F1 | Mercedes, e se fosse davvero una piccola crisi?

F1 | Mercedes, e se fosse davvero una piccola crisi?

Eppure ci ha abituato a fare il bello e il cattivo tempo, quasi decidere come e quando vincere, gare e mondiali. E fa strano, ma tanto, vedere questa Mercedes annaspare in una umanissima normalità, chinare da ben tre gare il capo, soffrire quella macchina rossa regolarmente bastonata da anni.

E se a Spa e a Monza gli anglotedeschi hanno dimostrato una certa vitalità in gara, risultando per certi versi più completi della pur vincente Rossa sulla distanza, Singapore è stata quasi scioccante, per l’impotenza e la remissività della Mercedes. Che non sembrava più lei.

Anche dopo le libere di Sochi, tracciato dove in linea teorica è atteso il riscatto del team dominante, gli uomini di Brackley hanno espresso un certo scetticismo e un certo pessimismo. Hamilton ha posto l’accento sui progressi di Ferrari e Red Bull, corroborato dallo stesso direttore tecnico James Allison, il quale ha ammesso come la squadra abbia sbagliato più di una cosa nelle ultime gare e abbia fatto meno progressi della concorrenza. Ed è la prima volta, nell’era ibrida, che Mercedes sbaglia qualcosa a livello di sviluppo. Ancora più paradossale che ad essere sotto accusa è proprio il motore (precisamente la terza specifica della PU), finora fiore all’occhiello dei grigi.

Parlare di crisi per una squadra che fino all’estate ha dominato il mondiale è forse esagerato, eppure se Hamilton e Bottas mancassero anche l’appuntamento di Sochi le gare di digiuno di Stoccarda diventerebbero quattro di fila, una striscia negativa inedita nell’era ibrida, da quel 2014 che ha segnato l’inizio della dittatura Mercedes.

Da un lato si potrebbe pensare che il team diretto da Wolff abbia allentato la presa, respirato un attimo, scelto magari di concentrarsi su un futuro già alle porte, per portarsi (ancora una volta) avanti rispetto alla concorrenza. Tanto i titoli sono in cassaforte. Una scelta, però, che non sembra poter essere nel Dna di una squadra che ha sempre tenuto all’immagine vincente, per ovvi motivi. Un finale di mondiale con i remi in barca e con un lampo rosso accecante e risorto come una fenice su tutte le tipologie di piste equivarrebbe ad una pessima pubblicità. A nessuno piace perdere le gare e farsi recuperare così, men che meno a questa Mercedes.

Ma se gli altri – per la primissima volta dopo anni – fossero stati più bravi? In Russia una prima risposta.

Antonino Rendina

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3 commenti
  1. rearweeldrive

    27 settembre 2019 at 22:45

    una rondine non fa primavera.in questo caso la mercedes sta tirando i remi in barca come fece la ferrari nel 2004.ma in questo caso la fabbrica della stella a 3 punte si sta impegnando in ottica 2021 dove il 2020 gareggerà con una macchina che ha un pacchetto forte(la 2019 aggiornata)concentrandosi invece sullo sviluppo della 2021 secondo i nuovi regolamenti.perchè,diciamocelo chiaro, chi investirebbe ingenti somme su un’auto che poi l’anno successivo non avrà quasi niente a che fare con la nuova?

  2. Zac

    28 settembre 2019 at 08:58

    A prescindere dal livello di competitività sul passo gara, la probabilità di ottenere risultati è statisticamente, e pesantemente, influenzata dalla posizione in qualifica e, in subordine, dalla velocità massima. Anche la possibiltà di overtaking con il pit stop è condizionata dalla prestazione sul giro singolo.
    Anche il consumo carburante incide, ma solo se non ci sono safety car o altri avversari a dettare il ritmo.
    Non c’è poi da stupirsi se la legge dei grandi numeri, legata alle infinite variabili in gioco, ha ridato alla Ferrari ciò che prima le aveva tolto.
    Una rondine…d’autunno. Per ora.

  3. Raphael

    28 settembre 2019 at 11:27

    Sarò un complottista fissato ma questa competitività di Ferrari Red Ball onda non mi convince, guardando i distacchi, i tempi, mi sembra più plausibile pensare che Mercedes abbia concesso qualcosa agli organizzatori in un campionato già praticamente vinto.

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