confermato, quindi i Gran Premi che dovrebbero essere gli ultimi due sono quelli in Qatar e ad Abu Dhabi. Questa è la direzione che abbiamo preso con le informazioni che abbiamo, con tutte le rassicurazioni che dobbiamo assolutamente avere, ci mancherebbe altro, ma è questa la strategia che dovremo applicare fino alla fine dell’anno”.

I piloti divisi tra Imola e Abu Dhabi: freddo e tasse sul tavolo delle discussioni

Sull’ipotesi Imola si erano espressi diversi piloti giovedì a Sepang. Charles Leclerc, che a Imola avrebbe corso in casa, aveva ammesso le difficoltà legate al freddo ma non si era detto contrario: “Mi piace il circuito, farà molto freddo e il riscaldamento delle gomme sarà una grande sfida, ma avere una seconda gara di casa sarebbe bello. Più che una questione di volontà, per me si tratta di capire se sia ragionevole andare altrove: sarei felice di correre a Imola se non fosse sicuro andare dove dovremmo andare”.

Lewis Hamilton aveva invece espresso una preferenza netta per le tappe mediorientali: “Imola è una bellissima pista da guidare, ma sarebbe un’ultima gara poco interessante, perché ci ho guidato di recente ed è molto sconnessa sulle ‘S’, con pochi sorpassi possibili. Nessuno sembra ricordare che siamo stati da poco in Azerbaijan, proprio accanto all’Iran, senza che nessuno ne parlasse. Spero ci sia la pace e si possa andare alle ultime due tappe, perché sono bellissime: Abu Dhabi in particolare mi piace molto”.

Tra i piloti più giovani, Arvid Lindblad aveva confermato le temperature più basse rispetto ad Abu Dhabi senza drammatizzare: “Farà un po’ più freddo. Alla fine faremo quello che la F1 ritiene sia meglio, so che Imola è l’opzione di riserva. Ci saranno comunque abbastanza ore di luce per guidare senza problemi, farà solo un po’ freddo e magari sarà bagnato”.

Lance Stroll e Pierre Gasly avevano parlato di Imola con affetto, dicendosi entrambi legati al tracciato, con il francese che aveva sottolineato come si trattasse comunque di un ulteriore Gran Premio in territorio italiano: “Sono sicuro che troveremo il modo di far funzionare le cose. Farà solo freddo se alla fine andremo lì, ma lo scopriremo nelle prossime due settimane”.

La questione fiscale denunciata da Bottas e la risposta di Verstappen

Oltre al meteo, dietro le perplessità di alcuni piloti c’era un tema fiscale tutt’altro che marginale. La Guardia di Finanza aveva indagato sulle ritenute legate ai compensi dei piloti stranieri per le gare disputate in Italia, tra Monza, Imola e, nel 2020, il Mugello, verificando la corretta applicazione delle imposte sui redditi prodotti sul territorio nazionale anche da soggetti residenti all’estero.

Le verifiche, allora preliminari, ipotizzavano che alcune scuderie non avessero adempiuto al ruolo di sostituti d’imposta, con possibili debiti fiscali accumulati in più stagioni: una ricostruzione complicata dalla natura dei compensi, tra stipendi fissi, bonus, premi e diritti d’immagine.

Su questo fronte era intervenuto Valtteri Bottas, che aveva sintetizzato le perplessità del gruppo in modo diretto: “Non sono un grande fan dell’ipotesi Imola, per il meteo di quel periodo, la nebbia al mattino e le basse temperature con il tramonto anticipato, ma anche per la questione delle tasse italiane: nessun pilota vuole davvero correre in Italia per quanto accaduto di recente”.

Max Verstappen ha ridimensionato il problema del buio anticipato, affrontando la questione fiscale senza giri di parole: “Ci sono luoghi decisamente peggiori in cui stare d’inverno rispetto a Imola. Farà un po’ più freddo e buio prima, ma siamo abbastanza intelligenti da non guidare al buio. E non c’è alcun problema fiscale: le tasse vanno semplicemente pagate”.

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