F1 | Ferrari, approccio prudente al 2026: scelta ponderata o ritardo nella tabella di marcia?
Dopo un 2025 ricco di proclami invernali e delusioni prestazionali, la Scuderia non vuole alzare troppo la voce prima dell'attività in pista
Nel panorama della Formula 1 che si avvicina al profondo reset regolamentare del 2026, la Ferrari rappresenta oggi una sorta di punto interrogativo. Mentre la maggior parte dei costruttori ha iniziato a scoprire almeno parzialmente le proprie carte, da Maranello continua a non arrivare alcun segnale concreto sul nuovo progetto tecnico, a partire dalla power unit. Nessun suono del motore, nessuna immagine significativa e nessuna indicazione operativa sulla SF-26, se non il nome ufficiale della vettura.
L’accensione del nuovo propulsore, inizialmente prevista nei primi giorni di gennaio, non sarebbe ancora avvenuta. Un dettaglio che distingue la Scuderia dagli altri motoristi impegnati nello sviluppo delle unità 2026 e che alimenta interrogativi sul rispetto della tabella di marcia fissata a inizio progetto. Le indiscrezioni parlano di un lieve slittamento rispetto al programma originario, senza però indicare criticità strutturali o problemi tecnici conclamati. Una scelta che, magari, può essere ricondotta a una sorta di basso profilo dopo i proclami dello scorso inverno e all’indecente stagione poi affrontata dalla SF-25, vettura che avrebbe dovuto lottare per i mondiali, a parole.
Il confronto con i rivali rende questo silenzio ancora più evidente. Honda e Audi hanno già iniziato a comunicare pubblicamente alcuni passaggi del proprio lavoro, mostrando dettagli dei propulsori e, nel caso del marchio tedesco, facendo ascoltare anche il sound del motore girando a Barcellona. Mercedes, pur mantenendo un profilo prudente sul piano delle ambizioni, ha già mostrato attività in fabbrica e operazioni preliminari, come la consueta prova sedile, offrendo segnali di avanzamento sul fronte telaio. Anche l’alleanza Red Bull-Ford ha lasciato filtrare alcuni elementi del progetto, pur senza eccessiva esposizione.
Ferrari low profile: dai proclami del 2025 al silenzio attuale
In questo contesto, la linea della Ferrari appare coerente con quanto anticipato nei mesi scorsi da Frederic Vasseur, che aveva annunciato un inverno all’insegna della massima riservatezza. Una strategia che rientra nella tradizione recente del team, ma che con il passare delle settimane inizia inevitabilmente a pesare sul piano comunicativo, soprattutto considerando l’avvicinarsi dei primi test collettivi.
La fine di gennaio segnerà infatti l’inizio delle prove pre-stagionali, con le squadre impegnate sul circuito di Barcellona per una sessione articolata su cinque giornate complessive. Ogni team, però, potrà contare soltanto su tre giorni effettivi di attività, un fattore che rende cruciale la preparazione e la puntualità delle prime uscite. In questo scenario, anche un ritardo contenuto può incidere sulla gestione del lavoro iniziale, sebbene non rappresenti necessariamente un problema irrecuperabile. Sembra infatti che qualche team potrebbe saltare la prima giornata del Montmelò perché in lieve ritardo sulla tabella di marcia.
La gestione dei test sarà dunque determinante. Alcune squadre potrebbero scegliere di scendere in pista fin dal primo giorno per massimizzare il tempo di raccolta dati, altre potrebbero optare per un avvio più graduale, riservandosi margini per modifiche o interventi correttivi prima delle prove successive in Bahrain. In questo quadro, non è escluso che non tutte le undici squadre siano presenti sin dal 26 gennaio.
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