Formula 1 | Pirelli spiega le scelte per Silverstone
La casa italiana sceglie la gamma più dura del 2026 per il tracciato britannico

Il mondiale di Formula 1 fa tappa a Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna, un appuntamento che quest’anno vede Pirelli nel ruolo di title sponsor, una qualifica ufficiale che l’azienda italiana replicherà successivamente anche in occasione della gara di Monza. Si tratta dei due circuiti storici che vantano il maggior numero di edizioni complessive nella storia del campionato del mondo, essendo le uniche tappe disputate ininterrottamente dal 1950 a oggi senza aver mai modificato la propria denominazione originaria.
Proprio sul tracciato inglese si tenne la prima corsa in assoluto della massima categoria automobilistica, vinta da Giuseppe Farina al volante di un’Alfa Romeo equipaggiata con gli pneumatici Pirelli Stella Bianca. Quella di questo fine settimana sarà la settantasettesima edizione complessiva del Gran Premio di Gran Bretagna, nonché la sessantesima valevole con questa titolazione sul circuito situato a nord di Northampton, che rappresenta anche la gara numero 518 in cui il fornitore milanese è presente in Formula 1.
Il layout della pista, lungo 5,891 chilometri, ha ricevuto l’ultimo importante aggiornamento strutturale nel corso del 2010, quando fu completata la riconfigurazione del settore interno compreso tra le curve Abbey e Brooklands. Il disegno odierno conta diciotto curve totali, suddivise in dieci svolte a destra e otto a sinistra, caratterizzate da repentini cambi di direzione ad alta velocità che generano carichi laterali estremamente gravosi per la meccanica e per le coperture.
Sequenze ad andamento rapido come quella composta dalle curve Maggotts, Becketts e Chapel, collegate ai lunghi rettilinei del circuito, impongono alle vetture accelerazioni trasversali che in alcuni tratti specifici superano la soglia critica dei 5g. Si tratta di valori eccezionali nel calendario iridato, riscontrabili soltanto su circuiti selettivi come quelli di Suzuka in Giappone o di Spa-Francorchamps in Belgio. Questa particolare conformazione geometrica sollecita in misura maggiore l’asse anteriore delle monoposto, concentrando l’usura sulla gomma anteriore sinistra a causa della netta prevalenza di curve a destra a raggio prolungato.
Pirelli: le scelte per Silverstone
Per fare fronte a questo specifico livello di severità, i tecnici hanno selezionato per le squadre le tre mescole più dure ed energeticamente resistenti dell’intera gamma stagionale, contrassegnate dalle sigle C1 per la specifica Hard, C2 per la Medium e C3 per la Soft. Sebbene l’asfalto del tracciato inglese presenti una rugosità superficiale contenuta e non sia classificato come altamente abrasivo, il manto stradale offre comunque un elevato livello di aderenza naturale, dovuto all’utilizzo intensivo e continuativo della pista durante tutto l’anno da parte di competizioni sia motociclistiche sia automobilistiche.
I dati storici indicano che la strategia di gara più accreditata per la domenica si orienterà verso la sosta singola, basandosi sulla combinazione delle mescole C2 e C3, che offrono il miglior compromesso tra prestazione pura e stabilità termica. Nelle passate edizioni, la specifica Soft C3 ha mostrato in alcune condizioni una tendenza alla comparsa di leggero graining, mentre la C1 e la C2 hanno dimostrato una costanza meccanica superiore sulla lunga distanza. La copertura Hard C1 sarà presumibilmente oggetto di valutazione approfondita già durante la prima sessione di prove libere del venerdì, considerando che l’introduzione del format con gara Sprint riduce il tempo utile per i test di durata prima delle sessioni ufficiali.
Un’ulteriore incognita per i muretti box sarà rappresentata dalle condizioni meteorologiche, notoriamente instabili nella campagna inglese anche nel pieno della stagione estiva. Nelle ultime due edizioni della corsa la pioggia ha bagnato l’asfalto nella giornata di domenica, imponendo ai piloti l’adozione degli pneumatici intermedi Cinturato. Nel corso del Gran Premio del 2025, la variabilità del meteo ha frammentato l’andamento della corsa sin dalle prime fasi.
Al via del giro di formazione l’intera griglia aveva optato per le coperture da bagnato, ma cinque vetture decisero di rientrare immediatamente ai box per montare gomme slick prima della partenza effettiva. Il subitaneo ritorno delle precipitazioni sul circuito costrinse l’intero gruppo a ripiegare nuovamente sulle coperture intermedie per tutta la prima metà di gara. Solamente nelle tornate conclusive si sono ristabilite delle condizioni idonee all’utilizzo dei composti da asciutto, con le mescole Medium e Soft che sono diventate la scelta obbligata per la maggioranza dei piloti per completare l’ultimo segmento di gara.
GP Gran Bretagna, le statistiche fornite da Pirelli
L’analisi statistica della corsa evidenzia che, sulle settantasei edizioni finora disputate, il circuito di Silverstone ha ospitato l’evento per cinquantanove volte, mentre le rimanenti edizioni si sono tenute sui tracciati di Aintree per cinque anni e di Brands Hatch per delibera di dodici stagioni. Nell’albo d’oro dei piloti, Lewis Hamilton detiene il record assoluto sul tracciato di casa con nove successi personali, distanziando Jim Clark e Alain Prost, fermi a quota cinque vittorie ciascuno.
Tra i costruttori, la Ferrari detiene il primato storico con diciotto affermazioni sul suolo britannico, precedendo la McLaren che occupa la seconda posizione a quota quindici successi. Terminata la gara domenicale, il lavoro in pista non si interromperà, poiché Pirelli rimarrà sul circuito nelle giornate di martedì e mercoledì per condurre una sessione programmata di test collettivi. Il programma sarà focalizzato sullo sviluppo e sulla delibera delle mescole da asciutto destinate alla prossima stagione agonistica, e vedrà il supporto tecnico in pista delle monoposto fornite da Mercedes e Williams.

La valenza dell’evento si rifletterà anche nei simboli ufficiali della premiazione, a cominciare dal trofeo destinato ai piloti che saliranno sul podio di Silverstone. L’opera d’arte è stata realizzata dallo scultore Paul Oz partendo dallo studio tridimensionale dell’ala anteriore di una vettura di Formula 1 attuale. La composizione materica fonde l’alluminio, lega metallica tradizionalmente legata al settore dell’aviazione, e la fibra di carbonio, elemento cardine della moderna ingegneria motoristica.
Le forme plastiche richiamano la bandiera del Regno Unito e l’evoluzione storica dell’impianto, originariamente nato come aeroporto militare della Royal Air Force. Un secondo riconoscimento ufficiale, denominato Marshal Award, verrà consegnato prima della parata dei piloti a un rappresentante dei commissari di percorso. Questo premio riproduce la mappa geometrica del circuito, impreziosita da stelle d’acciaio lungo il perimetro esterno per simboleggiare l’impegno del personale di sicurezza, combinando sul fronte la fibra di carbonio e sul retro i colori della Union Flag.
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