Gran Premio degli Stati Uniti 2016: Anteprima e Orari del Weekend

Diciottesimo appuntamento del Mondiale

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Gran Premio degli Stati Uniti 2016: Anteprima e Orari del Weekend

Orari

Venerdì 21 Ottobre

Libere 1: 17:00-18:30 (Sky Sport F1 HD)

Differita Integrale alle 21:20 su RaiSport 1

Libere 2: 21:00-20:30 (Sky Sport F1 HD)

Differita Integrale alla 1:20 su RaiSport 1

Sabato 22 Ottobre

Libere 3: 17:00-18:30 (Sky Sport F1 HD)

Differita Integrale alla 20:50 su RaiSport 1

Qualifiche: 20:00 (Sky Sport F1 HD)

Differita Integrale alle 23:25 su Rai 2

Domenica 23 Ottobre

Gara: 21:00  ̶  56giri  ̶  308,405km (Sky Sport F1 HD)

Differita Integrale alle 23:20 su Rai 2

* tutti gli orari indicati si riferiscono all’Italia: tra Italia e Stati Uniti ci sono 7 ore di differenza.

Gara Precedente

Rosberg allunga sempre di più sullo storico rivale vincendo anche in Giappone, lì dove non aveva mai vinto, come anche in Belgio, a Monza e a Singapore in questa stagione. Questa sembra proprio essere la volta buona, visto anche il momento no di Hamilton, che ad ogni Gp ne combina una. In Giappone l’inglese parte male, mentre Nico scatta come un razzo, e addio possibilità di accorciare. Hamilton deve anche accodarsi ad uno strepitoso Verstappen, che forse dovrà ancora affinare le sue maniere nell’arte del sorpasso, ma in quanto a difesa sa come far sbiancare gli avversari. Fuori dal podio ancora una volta le Ferrari, che, vuoi per un motivo o per un altro non riescono mai a tagliare la bandiera a scacchi tra i primi tre. Ormai il team di Maranello è totalmente allo sbando, e le certezze di Arrivabene cominciano a crollare. La sua spregiudicatezza comincia a stancare, le poche parole quasi scocciate cominciano a non piacere più. Urge un cambio di rotta nel 2017, altrimenti si andrà verso un inarrestabile declino. In grande forma le Force India, che prendono sempre di più il largo sulle due Williams, arrivando al traguardo proprio in quest’ordine. Molto male le McLaren, che nella gara di casa non riescono a lasciare le retrovie, girando 53 giri nell’anonimato.

Pronostici di F1GrandPrix.it

Sarà una gara davvero interessante quella del Texas, per diversi motivi. Qui l’anno scorso Hamilton portò gentilmente largo Rosberg alla prima curva, poi vinse il mondiale con un errore del tedesco nelle fasi finali. Quella prima curva, lunga e dalla pendenza elevata, potrebbe essere anche quest’anno l’elemento chiave di un intero Campionato, forse. Il nostro favorito qui? Lewis, più che altro per le statistiche e la fame di vittoria che ha in corpo. Dietro ci aspettiamo un duello Red Bull-Ferrari. La gara del Giappone aveva fatto intendere le buone doti della vettura italiana, ma una strategia alquanto dubbia non ha mostrato i reali valori in campo. Se gli strateghi sapranno giocare bene le carte come nel corso della stagione 2015, allora forse potremmo vedere qualcosa di veramente buono. Un occhio infine al meteo, dovrebbe essere bello per tutto il weekend ma non si è mai certi finché non si scende in pista.

Circuito

Nome: Circuit of The Americas.

Luogo: Wandering Ceek, Austin, Texas, USA.

Costruzione: per la prima volta dal lontano 2007 la Formula 1 ha fatto di nuovo tappa negli Stati Uniti nel 2012, in questa nuova struttura progettata appositamente per il circus. Il tracciato è stato inaugurato dall’ambasciatore del COTA, Mario Andretti in persona. La pista ha tante curve, ben 20, molte delle quali sembrano ricalcare alcuni dei migliori tratti dei migliori circuiti del mondiale, come tratti di Maggotts Backetts di Silverstone, il tratto del Motodrom di Hockenheim e la curva otto di Istambul. Il complesso puòospitare beln 120.000 spettatori, senza contare tutte le persone che si possono posizionare lungo i tratti “prato”. Il complesso vanta una struttura medico sanitaria, 14 suite un centro congressi e una sala banchetti. Inoltre c’è la caratteristica torre dalla quale si può dominare tutto il tracciato, e a breve verrà aperto un campeggio dove poter sostare durante il weekend di gara.

Distanza a giro: 5,513km

Numero di curve: 20, 11 a sinistra, 9 a destra

Senso di marcia: orario.

