Pagelle GP Eifel – Hamilton leggenda senza sudare, Bottas fuoco di paglia, Ricciardo è grande

Ottime prove di Perez, Sainz e Gasly. Hulkenberg from zero to hero. Vettel ancora in difficoltà

Pagelle GP Eifel – Hamilton leggenda senza sudare, Bottas fuoco di paglia, Ricciardo è grande

Lewis Hamilton 10 Anche scrivere la storia con il gomito fuori dal finestrino può essere visto come un merito. Se l’unico avversario è Bottas diventa tutto fin troppo facile. Un uomo solo al comando. Da molto tempo e per molto tempo ancora.

Valtteri Bottas 5,5 Specialista in pole position ininfluenti, sente la pressione di Lewis e commette un errore grossolano, perdendo il confronto con il compagno in pista. Ottimo scudiero ma non può proprio giocarsela.

Max Verstappen 8,5 Otto podi e tre ritiri per colpe non sue. Praticamente sa solo finire sul podio, il problema è che corre in una landa desolata; il suo mondiale è la fotografia dell’attuale F1, puoi avere tutto il talento del mondo ma senza una Mercedes non vinci.

Daniel Ricciardo 8 Il terzo posto è il giusto coronamento di una stagione corsa ad altissimo livello. Daniel ha trovato feeling con la Renault, è sempre lì piazzato dietro ai primi e non a caso è quarto in classifica iridata.

Sergio Perez 8 Da quando è stato appiedato è una furia, al Ring corre con una cattiveria inaudita, volenteroso di dimostrare quanto meriti un sedile in F1. E ci riesce in pieno, uno così forte non può restare fuori.

Carlos Sainz 7 Dopo due gare sfortunate si torna a rivedere il Carlos consistente e concentrato che conosciamo. Quando guida così arriva sempre in alto, da gran passista qual è. Ritrovato.

Pierre Gasly 7,5 Il francese è autore di una prova di spessore assoluto e riesce ad esaltare l’Alpha Tauri. Il sesto posto, conquistato a suon di sorpassi, è il secondo miglior risultato stagionale del team dopo la vittoria di Monza. Sempre lui.

Charles Leclerc 7 Un giro da favola in qualifica, la solita grinta in gara. Ma la Ferrari è troppo lenta e il settimo posto va salutato anche con favore. Lui di più non potrebbe fare.

Nico Hulkenberg 8,5 Debutta in qualifica, giusto il tempo di prendere confidenza con l’auto e l’ultima fila è quasi inevitabile. In gara però trova subito ritmo e rimonta fino all’ottavo posto. Dalla colazione a Colonia ai punti sotto la bandiera a scacchi del Ring: le ventiquattr’ore pazze di un pilota che sembra uscito direttamente dagli anni ’70.

Romain Grosjean 7 Sempre più vicino all’addio alla massima categoria, l’ormai veterano Grosjean mette insieme una gara intelligente e priva di sbavature, riuscendo a regalare due punti quasi insperati alla Haas.

Antonio Giovinazzi 7,5 Davvero bravo l’italiano che senza la certezza della riconferma dimostra di saper gestire benissimo la pressione, riuscendo ad entrare in zona punti e dando continuità alla bella prestazione di Sochi. Veloce e attento al Ring.

Sebastian Vettel 4 Il suo rapporto con la Ferrari è diventato un’agonia tecnica. La squadra non lo segue, lui è sempre più avulso dal contesto e proprio non riesce a guidare la SF1000. Una tristezza vederlo girarsi in frenata, bisognava mettere la parola fine a questo binomio prima che la situazione degenerasse a tal punto. Non fa bene né a lui, ne alla Ferrari.

Lando Norris 6 Le prova tutte ma i problemi al motori lo mandano in crisi di nervi.

Esteban Ocon 6 Presenza discreta, si ritira per problemi di affidabilità.

Daniil Kvyat 6 Il russo va veloce, sulla falsariga di Gasly, ma viene messo k.o. da Albon. Il danno all’ala anteriore gli fa perdere tempo e bilanciamento.

Alex Albon 4,5 Dalla quinta posizione in grigli ai casi a centro gruppo e ai contatti è un attimo. Disastroso, il ritiro quasi lo salva da ulteriori figuracce.

Kimi Raikkonen 4,5 Festeggiare un traguardo storico – 323 GP, record di sempre – correndo maluccio è in pieno stile Kimi. Andrà meglio la prossima volta, certo da uno come lui non ti aspetti l’aggancio barbaro a Russell… Peccato perché aveva il passo per andare a punti.

Kevin Magnussen 4,5 Nel giorno in cui la Haas poteva andare in zona punti lui chiude tredicesimo su quindici. Si lamenta della strategia, la scelta di partire con le soft non paga.

Altri: Nicholas Latifi (6); George Russell (6)

Antonino Rendina


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