Toro Rosso, Franz Tost: “La politica piloti della Red Bull è giusta”

Il team principal della STR approva la politica relativa ai piloti del gruppo Red Bull

Toro Rosso, Franz Tost: “La politica piloti della Red Bull è giusta”

Spesso la Red Bull, intesa come gruppo e quindi anche considerando la seconda squadra Toro Rosso, è stata accusata di portare avanti una politica piloti troppo spregiudicata, se non spietata. Lo Junior Team, il fortunato programma di Milton Keynes per giovani talenti, in questi anni ha lanciato molti piloti in F1, e altrettanti ne ha scaricati brutalmente.

La Red Bull è molto esigente con i piloti e più o meno lo schema è sempre lo stesso: i piloti di Faenza devono dimostrare entro due anni di meritarsi la Red Bull Racing, altrimenti sono destinati a fare posto ad altre giovani leve in Toro Rosso.

Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat sono gli ultimi due promossi, mentre sono tanti i nomi di piloti che sembravano poter avere un futuro radioso e ai quali invece è venuto meno l’appoggio del gruppo che li ha sostenuti. Basti pensare a Jean Eric Vergne, Sebastien Buemi, Jaime Alguersuari. Piloti che hanno corso – anche con discreti risultati – in Toro Rosso e che poi sono usciti dalla Formula 1.

Franz Tost, direttore della STR, ha difeso però la politica di Milton Keynes. Politica di fatto gestita dall’eminenza grigia Helmut Marko.

“La F1 è questa e credo che in ogni caso la Red Bull sia leale con i propri piloti: ai ragazzi viene offerta una grande possibilità per dimostrare le loro capacità – ha spiegato Tost al sito ufficiale della Formula 1 –  Qualora non siano in grado di migliorare, o la Red Bull pensa che non hanno grandi margini, è normale che vengano sostituiti con altri piloti, ma questo accade normalmente in F1, non solo con la Red Bull”.

Solitamente tra i piloti della Toro Rosso si instaura una battaglia fratricida perché uno solo viene promosso in Red Bull Racing. E gli stesso piloti della Red Bull sono sottoposti ad un surplus di pressione per la paura di perdere il posto (basti ricordare le voci su Kvyat ad inizio 2015, che lo volevano già silurato a stagione in corso).

Fa tutto parte del meccanismo: “Anche sotto questo punto di vista si può verificare la tenuta mentale dei nostri pilotiha continuato il manager austriacoAl secondo anno può capitare che uno voglia strafare per la fretta di dimostrare di essere più forte dell’altro. Invece mi aspetto molto da Sainz e Verstappen, due piloti che hanno dimostrato di saper correre in modo maturo”. 

Antonino Rendina

 

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