Le pagelle del Gran Premio d’Austria

Le pagelle del Gran Premio d’Austria

Dopo 11 anni il Circus torna in Austria: a casa Redbull si impongono ancora le Mercedes. Ecco le pagelle, con promossi e bocciati del weekend.

 

Nico Rosberg

VOTO: 9

Un’altra ottima prestazione per il pilota Mercedes che, sebbene non riesca a centrare la prima fila in qualifica, partendo “solo” terzo, riesce a mantenere la concentrazione e la calma: unitamente ad una buona strategia di squadra, ad una monoposto affidabile e performante, sale sul gradino più alto del podio e “mette le ali” a +29 nel mondiale dal compagno di squadra.

 

Lewis Hamilton

VOTO: 8

Una davvero pessima qualifica condizionata da un grave errore di Lewis, sintomo probabilmente di molte, forse troppe, pressioni, viene ribaltata da una distinta, seppur non eccellente gara: una straordinaria partenza lascia tutti sbalorditi, ma manca sempre qualcosa per raggiungere il compagno Rosberg.

 

Valtteri Bottas

VOTO: 8.5

Un weekend da incorniciare per Bottas che sfiora la pole al sabato, mentre domenica tira fuori tutta la grinta possibile per salire sul podio: il finlandese non ha timori reverenziali nei confronti di nessuno, tanto meno verso Massa. Gioca sempre tra la seconda e la terza posizione, arrendendosi solo di fronte alle due imprendibili Mercedes.

 

Felipe Massa

VOTO: 7.5

I festeggiamenti della pole del sabato non hanno trovato seguito domenica: Felipe si ritrova giù dal podio e vede festeggiare il suo giovane compagno di box. Certamente le potenzialità mostrate dalla Williams gli fanno ben sperare per la prosecuzione del campionato, ma salire sul podio non sarebbe dispiaciuto a nessuno.

 

Fernando Alonso

VOTO: 7.5

Il pilota spagnolo continua a dare il meglio di sé con i mezzi che ha: almeno la costanza di rendimento gli permette di accumulare punti Gran Premio dopo Gran Premio, ma certamente non è un pilota che si accontenta di così poco. Purtroppo la macchina non è prestazionale come le altre però, una volta presa coscienza della situazione, riesce a tirar fuori il meglio possibile: quando le gomme son fresche riesce ad andare al ritmo dei primi e sbaglia veramente poco.

 

Sergio Perez

VOTO: 8

Indiavolato in questa gara il pilota messicano che per prima cosa merita una grandissima lode per l’abilità con cui riesce a salvaguardare il consumo delle gomme (il primo pit-stop, quello di Hulkenberg, arriva al decimo giro, il suo primo pit-stop al trentesimo), ma da elogiare anche la grinta e l’aggressività dei sorpassi, finalmente belli e puliti.

 

Kevin Magnussen

VOTO: 6.5

Torna nella top ten il pilota McLaren che riesce a portare a casa una buona gara, non eccellente, ma certamente migliore di quella del compagno di squadra.

 

Daniel Ricciardo

VOTO: 7

Se prima era un sogno fare il salto di qualità dalla ToroRosso alla RedBull, ora forse è diventato un incubo: Daniel ha certamente le abilità di un buon pilota, riesce anche lui a tirar fuori il meglio dai mezzi che ha, ma probabilmente sperava di avere una monoposto migliore. Commette solo qualche piccola sbavatura, ad esempio quando si ritrova il compagno di squadra, doppiato, di fianco, ma per il resto conduce una buona gara. Certamente condurre una buona gara con la monoposto campione del mondo in carica e chiudere ottavo non è un bel segnale.

 

Nico Hulkenberg

VOTO: 6

Un po’ disperso nelle retrovie, il giovane Nico Hulkenberg paga certamente il forte degrado delle gomme che lo portano ad effettuare per primo il pit-stop e l’ombra ingombrante di un compagno di squadra che corre una splendida gara. Se le potenzialità della monoposto sono quelle mostrate da Perez, Hulkenberg è bene che torni ad essere l’invincibile Hulk.

