Formula 1 | Mercedes, la strategia conservativa non paga in Messico

Shovlin: "Abbiamo la Ferrari nel mirino, non molleremo fino alla bandiera a scacchi di Abu Dhabi"

Formula 1 | Mercedes, la strategia conservativa non paga in Messico

La Mercedes può sorridere per la prestazione offerta in Messico. Hamilton è arrivato al secondo posto dopo una gara nella quale è riuscito a tenere il passo di Verstappen nel primo stint, poi però la strategia conservativa dei pluricampioni del mondo non ha pagato, e quindi l’olandese è arrivato primo al traguardo senza difficoltà. La domenica di Russell invece è stata abbastanza deludente sin dalla partenza, condizionata evidentemente dagli sbagli di Austin. La W13 comunque è parsa in gran forma, sicuramente più della Ferrari, adesso distante 40 punti a due gare e una Sprint Race dal termine di questa lunga stagione.

“Il weekend del Messico è stato un mix di emozioni – ha detto Andrew Shovlin, direttore tecnico in pista della Mercedes. Stiamo dimostrando come la vettura stia migliorando e l’aggiornamento di Austin ci ha fatto fare degli evidenti passi in avanti. Il team di Brixworth può essere soddisfatto del lavoro svolto sulla power unit su un tracciato molto difficile vista l’altitudine, e qui abbiamo fatto una delle migliori prestazioni della stagione. I piloti si sono impegnati in un’annata difficile e lunga, e pur dando tutto in ogni weekend non è stato abbastanza per vincere”.

“Se potessimo correre di nuovo, partiremmo con le soft: sapevamo di poter optare per l’unica sosta gialla-rossa, ma non ci aspettavamo fosse così facile da applicare. Pensavamo ci fosse un calo delle medie a fine gara, ma non è successo. La nota positiva è aver colmato il gap con la Ferrari, continueremo a insidiarli per il secondo posto costruttori fino alla bandiera a scacchi di Abu Dhabi. Ci sono due gare da disputare, ora avremo qualche giorno per riorganizzarci prima della Sprint in Brasile. C’è tanto da fare”.

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