Dati Tecnici:

Carico Aerodinamico: Basso Medio Alto
Apertura del Gas: 60% del giro
Consumo di Carburante al Giro: 1,69 kg/giro
Velocità Massima: 330 km/h
Possibilità di Safety Car: 45%
Tempo di percorrenza della pit lane con sosta: 25 secondi.
Possibilità di Sorpasso: Facile Medio Difficile
Vincitori dalla Pole Position: 1 su quattro edizioni in questo tracciato
Peggior Posizione di Partenza per un Vincitore: secondo (Hamilton 2012,2014,2015)

Particolarità del Tracciato: Il rettilineo principale di questo circuito ha la caratteristica di avere un dislivello di ben 22 metri nel punto della prima curva. Questa pista richiede, nonostante due lunghi rettilineo, un alto carico aerodinamico, quindi l’uso dell’ala mobile risulta determinante in fase di sorpasso, con le vetture che possono arrivare a guadagnare addirittura 14 km/h rispetto all’ala abbassata. I cambi di marcia per ogni giro ad Austin sono 77. La media oraria si assesta attorno ai 198 km/h.

Freni:

Categoria di Circuito: Light Medium Hard
Numero di Frenate: 11
Tempo Speso in Frenata: 18% del giro.
Energia Dissipata in Frenata Durante il Gp: 132 kWh
Carico Totale sul Pedale del Freno durante il Gp: 77.896 kg
Frenata più Impegnativa: la settima staccata alla curva 12.

Gomme:

Gomme 2015: Ultrasoft Supersoft Soft Medium Hard
Stress per le Gomme 1 2 3 4 5
Sollecitazioni Laterali 1 2 3 4 5
Abrasività Asfalto 1 2 3 4 5
Grip Asfalto 1 2 3 4 5
Numero totale di Pit 2015: 47
Strategia Vincente 2015: Intermediate -> Pit Lap 18 Soft -> Pit Lap 46 Soft (Hamilton)
Stint più Lunghi 2015: Intermediate 19 Giri (Sainz, Raikkonen, Perez, Hulkenberg, Rosberg, Ricciardo, Kvyat) – Soft 30 Giri (Alonso) – Medium 29 Giri (Perez, Rossi).

Zona DRS: sul rettilineo principale, tra la curva 20 e la curva 1 con detection point posto appena prima della curva 19. Sul rettilineo tra la curva 11 e la curva 12 con detection point posto appena prima della curva 11.

Edizioni Precedenti

Ultime 3 Edizioni:

Edizione 2013: Felipe Massa annuncia l’ingaggio da parte di Williams per la stagione 2014, correrà al fianco di Valtteri Bottas. Venerdì: nella prima sessione di prove libere Fernando Alonso su Ferrari fa segnare il miglior crono, mentre nelle seconde prove è Sebastian Vettel a stampare il miglior tempo seguito dal compagno di scuderia Mark Webber. Sabato: la mattina le FP3 sono guidate ancora dal duo Red Bull e così è anche in qualifica. Infatti al termine delle Q3 Sebastian Vettel è il poleman seguito da Webber, Grosjean su LotusRenault, Nico Hülkenberg su Sauber – Ferrari, Lewis Hamilton su Mercedes, Fernando Alonso, Sergio Pérez con la McLaren, Kovalainen, Bottas e Gutiérrez a chiudere la top 10. Gara: al via scatta bene Vettel, male invece Webber che viene passato da Grosjean ed Hamilton. Safety car in pista dal primo al quinto giro dopo che Sutil finisce contro le barriere disintegrando la monoposto. Al dodicesimo giro Webber si riprende la posizione sorprendendo Hamilton al termine del lungo rettilineo d’arrivo. Intorno al  25° giro tutti i piloti di punta effettuano il regolare pit-stop, tranne Gutiérrez che aveva cambiato durante la safety car e che riesce a recuperare qualche posizione fino a giungere settimo, salvo poi dover rallentare il proprio ritmo a causa dell’eccessiva usura del battistrada. Da dietro Alonso nel frattempo recupera e si pone al quinto posto avvicinandosi al 44° passaggio ad Hamilton, non riuscendo però a sorpassarlo. Anche Webber tenta di raggiungere Grosjean ma invano. Dopo 56 giri la gara si conclude con una cavalcata solitaria di Sebastian Vettel che firma la striscia di vittorie più lunga di sempre. Secondo è Romain Grosjean e terzo Mark Webber.

