F1 schiava dell’elettronica: nuova partenza, ecco le prime critiche alla FIA

Tra gli ingegneri serpeggia preoccupazione per la procedura di partenza manuale

F1 schiava dell’elettronica: nuova partenza, ecco le prime critiche alla FIA

La F1 è così, un microcosmo nevrotico e uterino pronto a cambiare idea sulla stessa cosa anche dieci volte di seguito. Così sembra essere per la nuova procedura di partenza prevista dal GP del Belgio, con il “punto di attacco” della frizione (bite-point, ovvero il momento in cui la frizione deve “mordere”, cioè staccare e lasciare libero il motore di scaricare potenza a terra) lasciato ora alla sensibilità del pilota, con gli aiuti elettronici vietati.

Il ritorno alla partenza manuale, con lo start controllato dal pilota, è stata una novità accolta inizialmente con tutti i crismi del caso, sembrando un primo passo verso un ritorno alla centralità del pilota, almeno in una fase cruciale come quella del semaforo verde.

Riprova di quanto sia importante la partenza l’abbiamo avuta nel GP di Ungheria, con lo scatto repentino della Ferrari che ha annichilito le Mercedes. Proprio Maranello aveva trovato un sistema di partenza praticamente perfetto, e il cambio regolamentare non arriva nel momento migliore, rischiando di far perdere alla Ferrari questo piccolo vantaggio. Proprio Hamilton (e più in generale la Mercedes) negli ultimi due GP ha avuto problemi nello scatto in griglia, surclassato in Austria da Rosberg, a Silverstone dalle Williams e a Budapest dalle Ferrari. E non è un caso che il pilota anglo-caraibico sia stato uno dei primi a criticare la nuova procedura che debutterà nelle Ardenne.

Ormai verso la nuova regola aumentano le critiche e i primi malumori nei confronti della FIA, con il plauso degli appassionati – desiderosi di una F1 più ruspante – che ha lasciato il posto alle consuete critiche e perplessità dei tecnici, scettici verso il ritorno al passato e verso qualsiasi decisione che limiti la loro mania per la tecnologia. A quanto pare la FIA in questi giorni è stata inondata di richieste di chiarimenti su cosa sia permesso e cosa no nella nuova procedura di start, e molti ingegneri temono un vero e proprio caos allo spegnimento dei semafori.

Un allarmismo forse esagerato, oseremmo dire quasi strumentale, dovuto anche dalla predisposizione degli ingegneri a difendere sempre il loro lavoro, a quel torbido feticismo verso tutto ciò che è elettronica. I tecnici si dicono spaventati dal fatto che per partire bene i piloti rischierebbero di bruciare la frizione nel corso del GP. Troppo delicate queste frizioni futuristiche per essere strapazzate manualmente.

Il team manager della Force India, Andy Stevenson, a tal proposito ha dichiarato: “Si rischia di dover scegliere tra una partenza tranquilla o il rischio di bruciare la frizione durante la gara…così facendo il pilota saprà in anticipo che partirà male e non potrà fare nulla”.

Parole che lasciano quantomeno interdetti, confermando come questa F1 sia diventata davvero troppo complicata, anche per gli stessi “cervelloni” che progettano le vetture. Pensare che un pilota di auto non possa giocare con la frizione, scaricare come e quando vuole la coppia a terra, partendo lui e soltanto lui, ma debba essere prigioniero di manettini e di comandi sul volante, è una cosa contorta e triste. Dopotutto sono corse automobilistiche; partire a mille, magari pattinando, magari sbagliando, ma emozionando, dovrebbe essere la normalità, non un lusso.

Antonino Rendina

Leggi altri articoli in News F1

Lascia un commento

7 commenti

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati