F1 | Hamilton e il sesto titolo: le valutazioni di Leo Turrini a Sky [VIDEO]

Turrini: "Hamilton sta segnando l'epoca moderna della F1"

Turrini ha commentato il sesto titolo di Lewis Hamilton ai microfoni di Sky
F1 | Hamilton e il sesto titolo: le valutazioni di Leo Turrini a Sky [VIDEO]

Intervenuto a Race Anatomy al termine dell’ultimo Gran Premio degli Stati Uniti, terzultimo appuntamento di questo mondiale 2019 di Formula 1, Leo Turrini ha parlato del sesto titolo mondiale di Lewis Hamilton, sottolineando come l’inglese si appresti a raggiungere i sette sigilli iridati di Michael Schumacher.

Grazie al proprio talento e alle capacità del team Mercedes, infatti, l’inglese è diventato un pilota pressoché perfetto, aspetto che gli ha permesso di dominare in lungo in largo questo mondiale 2019. Non va sottovalutato, inoltre, il fattore personale, visto che il sei volte iridato è diventato un vero e proprio personaggio di questa F1.

Per quanto riguarda il 2020, Ferrari dovrà fare il massimo per interrompere un dominio che persiste ormai dal 2014, anche se le premesse non sembrano delle migliori. Ferrari, proprio in tal senso, dovrà mettere in campo massimo impegno e tanta concentrazione per contrastare un’armata assolutamente impeccabile.


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1 commento
  1. michele

    7 novembre 2019 at 16:59

    Fermo restando che il pilota più forte della storia di questo sport, almeno per quelli che ho potuto osservare di persona, resta sempre Ayrton Senna.

    Quando otto anni fa scrivevo lodi sulle doti eccezionali di Lewis Hamilton. Quasi tutti si sono messi contro.

    A quel tempo Luigino sprecava tanto ed era meno esperto di oggi, ma io intravvedevo un talento straordinario. Era già campione del mondo, ma sprecava.

    La difficoltà sta nell’approccio caratteriale.

    Luigino non farebbe mai quello che faceva Ayrton, perché se lo facesse, allora davvero potremmo essere incerti su chi dovrebbe essere il migliore.

    Senna approcciava a questo sport con un atteggiamento che sfiorava la religiosità più totale. Una dedizione che lo portava a studiare ogni minimo dettaglio, sia nella preparazione fisica e mentale, che nella macchina, al fine di primeggiare.

    Le sue doti al limite del sovrumano erano esaltate da una preparazione maniacale di tutto.

    Hamilton è diverso, perché è figlio di un’era differente. I nati ai tempi di Senna, e mi ci metto anch’io, erano stati educati, dai genitori e a scuola, con una disciplina che venti anni dopo sarebbe stata improponibile.

    Sacrificio assoluto o quasi.

    Per anni Luigino è stato oggetto di critiche continue anche da giornalisti e addetti ai lavori che oggi lo osannano e si sono ricreduti.

    Certo è che se Lauda, almeno per quel che si racconta in giro, non si fosse messo in testa di far venire Hamilton alla Mercedes per trasformarlo, con le sue dritte, in una macchina da punti eccezionale, non so se oggi saremmo qui a fare le celebrazioni di Luigino, o se ci sarei solo io e qualcun altro a farle, come sempre.

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