Edizione 2014: al Gran Premio non si presentano né Marussia né Caterham, la prima per problemi finanziari, la seconda per un ritardo sul passaggio di proprietà, sta di fatto che con 18 vetture le sessioni di qualifica vengono riviste. Venerdì: nelle prime prove libere è Lewis Hamilton su Mercedes a precedere il compagno di squadra Nico Rosberg e Jenson Button su McLaren. Nelle FP2 del pomeriggio le prime due posizioni rimangono invariate mentre terzo è Fernando Alonso su Ferrari. Sabato: nelle sessioni della mattina le due Mercedes abbassano di due secondi i tempi fatti registrare il giorno precedente, terzo Felipe Massa con la Williams. Qualifiche: al termine della Q1 Lewis Hamilton è ancora davanti a tutti, ma poi cambia la solfa, con Rosberg che stampa il miglior tempo nella Q2 con 1” di vantaggio sul compagno di squadra e poi in Q3 conquista la pole position con il crono di 1’36”067. Dietro il duo Mercedes partono le due Williams, Ricciardo (RBR – Renault), Alonso, le due McLaren, Rӓikkӧnen e la Sauber di Sutil, per la prima volta in Q3 da inizio stagione. Gara: al via il tedesco mantiene la testa della corsa, dietro Alonso passa Ricciardo ma la safety car calma subito gli animi, entrando in pista dopo un contatto tra Pérez e Sutil. Al 15° giro cominciano i pit stop ed è Ricciardo quello che più ne trae vantaggio, in quanto dopo aver ripreso la posizione su Alonso passa Bottas grazie alla strategia, inseguendo ora Felipe Massa. Dobbiamo arrivare invece al 23° giro per assistere ad una battaglia tra Rosberg ed Hamilton, con l’inglese che solo un giro più tardi ha la meglio ed allunga subito, mostrando un miglior feeling con il tracciato. Al giro 33 ancora Ricciardo protagonista: sfruttando una indecisione al box Williams riesce a superare Massa, portandosi in terza posizione. La situazione lì davanti non varia e dopo 56 giri Lewis Hamilton va a vincere il GP di Austin davanti a Nico Rosberg e Daniel Ricciardo.

Edizione 2015: la Lotus annuncia Jolyon Palmer come pilota titolare per la seguente stagione, mentre Lewis Hamilton può già chiudere qui i conti e portarsi a casa il titolo mondiale. Nelle prime prove libere del venerdì una forte pioggia ha condizionato il tracciato, non permettendo di provare in condizioni d’asciutto. Il più veloce è stato Nico Rosberg (Mercedes) seguito dai due piloti Red Bull Daniil Kvyat e Daniel Ricciardo. Le condizioni meteorologiche avverse hanno fatto sì che le FP2 non vengano disputate, rimandando di fatto il tutto a sabato mattina, quando si sono svolte le FP3 sotto il segno di Lewis Hamilton, seguito da Sebastian Vettel (Ferrari) e Nico Hülkenberg (Force India). Qualifiche: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, si sono svolte la domenica mattina sempre a causa del peggioramento meteo; la pole è andata a Nico Rosberg, seguito da Lewis Hamilton, Ricciardo, Kvyat, Vettel, Pérez, Hülkenberg, Räikkönen, Massa e Verstappen – ma entrambe le Ferrari verrano poi retrocesse di 10 posizioni per cambio della Power Unit. Gara: al via le due Mercedes sono affiancate ed Hamilton porta lontano Rosberg, prendendo il comando della corsa, da dietro scatta forte Vettel. Kvyat tenta il sorpasso su Hamilton, ma va lungo. Al quinto giro la direzione di gara impone la virtual safety car per consentire ai commissari di pista di ripulire il tracciato dai detriti lasciati da un contatto tra Massa ed Alonso alla prima curva. Alla ripartenza Rosberg si sbarazza delle due Red Bull e passa all’attacco di Hamilton. Con la pista bagnata però Ricciardo e Kvyat hanno un passo migliore rispetto al resto del gruppo, tanto che dopo il primo pit-stop sono loro due a comandare la corsa. Tuttavia le condizioni cominciano a migliorare e le Frecce d’Argento si rifanno sotto, sorpassando i piloti della Red Bull. Nel frattempo Räikkönen è costretto al ritiro dopo un’uscita di pista. Un’ulteriore SC è inviata in pista dopo che la Sauber di Ericsson rimane ferma in pista. Se ne avvantaggiano Vettel e Verstappen, che dopo poche curve dalla ripartenza sono terzo e quarto, ai danni delle Red Bull. Dopo un’altra VSC ed una SC Rosberg si trova al comando quando mancano pochi giri al termine, ma una perdita di trazione lo fa andare largo e permette così a Lewis Hamilton di tagliare il traguardo per primo, laureandosi campione del mondo per la terza volta. Sul podio anche Vettel, che ha la meglio su Verstappen nel finale.

