TechTalk: Rueda spiega la strategia Ferrari per il GP di Russia

I punti principali della strategia adottata dalla Ferrari a Sochi

Rueda ha analizzato la strategia della Rossa in Russia
TechTalk: Rueda spiega la strategia Ferrari per il GP di Russia

Un Gran Premio di Russia di difficile valutazione quello della Scuderia Ferrari. Da una parte c’è il sesto posto di Charles Leclerc che rappresenta il miglior risultato delle ultime cinque gare cui va aggiunto il responso positivo – più in termini di sviluppo futuro che di incremento immediato di prestazione – dato dai piccoli aggiornamenti aerodinamici introdotti a Sochi.

Dall’altro c’è il fatto che un sesto posto non può certo giudicato come positivo per una squadra come la Ferrari, soprattutto se è accompagnato da un piazzamento fuori dalla zona punti, com’è accaduto in Russia con Sebastian Vettel, che ha terminato la gara in tredicesima posizione.
Come ormai tradizione, abbiamo chiesto a Iñaki Rueda, Head of Race Strategy, di raccontarci l’approccio alla corsa dal punto di vista della strategia e la gestione delle varie opzioni.

“Dopo una qualifica che ci aveva lasciato l’amaro in bocca – Sebastian era finito contro le barriere di protezione nel suo secondo tentativo in Q2 e Charles era rimasto escluso per un soffio dalla Q3 in una sessione in cui c’era il potenziale per passare il turno – avevamo almeno la consolazione di poter scegliere il tipo di mescola con cui prendere il via, un fattore importante su una pista con le caratteristiche di quella di Sochi.

Abbiamo optato per la mescola Medium con entrambi i piloti, alla luce del fatto che con un rettilineo di partenza così lungo le Hard avrebbero potuto risultare troppo penalizzanti.”

Il via è stato determinante per definire gli scenari dei nostri due piloti.

“Sì, è così. Dopo un primo giro ricco di eventi ci siamo ritrovati con Charles ottavo e Sebastian tredicesimo. Davanti a Leclerc i nostri avversari diretti erano tutti con gomme Soft – purtroppo al momento non possiamo considerare tali chi, come Bottas e Verstappen, che invece avevano le Medium, dispone di un pacchetto nettamente superiore al nostro.

L’obiettivo di Charles è stato quello di restare il più vicino possibile alle vetture davanti, cercando di sfruttare al meglio il momento in cui, una volta fermatisi per la sosta ai box i piloti con le Soft avrebbero trovato un po’ di traffico. Tutt’altro scenario per Seb, che si è ritrovato in mezzo a un gruppo di piloti che avevano la sua stessa mescola Medium o, addirittura, avevano optato per la Hard: per lui l’unica vera chance di guadagnare posizioni grazie alla strategia era quella di cercare di far sopravvivere le gomme il più a lungo possibile per poi, al momento del pit-stop, montare un treno di Soft nuovo e cercare di sfruttare il maggior grip nel finale di gara.”

E come si è evoluta la situazione?

“Charles si è trovato a suo agio con le Medium ed è rimasto abbastanza vicino al gruppo che lo precedeva. Al giro 15 Ricciardo ha iniziato la serie dei pit-stop di chi gli era davanti e sapevamo che gli altri avrebbero fatto lo stesso da lì a pochi giri. Dal giro 19 Charles, in quel momento quarto, ha potuto spingere con la pista libera e ha iniziato a guadagnare terreno sul trio formato da Gasly, Ricciardo e Ocon che era raggruppato dietro Raikkonen sulle Hard e Vettel.

Con una serie di giri veloci Charles è riuscito a estendere il margine fino alla sua sosta, effettuata al giro 28, tanto da permettergli di uscire dalla pit-lane davanti ai due francesi, mentre Ricciardo gli è sfuggito per un soffio. Da lì in avanti si è trattato solamente di gestire la situazione con le Hard per i 25 giri restanti, compito portato a termine senza patemi.”

E per Sebastian?

“Ovviamente per lui la gara è stata molto più complicata, con le Alfa Romeo e le Haas come avversari diretti. Senza lo spunto velocistico per superare, c’era sul tavolo l’opzione dell’undercut su Grosjean e Giovinazzi ma questo avrebbe comunque messo il Vettel nella posizione di dover restare praticamente tutto il resto della gara dietro Magnussen.

Abbiamo chiesto a Seb informazioni sullo stato delle gomme e poi abbiamo optato per l’opzione di cui avevo accennato in precedenza. Dal giro 17 in avanti, con pista libera, Seb ha guadagnato progressivamente terreno e ogni tornata che percorreva si avvicinava al momento in cui avrebbe potuto fare una sosta utile a passare alle Soft.

Purtroppo, dopo aver subito il sorpasso da Ricciardo, al giro 27 le sue gomme hanno avuto un decadimento e, dopo un paio di giri in cui speravamo che si potessero riprendere, abbiamo deciso di farlo rientrare, quando eravamo al giro 30. A quel punto era troppo presto per pensare di mettere le Soft e cercare di sfruttarle appieno perché 23 giri – pur con una vettura più leggera – sembravano comunque troppi: abbiamo quindi dovuto ripiegare sulle Hard, sperando di poter eventualmente avvantaggiarci del degrado delle gomme del gruppo che lo precedeva per cercare di agguantare almeno un punto.

Purtroppo, le Hard hanno confermato di essere molto costanti e, complice anche il tempo perso a causa delle bandiere blu, per Sebastian c’è stato poco da fare se non accontentarsi di quella stessa tredicesima posizione che occupava alla fine del primo giro”.

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