Formula 1 | Ferrari, innovazione e rischio: la SF-26 vista in Bahrain fa discutere
Tra il flap sopra il diffusore e l'ala mobile rotante, la Scuderia di Maranello ha fatto parlare di sé
I test pre-stagionali in Bahrain hanno offerto le prime indicazioni concrete sul nuovo corso tecnico della Formula 1 2026, ma a catalizzare l’attenzione non sono stati soltanto i riscontri cronometrici. Al centro dell’interesse del paddock si è collocata la Ferrari, che con la SF-26 ha portato in pista due soluzioni aerodinamiche capaci di stimolare analisi e interrogativi tra gli addetti ai lavori.
La prima novità è comparsa durante la seconda sessione di prove: una piccola appendice collocata in prossimità del terminale di scarico. Un elemento discreto nelle dimensioni ma potenzialmente significativo nell’effetto, studiato per interagire con il flusso dei gas e migliorare il comportamento della monoposto nelle curve a media e bassa velocità. Una scelta che rientra nella ricerca di efficienza in un regolamento profondamente rinnovato.
A soffermarsi sull’interpretazione tecnica è stato l’analista Sam Collins, che ha evidenziato la complessità della soluzione: “Tra gli aspetti più interessanti della nuova Ferrari c’è la piastra comparsa dietro lo scarico, un dettaglio che ha generato molte discussioni e che merita di essere studiata con attenzione perché per comprenderne a fondo l’effetto servirebbero simulazioni in galleria del vento e analisi CFD approfondite. Osservando il pennacchio di vapore proveniente dallo sfiato del sistema di lubrificazione si nota come venga risucchiato quasi verticalmente verso l’alto, segno che quella superficie aggiuntiva esercita un’influenza aerodinamica concreta e rappresenta uno strumento tutt’altro che marginale”.

Secondo Collins, replicare questa configurazione non sarebbe semplice per la concorrenza. La ragione non risiede soltanto nella forma dell’elemento, ma nella sua integrazione con la trasmissione: “Per quanto mi risulta, chi non utilizza il cambio Ferrari incontrerà enormi difficoltà nel copiare questa soluzione perché tutto è strettamente connesso alla posizione del differenziale all’interno della scatola del cambio e l’escamotage che ha consentito di rendere legale questa piastra supplementare dimostra una notevole capacità di interpretare il regolamento in modo creativo da parte degli ingegneri di Maranello”.
Innovazione Ferrari, l’ala mobile rotante
La seconda innovazione ha riguardato invece il retrotreno. Nel penultimo giorno di test, sulla vettura affidata a Lewis Hamilton è comparsa per alcune uscite un’ala posteriore con configurazione definita “rovesciata”, caratterizzata da una rotazione della bandella superiore fino a 180 gradi in fase di apertura. Un concetto che amplia le possibilità dell’aerodinamica attiva previste dal regolamento 2026 e che potrebbe offrire vantaggi in termini di efficienza sul dritto senza compromettere la stabilità nelle altre fasi.
Stando a quanto abbiamo raccolto in Bahrain, Ferrari non sarebbe l’unica ad aver pensato a una cosa del genere, e anche su questo punto Collins ha fornito una chiave di lettura più ampia: “Circolano voci secondo cui almeno un’altra squadra starebbe valutando una soluzione aerodinamica attiva simile, ma spesso accade che davanti a un’idea innovativa molti team dichiarino di averla già sperimentata e accantonata dopo test in galleria del vento o simulazioni al computer. In realtà ritengo che diversi concorrenti stiano cercando di capire come integrare attuatori e collegamenti nelle piastre terminali dell’ala posteriore per ottenere un effetto analogo, perché quella adottata dalla Ferrari appare come un esempio di ingegneria raffinata con la nuova ala rotante fissata direttamente alla propria endplate”.

Le scelte progettuali della SF-26 sembrano dunque sfruttare con decisione gli spazi concessi dal nuovo quadro normativo, senza oltrepassarne i limiti. A completare il quadro è arrivato anche il miglior tempo complessivo dei test, ottenuto da Charles Leclerc nell’ultima giornata con una simulazione particolarmente efficace.
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