F1 | Mercedes allontana Verstappen: “Il GT3 non è un ponte per il futuro”
"Capisco il tentativo della stampa ma noi abbiamo i nostri due piloti", il commento del deputy team boss
Vedere Max Verstappen gareggiare nella leggendaria 24 Ore del Nürburgring al volante di una Mercedes-AMG GT3 ha immediatamente scatenato il mercato piloti. In un panorama della Formula 1 costantemente affamato di colpi di scena, l’associazione tra il nome del tre volte campione del mondo e le Frecce d’Argento, è bastata a riaccendere i riflettori sul futuro a lungo termine dell’olandese. Il tutto mentre il paddock continua a interrogarsi sulla competitività futura della Red Bull e sulle grandi incognite legate alla rivoluzione regolamentare che scatterà a breve.
A spegnere le voci della “silly season”, ci ha pensato direttamente Bradley Lord. Il deputy team boss della scuderia di Brackley ha voluto fare immediata chiarezza, escludendo che l’impegno dell’olandese possa rappresentare un indizio per i futuri scenari della Formula 1.
Due mondi completamente separati
Interpellato sulla possibilità che la presenza di Verstappen nel team Mercedes della GT 2026 possa rappresentare una sorta di “ponte” verso la squadra ufficiale guidata da Toto Wolff, Lord ha risposto con grande fermezza, spegnendo ogni tipo di suggestione:
“Penso che si tratti di due cose completamente separate e distinte. Da un lato abbiamo il motorsport clienti, dall’altro la Formula 1. Se Max decide di correre con le vetture GT, noi siamo semplicemente felici che la sua scelta preferenziale sia caduta su una Mercedes-AMG e che possa lottare per la vittoria assoluta in una gara mitica come la 24 Ore del Nürburgring con una delle nostre vetture competitive.”
Il manager britannico ha riconosciuto l’enorme valore commerciale e mediatico che un fuoriclasse come Verstappen porta in dote all’evento tedesco e al marchio, ma ha posto un limite invalicabile alle interpretazioni dei media:
“Vederlo come un trampolino o un legame per la Formula 1 è una lettura fin troppo semplicistica. Fondamentalmente, le due cose hanno pochissimo a che fare l’una con l’altra”.
Blindati i piloti ufficiali: la linea di Brackley
Le domande del paddock, tuttavia, hanno continuato a gravitare attorno alla suggestione di vedere un giorno Verstappen ereditare un sedile d’argento nel Circus. Un’ipotesi che Toto Wolff, nel recente passato, non aveva scartato del tutto, alimentando a sua volta il gioco delle parti. Lord, dal canto suo, ha preferito mantenere una linea più istituzionale e aziendale, blindando la line-up attuale della squadra:
“Capisco perfettamente il tentativo della stampa di fare speculazione su questi incroci. Ma tutto ciò che posso fare è ribadire quanto Toto ha già spiegato chiaramente quest’anno. Noi abbiamo i nostri due piloti preferiti all’interno delle nostre vetture, ed entrambi sono il prodotto diretto del sistema e del programma giovani Mercedes.”
Una dichiarazione che serve anche a dare serenità e stabilità all’interno del box di Brackley, in un momento in cui la squadra è concentrata sul percorso di crescita tecnica della monoposto.
Il futuro di Max e la noia delle pause
Lord ha poi affrontato un altro tema caldo che riguarda il campione del mondo in carica: le sue ripetute critiche alla direzione intrapresa dalla Formula 1 moderna tra calendari extra-large e formati Sprint, che spesso lo hanno portato a ventilare l’ipotesi di un addio prematuro al Circus per dedicarsi ad altre categorie, proprio come l’endurance.
“Questa è una valutazione che spetta interamente a Max. Il nostro sport è sopravvissuto all’arrivo e alla partenza di migliaia di piloti nel corso dei suoi 75 o 76 anni di storia, e la stessa identica cosa varrebbe per qualsiasi pilota attualmente presente sulla griglia di partenza. Tuttavia, la mia sensazione personale è che il peso e la frequenza di quelle critiche stiano diminuendo, man mano che le performance della Red Bull e la competitività della vettura continuano a crescere. Ma non voglio mettergli in bocca parole non sue: lui conosce benissimo le proprie opinioni”.
Infine, il dirigente della scuderia anglo-tedesca ha offerto un’analisi lucida sul perché i rumors di mercato abbiano monopolizzato l’attenzione nelle ultime settimane, puntando il dito contro un calendario d’inizio stagione decisamente atipico e frammentato, che ha lasciato troppo spazio alle chiacchiere da paddock a discapito dell’azione in pista.
“In questi primi due mesi e mezzo di Formula 1 abbiamo assistito a tantissime dichiarazioni e a enormi spunti di discussione sui media, in parte proprio perché c’è stato pochissimo motorsport reale da raccontare. Se non altro, siamo felici che da questo weekend in poi avremo qualcosa come sette gare spalmate nell’arco di nove o dieci fine settimana. Torneremo a correre in modo intensivo, ed è in assoluto la cosa migliore che possa accadere per la Formula 1”.
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