C’era una volta ai primi dell’anno… Il Gran Premio del Sud Africa

C’era una volta ai primi dell’anno… Il Gran Premio del Sud Africa

Il primo gran premio del Sud Africa si disputò il 29 dicembre 1962. Sarebbe bello avere una gara anche al giorno d’oggi tra Natale e Capodanno per godersi le feste Natalizie. Infatti quel Gp fu proprio l’ultimo della stagione e fu quello che incoronò campione del mondo Garham Hill su Jim Clark, tradito da un guasto.

Le prime 3 edizioni del gran premio si disputarono sul circuito di East London, anche conosciuto come il Prince George Circuit, situato nella provincia di Eastern Cape, non lontano dall’Oceano Indiano. Era lungo circa 4 kilometri e durante le 3 edizioni che si tennero su questa pista molte vetture registrarono problemi al motore dovuti alla sabbia presente sul tracciato e nell’aria a causa della vicinanza con le dune di sabbia delle spiagge. Le edizioni disputatesi su questo circuito furono quella del 62, del 63, del 65 e del 66, sebbene quest’ultima non venne inserita nel campionato di Formula 1 dato che molte squadre non erano pronte a rispettare le norme del nuovo regolamento tecnico che aveva portato la cilindrata da 1,5 a 3 litri.

Nel 1967 entrò in scena il circuito di Kyalami: esattamente il 2 gennaio si aprì il campionato di Formula 1 sul circuito del Sud Africa. Fu una gara memorabile, vinta da Pedro Rodriguez, ma gli occhi di tutti erano puntati su John Love, che portò un’antiquata vettura del 1960 al secondo posto alla dolce età di 41 anni.

Da quell’anno in poi si disputò sempre il Gp del Sud Africa fino al 1980, e nelle sue varie edizioni ne ricordiamo alcune che hanno fatto storia.

Nel 1971, per esempio, Mario Andretti fece registrare la sua prima vittoria in Formula 1 coronata dal giro più veloce, regalando il primo successo Ferrari a Kyalami; nel 1975 fece il suo esordio in Formula 1 proprio su questo tracciato Lella Lombardi, nel giorno della vittoria dell’idolo locale Jody Schekter; l’edizione del 1977 è ricordata per il più brutto incidente mai accaduto in Formula 1 in cui morì un giovane commissario di pista, dilaniato dalla Shadow di Pryce, e lo stesso pilota Tom Pryce, colpito alla testa dall’estintore del ragazzo; nel 1979 la Ferrari segna una storica doppietta con Villeneuve e Schekter: si tratta della seconda vittoria in Formula 1 per il canadese.

Nel 1981, per una diatriba tra FISA e FOCA il Gp non venne disputato ma venne normalmente posto nella lista dei Gp per l’annata ’82.

Gara dell’82, prima della stagione: edizione turbolenta a causa dello sciopero dei piloti, i quali si chiudono in una stanza dell’albergo che li ospita per protestare contro una clausola del regolamento. Villeneuve e De Angelis suonano il pianoforte e tutti passano la notte insieme. Dopo pernacchie ai giornalisti e lanci di pane contro Balestre tutto si risolve e la gara viene vinta da Prost. I numeri ci dicono che nell’edizione del 1984 un certo Ayrton Senna andava a cogliere i suoi primi punti in carriera.

La pausa più lunga si ebbe, però, tra l’edizione dell’86 e quella del ’92 a causa delle proteste contro l’apartheid. Entrambe le edizioni sovra citate, per giunta, furono vinte da Nigel Mansell, il quale riuscì, insieme al francese Alain Prost a vincere sia sulla vecchia configurazione del circuito di Kyalami che su quella nuova. Le ultime due edizioni di questo storico Gp, infatti, si disputarono su una pista che era ormai l’ombra del vecchio tracciato di Kyalami: era cambiato il rettilineo principale e il senso di percorrenza e il tracciato risultava essere molto più lento della configurazione precedente. Nel ’93, infatti, Alain Prost su Williams ottenne uno straordinario Hat Trick nell’ultima gara disputata in Sud Africa.

Le statistiche recitano 3 vittorie per Niki Lauda e Jim Clark, 2 per Alain Prost e Nigel Mansell, 5 successi per Lotus, 4 per Ferrari e Williams, 3 per  Brabham, 2 per Tyrrell, Renault e McLaren.

Anche con sole 23 edizioni valide per il mondiale, il Gran Premio del Sud Africa è entrato a far parte della Hall of Fame dei circuiti della Formula 1. Molti tra i più grandi campioni hanno calcato l’asfalto di Kyalami.

Matteo Bramati.

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