F1 | Arrivabene: “Horner in Ferrari? Io l’unico a scompigliare i capelli a Toto Wolff”
"È fondamentale garantire serenità alla squadra, non bisogna creare false aspettative", ha detto l'ex TP della Rossa

L’ambiente attorno alla Ferrari è caldo, teso e caotico, riflettendo pressioni crescenti. La Scuderia di Maranello, in questa prima stagione con il nuovo regolamento tecnico 2026, ha ottenuto le vittorie di Barcellona e Silverstone, più altri sette podi, ma non è riuscita a costruire una vettura competitiva capace di lottare con continuità e costanza contro la Mercedes. Il motivo principale è una power unit ben al di sotto dell’insufficienza, carente di velocità in rettilineo.
Anche con gli aggiornamenti consentiti dal regolamento ADUO, la SF-26 resta drasticamente lontana per potenza, erogazione dell’energia e gestione complessiva, aspetti centrali delle nuove unità motrici ibride. La posizione di Fred Vasseur, team principal della Ferrari, appare sempre più a rischio e sotto la lente di ingrandimento. Pesa anche la gestione dei piloti in circostanze delicate, come accaduto a Monza, dove Hamilton è rimasto infastidito dal comportamento di Leclerc e di chi avrebbe dovuto gestire la situazione con maggiore leadership e chiarezza nelle strategie del weekend.
L’ombra di Horner su Maranello e la pressione su Vasseur
Negli ultimi giorni si è fatta ingombrante l’ombra di Christian Horner. L’ex capo della Red Bull è stato chiaro: “La Ferrari è un gigante addormentato: è il mio sogno”. Una dichiarazione che ha aumentato la pressione sul francese, infastidito nel post gara di Baku dalle continue domande dei giornalisti proprio sulle parole di Horner.
Sul possibile approdo dell’inglese a Maranello è intervenuto Maurizio Arrivabene, ex responsabile della Gestione Sportiva Ferrari, che boccia l’idea del salvatore della patria. Ai microfoni di Sky Sport durante la trasmissione Race Anatomy, ha ricordato il proprio passato al muretto e i duelli politici con Toto Wolff: “Sono stato l’unico a far perdere la testa a Toto per diverse gare e con lui ho avuto scontri durissimi, ma grazie al lavoro di Marchionne siamo stati noi, come Ferrari, a convincere la Mercedes a cedere sulla norma dei gettoni per i motori. Christian in quel caso si è limitato a seguire l’onda: politicamente è abilissimo, ma il lavoro l’ha fatto la Ferrari insieme alla Mercedes”.
Le aspettative e la ricetta di Arrivabene
Secondo l’ex dirigente bresciano, il rischio principale per un profilo come quello di Horner è l’enorme mole di aspettative che porterebbe con sé, a fronte di una struttura che ha perso molte delle sue figure storiche ed è in fase di profonda rifondazione: “Arrivare a Maranello con tutti i titoli vinti da Horner è forse più negativo che positivo, perché genera aspettative ancora più alte, e bisogna ripartire da zero: in Ferrari non ci sono più ingegneri del calibro di Resta, Sassi, Cardile e Stella, che oggi lavorano in altri team. Servono tranquillità e carta bianca, due fattori che possono risolvere molti problemi, perché un uomo solo, per quanto plurititolato, non può sistemare le cose”.
Sul futuro di Vasseur Arrivabene non si sbilancia, ma pone una condizione: “Non so se abbia carta bianca oppure no, e se l’avesse bisognerebbe rifletterci sopra. È fondamentale garantire serenità alla squadra, cosa mai semplice in Ferrari, e lasciarla lavorare in pace: quest’anno hanno fatto passi avanti importanti, almeno fino a poco tempo fa, e non basta ingaggiare il grande campione che ha vinto tutto. Da tifoso ed ex dipendente Ferrari dico di non creare false aspettative”.
Le parole di Vasseur contro Horner a Baku
Interpellato dai giornalisti al termine della gara in Azerbaijan, Vasseur ha abbandonato il tono rilassato per criticare l’instabilità alimentata dalle uscite mediatiche, evidenziando come la speculazione costante danneggi il lavoro quotidiano del personale ai box.
“Non operiamo in un clima sereno, da me fino all’ultimo tecnico – ha dichiarato il manager francese – e dedicare metà di ogni conferenza stampa a queste domande è diventato logorante. Siamo impegnati nella lotta per il secondo posto nel campionato costruttori, ma ci troviamo a discutere continuamente di questi fatti, influenzando i discorsi interni. La situazione è questa e non ho margine d’intervento: il signor Horner sta bussando a ogni porta per un ingaggio. Posso solo concentrarmi sulle priorità attuali, mantenere alta l’attenzione del gruppo e impegnarmi al massimo in pista”.
“Prendiamo atto della situazione attuale – ha concluso Vasseur -. Ci aspettano sette appuntamenti fino alla fine della stagione e intendo impegnarmi al 100% fino all’ultima gara. Per quanto riguarda l’ipotesi di una convivenza dirigenziale con Horner all’interno della Scuderia, dovreste rivolgere la domanda alla mia segretaria”.
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