F1 | GP del Bahrain a Sepang, scoppia il caso biglietti
Prezzi e gestione nelle mani degli organizzatori

Continua a far discutere la decisione di trasferire il Gran Premio del Bahrain 2026 sul circuito di Sepang. Dopo l’annuncio ufficiale della sede alternativa, in Malesia è già scoppiata la polemica sulla vendita dei biglietti, con numerosi appassionati alla ricerca di informazioni su prezzi e disponibilità.
A fare chiarezza è stata Petronas, che ha precisato di non avere alcun ruolo nell’organizzazione dell’evento nonostante il circuito porti il suo nome.
“Poiché Petronas non è l’organizzatore dell’evento, non gestisce, controlla né ha accesso all’assegnazione, alla vendita o alla distribuzione dei biglietti. La vendita dei biglietti è gestita esclusivamente dall’organizzatore dell’evento e dai suoi canali autorizzati”, si legge nella nota diffusa dall’azienda.
Anche il CEO del Circuito Internazionale di Sepang, Azhan Shafriman Hanif, ha confermato che sarà il Bahrain a stabilire il prezzo dei biglietti e a incassare tutti i ricavi derivanti dalla vendita.
“Tutti gli introiti della vendita dei biglietti torneranno al Bahrain, quindi non abbiamo piena autonomia nel decidere determinati aspetti”, ha spiegato il manager malese. “Farò del mio meglio per negoziare un prezzo speciale per i cittadini malesi, ma la decisione finale spetterà al Bahrain, perché è lui a pagare i diritti di organizzazione”.
Costi condivisi e circuito già promosso dalla Formula 1
Sul fronte economico, Sepang e Bahrain si divideranno i costi operativi della manifestazione, mentre il governo malese ha assicurato che il proprio contributo sarà limitato agli interventi di manutenzione e adeguamento del circuito.
“Questa volta organizziamo l’evento senza pagare alcuna quota di registrazione alla società proprietaria dei diritti: è gratuito”, ha dichiarato il primo ministro della Malesia, Anwar Ibrahim.
Dal punto di vista tecnico, la prima ispezione effettuata dalla Formula 1 avrebbe dato esito positivo. Il tracciato non necessita di una nuova asfaltatura, anche se saranno effettuati interventi sulle vie di fuga e su alcune infrastrutture per soddisfare gli standard richiesti dalla FIA.
Grande entusiasmo in Malesia
Secondo Azhan Shafriman Hanif, il trasferimento del Gran Premio ha già generato un forte interesse nel Paese.
“In passato dovevamo impegnarci molto per vendere i biglietti. Oggi la Formula 1 ha costruito una gigantesca base di tifosi a livello mondiale e ha creato il timore di perdersi un evento. Da quando è stato annunciato il Gran Premio abbiamo ricevuto richieste relative a sponsorizzazioni, festival e attività commerciali. È un bel problema da avere”.
Per il momento, tuttavia, non si parla di un ritorno stabile della Malesia nel calendario iridato.
“Ci concentreremo innanzitutto sulla riuscita di questo evento. Se riusciremo a conquistare la fiducia di tutti gli stakeholder e a realizzare qualcosa di speciale, allora forse potremo guardare al futuro”, ha concluso il CEO di Sepang.
La scelta di disputare il GP del Bahrain a Sepang rientra nel piano della Formula 1 di mantenere in calendario almeno 22 Gran Premi, evitando possibili ripercussioni contrattuali con televisioni, sponsor e partner commerciali. Tra le alternative valutate nelle scorse settimane sarebbero figurate anche Imola e l’ipotesi di un secondo appuntamento in Brasile.
Le preoccupazioni per gli eventi previsti in Medio Oriente sono aumentate dopo che il World Endurance Championship ha cancellato le proprie finali in Qatar e Bahrain a causa del conflitto nella regione, sostituendole con appuntamenti a Barcellona e Monza.
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