Formula 1 | Andrea Stella lascia la McLaren per tornare in Ferrari?
L'arrivo di Lambiase a Woking apre a molteplici scenari: l'ingegnere di Orvieto potrebbe tornare a Maranello
Le acque della Formula 1, solitamente agitate dalle trattative per i piloti, si ritrovano oggi stravolte da un’indiscrezione che arriva direttamente dall’Olanda. Secondo quanto riportato da De Limburger, il futuro di Gianpiero Lambiase, storico ingegnere di pista di Max Verstappen, potrebbe tingersi di papaya a partire dal 2028. Non si tratterebbe di un semplice cambio di casacca, ma di un salto di carriera importante: per Lambiase si prospetterebbe un ruolo di vertice assoluto all’interno della McLaren, con ogni probabilità quello di team principal.
Questa mossa, se confermata, non è destinata a rimanere un evento isolato, ma promette di innescare una reazione a catena capace di ridisegnare i vertici dei principali top team. Se Lambiase dovesse effettivamente sedersi al comando a Woking, si aprirebbe immediatamente il quesito sul futuro di Andrea Stella. L’ingegnere umbro, attuale artefice della rinascita McLaren, è legato alla scuderia britannica proprio fino alla fine del 2027, ma le voci raccolte dal De Telegraaf puntano già verso un clamoroso ritorno a casa: Maranello.
Il fattore Ferrari e l’incognita Vasseur
L’ipotesi di rivedere Andrea Stella in Ferrari, questa volta con i gradi di team principal, rappresenta uno scenario che fino a pochi giorni fa sembrava più che sopito. La situazione contrattuale in casa Ferrari invita però a una riflessione. Frederic Vasseur ha rinnovato il suo impegno con la Scuderia lo scorso anno, firmando un accordo pluriennale che, secondo le indiscrezioni, dovrebbe scadere proprio alla fine della prossima stagione.
Le dinamiche all’interno del team modenese potrebbero spingere la dirigenza verso un profilo come quello di Stella, capace di vincere e costruire strutture vincenti all’estero. Il problema principale per questi movimenti rimane però il fattore tempo. Per vedere questi cambiamenti realizzarsi nel 2028, i protagonisti dovranno affrontare un (presumiamo) rigido periodo di gardening leave, il che significa che nella prossima stagione potremmo assistere a pesanti assenze nel paddock per consentire la transizione burocratica tra le squadre.
Andrea Stella: la parabola di un leader da Maranello a Woking
Per comprendere perché il ritorno di Andrea Stella in Ferrari sarebbe un evento epocale, bisogna ripercorrere la sua carriera, che lo ha visto evolversi da uomo dei dati a stratega e manager di successo internazionale. La sua avventura nel motorsport d’eccellenza inizia proprio a Maranello nel 2000, entrando a far parte della Gestione Sportiva.
I suoi primi passi lo vedono impegnato nella squadra test, ma il suo talento lo porta rapidamente ai massimi livelli della pista. Nel 2002 diventa veicolista per la monoposto di Michael Schumacher, vivendo l’epoca d’oro dei titoli a ripetizione del Kaiser, per poi ricoprire lo stesso ruolo nel 2007 con Kimi Räikkönen, anno dell’ultimo titolo piloti conquistato dalla Rossa.
La consacrazione definitiva come ingegnere di pista arriva nel 2009, ancora al fianco di Räikkönen, per poi proseguire in un lungo e intenso sodalizio con Fernando Alonso dal 2010 al 2014. È proprio il legame con lo spagnolo a spingere Stella verso la sfida inglese: nel 2015 lo segue in McLaren, iniziando una scalata gerarchica impressionante. Da capo degli ingegneri nel 2015, Stella viene promosso a Performance Director nel 2018, assumendo responsabilità cruciali nei rapporti con la FIA e nello sviluppo prestazionale della vettura di Woking.
La scalata non si ferma: nel 2020 diventa Racing Director e, nel dicembre 2022, riceve l’incarico di team principal subentrando ad Andreas Seidl. Sotto la sua guida, la McLaren ha compiuto un miracolo tecnico e sportivo. Dopo quindici anni di risultati altalenanti e spesso deludenti, la scuderia è tornata stabilmente ai vertici.
Il palmarès recente parla per lui: nel 2024 arriva la prima vittoria come team principal grazie a Lando Norris a Miami, seguita dalla conquista del titolo costruttori, un traguardo che mancava a Woking dal lontano 1998. Nel 2025 la consacrazione definitiva con la doppietta iridata; la McLaren bissa il mondiale costruttori e riporta il titolo piloti a casa con Norris, colmando un digiuno che durava dal 2008 con Lewis Hamilton.
L’ombra del ritiro: Verstappen e il legame con “GP”
L’addio di Lambiase alla Red Bull non è solo una perdita tecnica, ma un colpo durissimo alla stabilità di Max Verstappen. Il rapporto tra i due è molto forte, fatto di messaggi radio taglienti e fiducia reciproca, è uno dei pilastri del successo del campione olandese. Quando la stampa vicina al quattro volte iridato lancia indiscrezioni così precise, difficilmente si tratta di semplici speculazioni, dimostrando una precisione chirurgica in queste previsioni.
Se Lambiase dovesse lasciare il muretto di Milton Keynes, la permanenza di Verstappen in Formula 1 diventerebbe ancora più incerta. Max ha ribadito più volte il suo scarso entusiasmo per il nuovo regolamento tecnico del 2026, definendo le nuove normative come una direzione poco gradita per la categoria. Senza il suo riferimento tecnico di fiducia e con una Formula 1 che muta pelle, i prossimi mesi potrebbero coincidere non solo con il cambio di team di figure di spicco del muretto box, ma anche con il ritiro prematuro di uno dei talenti più cristallini della storia.
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