Migliore Edizione Per Gli Autori:

Edizione 1991: la nuova monoposto McLaren non aveva compiuto neppure un giro durante i test invernali, tanto che le due vetture da gara vennero completate alle quattro del mattino del venerdì all’interno dei garage. Senna garantisce l’affidabilità della nuova auto, supportata dal nuovo V12 Honda, ha ragione: la pole è sua con un secondo di vantaggio sulla Ferrari di Prost. In gara non c’è storia per la prima posizione, Senna costruisce in breve tempo un gran vantaggio sugli inseguitori, costretti a lottare per le altre posizioni senza esclusione di colpi. Dietro a dar spettacolo è soprattutto Patrese, che con la sua Williams tenta di conquistare un podio, fino a quando la marcia si blocca in folle: la monoposto rimane perpendicolare alla pista e viene colpita da Moreno, che perde la ruota anteriore. Nel frattempo Prost, Piquet ed Alesi danno vita ad un gran duello: alla curva quattro il brasiliano supera Jean, che poco dopo è sorpassato anche dal connazionale. Grazie ad un ottimo ingresso Alain sorpassa anche Piquet, conquistando e mantenendo la seconda posizione sino al termine della gara.

Migliore Edizione Per I Lettori:

Edizione 2000: si torna a correre in territorio americano dopo una lunga pausa, il circuito è stato ricavato all’interno del famoso ovale di Indianapolis. A conquistare la trentesima pole in carriera è Michael Schumacher, che pone dietro di sé le due McLaren di Coulthard e Häkkinen. La domenica si partì con asfalto umido, rendendo difficile scegliere la strategia di gara. Al via Coulthard parte in anticipo, portandosi in testa; nelle retrovie Button urta Trulli: i due rientreranno ai box senza particolari danni, ma saranno costretti al ritiro per motivi diversi. Nei primi giri molti rientrano per cambiare le gomme, ma la strategia si rivela errata: ne approfitta Schumacher che si riporta in testa dopo il drive-through di Coulthard. Ma da dietro Häkkinen rimonta: arriva a quattro secondi dal tedesco, poi il motore Mercedes cede ed è costretto al ritiro. Vince così Schumacher davanti al compagno di squadra Barrichello e ad un arrembante Frentzen con la Jordan – Honda.

RECORD

Giro prova: 1:35.657 – S Vettel (2012)
Giro gara: 1:39.347 – S Vettel (2012)
Distanza: 1h35:55.269 L Hamilton (2012)
Vittorie pilota: 5 – M Schumacher, A Senna
Vittorie team: 10 – Lotus
Pole pilota: 5 – A Senna
Pole team: 10 – Lotus
Migliori giri pilota: 3 – J Clark, M Schumacher, A Senna
Migliori giri team: 9 – Ferrari
Podi pilota: 7 – M Schumacher
Podi team: 21 – Ferrari

Albo d’oro

  1. 1959 B McLaren – Cooper Climax
  2. 1960 S Moss – Lotus Climax
  3. 1961 I Ireland – Lotus Climax
  4. 1962 J Clark – Lotus Climax
  5. 1963 G Hill – BRM
  6. 1964 G Hill – BRM
  7. 1965 G Hill – BRM
  8. 1966 J Clark – Lotus BRM
  9. 1967 J Clark – Lotus Ford
  10. 1968 J Stewart – Matra Ford
  11. 1969 J Rindt – Lotus Ford
  12. 1970 E Fittipaldi – Lotus Ford
  13. 1971 F Cevert – Tyrrel Ford
  14. 1972 J Stewart – Tyrrel Ford
  15. 1973 R Peterson – Lotus Ford
  16. 1974 C Reutemann – Brabham Ford
  17. 1975 N Lauda – Ferrari
  18. 1983 M Alboreto – Tyrrel Ford
  19. 1984 K Rosberg – Williams Honda
  20. 1985 K Rosberg – Williams Honda
  21. 1986 A Senna – Lotus Renault
  22. 1987 A Senna – Lotus Honda
  23. 1988 A Senna – McLaren Honda
  24. 1989 A Prost – McLaren Honda
  25. 1990 A Senna – McLaren Honda
  26. 1991 A Senna – McLaren Honda
  27. 2000 M Schumacher – Ferrari
  28. 2001 M Hakkinen – McLaren Mercedes
  29. 2002 R Barrichello – Ferrari
  30. 2003 M Schumacher – Ferrari
  31. 2004 M Schumacher – Ferrari
  32. 2005 M Schumacher – Ferrari
  33. 2006 M Schumacher – Ferrari
  34. 2007 L Hamilton – McLaren Mercedes
  35. 2012 L Hamilton – McLaren Mercedes
  36. 2013 S Vettel – Red Bull Renault
  37. 2014 L Hamilton – Mercedes
  38. 2015 L Hamilton – Mercedes

 

Matteo Bramati, Andrea Villa.

Fonti: Brembo, Pirelli.

 

 

16th ottobre, 2016

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