F1 | Vettel-Ferrari, un amore disgraziato

Il tedesco si appresta ad affrontare l'ultima stagione con quella che è la sua vera passione

F1 | Vettel-Ferrari, un amore disgraziato

Con l’annuncio di martedì scorso si è chiuso un ciclo a tutti gli effetti fallimentare, quello tra la Ferrari e Sebastian Vettel. Per l’ennesima volta la Scuderia di Maranello non è stata in grado di intraprendere un percorso vincente con un pilota altrettanto vincente, affamato, voglioso e sicuramente capace di raggiungere qualsivoglia risultato. Quando un matrimonio volge al termine, specialmente con modalità abbastanza antipatiche, vuol dire che entrambe le parti non avevano, in cuor loro, l’intenzione di continuare.

L’arrivo di Leclerc, inutile nasconderlo, ha scombussolato i piani di Vettel, già messi a dura prova dopo il botto di Hockenheim e la prematura scomparsa di Sergio Marchionne, pilastro incredibile non solo per la Ferrari, ma anche per Seb stesso, che in un paio d’ore ha visto crollare il terreno sotto i suoi piedi. Non staremo qui a ricordare come Hamilton, che stava recuperando ben due secondi al giro al tedesco prima dell’errore al Motodrom avrebbe potuto vincere comunque quella gara, e per questo Vettel ha spinto come un dannato, esagerando. Piuttosto abbiamo la certezza, adesso, come quel weekend e quello di qualche mese dopo a Monza siano stati fondamentali per la fine di questo matrimonio.

STACCATE PREPOTENTI

La Ferrari, ormai priva del suo presidente, il quale aveva restituito dal 2015 in poi forza, calma e anche autorità alla Scuderia del Cavallino va completamente in bambola: la gestione del contratto di Raikkonen è stata imbarazzante, con il finlandese silurato praticamente dopo la sua splendida pole position a Monza e prima della partenza: mai avremmo immaginato che in quelle 24 ore, con un mondiale ancora alla portata di Vettel, tutto sarebbe andato beatamente a farsi benedire. Kimi non ci sta e forza la staccata alla Prima Variante, Seb si vede Hamilton a fianco alla Roggia e prova con un tentativo da ultimo giro, mentre eravamo solo al primo, una manovra che in quel momento non stava né in cielo, né in terra. E’ lì che è finito il mondiale di Vettel, e forse è lì che è terminata davvero questa storia d’amore così piena di passione ma quanto mai disgraziata.

Gli errori successivi di Suzuka e Austin, obiettivamente, lasciano il tempo che trovano, perché il mondiale era già bello che andato, ma ci hanno restituito un Vettel psicologicamente a pezzi, ed è lì che la Ferrari è mancata clamorosamente! Maurizio Arrivabene termina il rapporto con la Scuderia a favore di Mattia Binotto, mentre Leclerc è il nuovo che avanza, il “predestinato”, termine che comincia anche a diventare antipatico, con John Elkann presidente e Camilleri amministratore delegato: la Ferrari che Vettel ha abbracciato in quel novembre del 2014 non esiste più, le basi che lo hanno portato a Maranello sono tutte distrutte, un lontano ricordo, non è più la Ferrari di Vettel!

UN ALTRO ANNO INSIEME

Con il 2019 archiviato, altri due errorini non da poco di Vettel e le affermazioni del giovane Leclerc non lasciano tanto spazio a interpretazioni: per Seb il grande sogno di vincere il mondiale con la Rossa non si avvererà, nonostante quelle prestazioni d’orgoglio tirate fuori a Hockenheim, Singapore e Russia, giusto per far capire un po’ a tutti come ancora il manico sia dalla sua parte. Il 2020 sarà comunque da affrontare, e ci aspettano probabilmente ben più di 15 gare, forse 19, praticamente un campionato intero. Binotto non ha chiuso le porte a Vettel, per lui quest’anno sarà libero di esprimere tutto il suo potenziale, evidentemente anche con una macchina non da mondiale, altrimenti sarebbe stato paradossale dar fastidio all’astro nascente Leclerc. Vedremo se sarà così, purtroppo il lato comunicativo del team principal della Ferrari continua ad essere carente sotto molti punti di vista, lo abbiamo visto l’anno scorso, lo stiamo vedendo in queste ore. Eppure, da spettatore, sarebbe molto affascinante vedere Vettel giocarsi il campionato pur sapendo di essere già un ex.

Quel che il futuro riserverà al campione del mondo tedesco non è dato saperlo: è chiaro che la Mercedes possa farci un pensierino, ed è quello che Seb in cuor suo spera, ma non per fare uno sgarro alla Ferrari, perché lui è ferrarista fino al midollo, lo ha dimostrato in lungo e in largo e probabilmente questo lo ha pagato negativamente in questi anni, ma perché è un pilota, è un campione, e se hai la possibilità di guidare per la macchina migliore una volta che non hai più alcun vincolo contrattuale, saresti stupido a non accettare. Dipende solo dalle volontà sia di Vettel che della Mercedes, che a quel punto dovrebbe silurare Bottas e affiancare a Hamilton una nuova identità che potrebbe anche portare ulteriori stimoli. Le parole di Vettel hanno lasciato intendere che lui possa ritirarsi, ma Toto Wolff ci ha messo un attimo a strizzargli l’occhiolino. Certo è che sarebbe molto interessante vedere il tedesco sulla Mercedes, per tanti aspetti, anche perché merita di guidare ancora una macchina vincente, pur non dovendo dimostrare niente, ma proprio niente a nessuno.

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