Formula 1 | Honda individua la causa dei problemi avuti in Bahrain
"Vibrazioni anomale che hanno danneggiato il comparto batterie", ha detto il direttore generale Ikui Takeishi
L’inizio della nuova alleanza tra Honda e Aston Martin è stato decisamente negativo. Nei test pre-stagionali in Bahrain la power unit giapponese ha mostrato fragilità e difficoltà di integrazione con la AMR26, monoposto nata sotto la direzione tecnica di Adrian Newey e caratterizzata da soluzioni aerodinamiche particolarmente spinte.
L’impressione emersa nel paddock è che l’estrema ricerca di carico e compattezza del progetto abbia reso più delicato il lavoro di armonizzazione con il propulsore, riportando alla memoria problematiche già vissute da Honda nel triennio con McLaren a metà dello scorso decennio, pur in un contesto tecnico e umano profondamente diverso rispetto ad allora.
I numeri della preparazione confermano un percorso accidentato. Dopo uno shakedown a Barcellona chiuso con soli 65 giri, la squadra si è presentata in Bahrain con l’obiettivo di accumulare chilometri e dati, ma nelle sei giornate complessive tra test iniziali e seconda sessione il totale si è fermato a 329 tornate aggiuntive. L’ultima giornata è stata la più complicata, con appena sei giri completati prima dell’interruzione definitiva del programma.
A spiegare l’origine dei problemi è intervenuto il direttore generale di Honda, Ikui Takeishi, che ad Autosport ha indicato una causa precisa: “Durante le prove in Bahrain abbiamo rilevato vibrazioni anomale e riteniamo che proprio queste sollecitazioni abbiano provocato un deterioramento del sistema batterie, che consideriamo la causa principale delle difficoltà incontrate in pista. Stiamo analizzando con attenzione la questione dal lato della power unit e parallelamente collaboriamo con il team per intervenire anche sull’integrazione con la vettura. In particolare utilizziamo il banco prova di Sakura, dotato di monoscocca, per riprodurre le condizioni reali, studiare le vibrazioni e mettere in atto contromisure che sono già in fase di applicazione”.
Il lavoro si concentra dunque su un doppio fronte: da una parte la revisione tecnica del propulsore, dall’altra l’adattamento dell’insieme vettura-motore per ridurre le sollecitazioni indesiderate. La priorità immediata resta l’affidabilità, prerequisito indispensabile per sviluppare prestazione in un campionato che si annuncia molto competitivo.
Nonostante il quadro attuale, dalla dirigenza giapponese filtra determinazione. Il presidente di Honda Racing Corporation, Koji Watanabe, ha ribadito gli obiettivi del progetto: “Sappiamo che ci sono diversi aspetti su cui intervenire e che il momento richiede un grande sforzo tecnico, ma le nostre ambizioni restano intatte e siamo determinati a tornare a vincere”.
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