 

Kimi Raikkonen

VOTO: 5.5

“Give me more power!”, il pilota finlandese ad inizio gara non riesce ad utilizzare il DRS causa FIA, poi non riesce a tirar fuori le potenzialità della macchina (seppur già minime): le sue continue prestazioni sottotono sono certamente sintomo di insufficienti mezzi tecnici, ma anche, forse, di poca voglia da parte del pilota di tirar fuori il meglio da ciò che si ha. Se il tuo compagno di squadra, con le stesse possibilità tecniche, riesce a partire quarto, mentre tu ottavo e riesce ad arrivare quinto, mentre tu decimo, non pensi sia necessario anche un esame di coscienza?

 

Jenson Button

VOTO: 5.5

Il buon vecchio Jenson sembra ormai, gran premio dopo gran premio, un fantasma: perennemente nelle retrovie, si fa vedere ogni tanto per qualche guizzo di agonismo, ma poi corre la sua gara in tranquillità, con il solo scopo di portare la monoposto dopo la linea del traguardo.

 

Pastor Maldonado

VOTO: 7

Una buona prestazione quella del pilota Lotus che riesce a fare meglio del compagno e in alcuni momenti di gara si inserisce anche nella top ten.

 

Adrian Sutil

VOTO: 6.5

Certamente la tredicesima posizione non può essere soddisfacente però durante la gara, caduto nelle ultime posizioni, riesce a tirar fuori tenacia da sé e dalla sua Sauber, risalendo di sei posizioni.

 

Romain Grosjean

VOTO: 6.5

Parte dai box e arriva quattordicesimo: possiamo definirla un’ottima prestazione quella del pilota francese, in uno dei team forse più in crisi in questa stagione, riesce comunque a concludere la gara e a risalire di otto posizioni.

 

Jules Bianchi

VOTO: 6

Anche per il pilota della Marussia una buona gara che si conclude con il quindicesimo piazzamento, mettendosi dietro il compagno di squadra, le due Catheram e una Sauber.

 

Kamui Kobayashi

VOTO: 6

Nella lotta delle retrovie Kobayashi riesce a stare davanti al compagno di squadra, inserendosi tra le due Marussia.

 

Max Chilton

VOTO: 6

Non viene mai inquadrato, come del resto il gruppo dei “poveretti”.

 

Marcus Ericsson

VOTO: 5

Un altro weekend disperso nelle retrovie, ben poco da dire, se non notare la “costanza” dei suoi risultati.

 

Esteban Gutierrez

VOTO: 6

Un 6 di consolazione per il pilota Sauber che si ritrova la gara compromessa non solo da un errore dei suoi meccanici che non gli fissano bene l’anteriore destra, ma poi si trova costretto ad un ride throght. Solita domanda: paga il pilota un errore della squadra?

 

Sebastian Vettel

VOTO: 5

E’ crisi. E’ crisi nera. Che sia la presenza di Webber in circuito ad avvicinare il malocchio o Sebastian che ha rotto qualche specchio di troppo, fatto sta che ormai non ci sono più parole per descrivere l’andamento del campionato per il pilota quattro volte campione del mondo: pessime qualifiche vengono seguite da una gara in cui la sua monoposto prima sembra avere problemi, poi dopo essere stata doppiata da metà gruppo, decide di “riprendere vita”, quasi sbeffeggiando il caro Vettel, ormai sconsolato al volante. Alla fine si opta per un ritiro: dopo aver rotto l’ala anteriore nel tentativo di sorpassare Gutierrez, sembra la scelta più dignitosa.

 

Daniil Kvjat

VOTO: 6

Sebbene sia stato obbligato al ritiro, da sottolineare la buona qualifica e il buon avvio di gara, oltre all’eccellente freddezza con cui, pur essendo un pilota alle prime esperienze in Formula1, è riuscito a controllare la vettura e a portarla nella via di fuga. Unica nota di demerito l’errore suo e della squadra quando lascia il pit-stop nel momento in cui passa Ricciardo.

 

Jean-Eric Vergne

VOTO: sv

Ritiro per problema ai freni.

 

Ylenia Griggio

 

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