Mercedes ha ammazzato la F1 e umiliato la Ferrari, ma non si può andare avanti così

La squadra di Toto Wolff ha messo in atto un vero e proprio "golpe", scatenando un'ira che svilisce la massima categoria

Mercedes ha ammazzato la F1 e umiliato la Ferrari, ma non si può andare avanti così

Adesso basta! Mercedes ha davvero rotto. Vivissimi e sinceri complimenti alla squadra più forte mai esistita, ma quanto sta accadendo in questo strano 2020 è qualcosa destinato a far riflettere, che dovrebbe portare chi di dovere anche ad intervenire, per far recuperare credibilità alla F1.

A meno che ai padroni del vapore non vada di lusso trasmettere gare dinanzi alle quali gli spettatori prendono sonno (impossibile restare vigili dinanzi a processioni noiose come quella dell’Hungaroring) mentre quel fenomeno di Lewis Hamilton doppia tutti, con una Mercedes che gira talmente forte da doppiare non solo la derelitta e imbarazzante Ferrari, ma anche la stessa Mercedes, quella di rosa dipinta.

La verità è che la squadra già dominante ha deciso, deliberatamente, di umiliare non solo i rivali, ma la stessa F1, verosimilmente per mandare un messaggio di tipo politico, riguardante il Patto della Concordia. Toto Wolff, abilissimo e astuto team principal delle frecce d’argento adesso nere, ha il dente avvelenato con Mattia Binotto, un rancore soltanto apparentemente inspiegabile.

In realtà a Mercedes non sono andate giù due o tre cosucce e la vendetta è molto simile all’ira funesta che il Pelide Achille scatenò sui Troiani dopo l’ammazzatina (per usare un termine di Camilleri, il maestro di scrittura, non l’ad Ferrari) di Patroclo. Così la Mercedes ha doppiato la Ferrari con facilità disarmante, come Achille che trascina deturpandolo il corpo di Ettore. Così, vuota e derelitta, è la scocca della Rossa, ridimensionata dallo strapotere dell’iraconda belva di Brackley.

Sicuramente a Mercedes non è andato giù di perdere il confronto a livello di motore nel 2019, soprattutto se Maranello aveva trovato il modo di aggirare la normativa, sverniciando le frecce d’argento su due piste di motore come Spa e Monza. Wolff se l’è legata al dito se è vero che con un pizzico di cattiveria ha dichiarato: “Sono i nostri rivali ad averci spinto a questo livello”. 

Ma non è tutto. Mercedes ha ingoiato il boccone amaro di vedere la Ferrari ancora una volta “premiata” dalla FIA per essere l’unica squadra sempre presente nel Circus. Il nuvo Patto della Concordia farà salvo il bonus economico per Maranello, una vittoria politica di Binotto.

L’affaire PU del 2019, le battaglie per la nuova Concordia, tutti elementi che hanno accresciuto l’astio di Wolff verso la Ferrari, con la Mercedes che sembra aver messo in atto un vero e proprio “golpe” alla categoria, una dimostrazione di forza, tecnica e politica, con pochissimi precedenti. Noi facciamo quello che vogliamo, siamo talmente incazzati da mettere tra noi e voi altre due Mercedes. E siamo talmente spudorati da fare a gran voce (Allison, Wolff) i complimenti a Racing Point per la loro monoposto. La F1 è nostra, voi annaspate nei vostri problemi di aerodinamica e power unit.

Il problema piuttosto grosso è che, finito lo stupore per le performance monstre della W11, restano solo le spoglie di una F1 che è di fatto morta. Perché è semplicemente impossibile rivaleggiare e contrastare lo strapotere Mercedes. Non si tratta più di sport, ma di una passerella indecente, imbarazzante alla stessa maniera per chi vince e chi perde.

La protervia, la prepotenza, la cattiveria, della squadra di Toto Wolff finisce per allontanare gli appassionati dalla Formula 1. Fa venire voglia di spegnere la tv e dedicarsi ad altro. Che senso ha guardare gare dove c’è una squadra che volendo può doppiare anche se stessa? Non è che Mercedes, stavolta, con lo show delle quattro monoposto, abbia esagerato un po’?

E qui non c’entrano i problemi della Ferrari, perché neanche la Red Bull o qualsiasi altro team, riesce a tenere il passo della Mercedes. Non c’è speranza per nessuno. Quando la Ferrari di Todt-Brawn-Schumi dominava anno dopo anno, la FIA fece di tutto per frenarla, mentre dinanzi alla Stella a tre punte sono tutti inermi, annichiliti, intimiditi.

E così abbiamo la Mercedes 2020 che dà in qualifica un secondo netto alla Mercedes 2019, che a sua volta rifila mezzo secondo al resto del gruppo. Poi Hamilton parte, doppia tutti, fa un pit stop aggiuntivo tanto per far vedere che potrebbe anche prendere un caffè ai box ed è Vettel a riassumere, con disarmante sincerità e sguardo disincantato, perfettamente la situazione: “Sapevamo già da prima della gara che la Mercedes ci avrebbe doppiato”. Già, sappiamo già da anni come va a finire, ha senso continuare a guardarla adesso che Mercedes è ancora più dominante?

Antonino Rendina


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