F1 | GP d’Azerbaijan: l’analisi delle qualifiche

Valtteri Bottas centra la seconda pole position stagionale, precedendo Hamilton. Terzo Vettel

F1 | GP d’Azerbaijan: l’analisi delle qualifiche

Dopo due ore di intensa battaglia (e di attesa), a prevalere nelle lunga sessione di qualifica del Gran Premio d’Azerbaijan è stato Valtteri Bottas. Il finlandese della Mercedes ha centrato la pole position nell’ultimo tentativo della Q3, chiudendo il suo giro in 1: 40.495 e conquistando la sua seconda partenza dal palo in questa stagione. A concludere una prima fila tutta d’argento l’altra W10 di Lewis Hamilton, staccato di soli 59 millesimi dal compagno di squadra ma con tanto su cui recriminare vista la pole position sfuggita per due piccoli errori nella prima parte del giro decisivo.

Una giornata in chiaro scuro per la Ferrari, complice le alte aspettative per questa qualifica che non si sono tramutate nel risultato sperato. Sebastian Vettel ha conquistato il terzo posto, subito dietro le due rivali, mentre Charles Leclerc ha concluso anticipatamente la sua sessione dopo essere andato a muro nel Q2: il monegasco è comunque riuscito a passare la tagliola nonostante l’incidente e domani scatterà dal nono posto (complice la penalità assegnata ad Antonio Giovinazzi). Le bandiere rosse e il calo della temperatura della pista sicuramente non ha aiutato la squadra italiana, che si è dovuta accontentare della seconda fila: la gara è comunque lunga ed imprevedibile, la Rossa sarà della battaglia domani. Al quarto posto ancora una volta troviamo Max Verstappen, pronto a sfruttare qualsiasi piccola situazione per portare a casa quanto di più possibile. Scatterà dalla quinta casella sulla griglia Sergio Perez, il talento messicano della Racing Point che è l’unico pilota ad essere riuscito a conquistare due podi su questa pista: riuscirà a ripetersi anche domani, magari grazie ad una gara “imprevedibile” come ci ha abituato Baku negli ultimi due anni? Ottima prestazione anche di Daniil Kvyat con la Toro Rosso, il quale prenderà il via dalla terza fila. Quarta fila per Lando Norris, il quale conferma ancora una volta l’ottima competitività della MCL35 in qualifica, ed Antonio Giovinazzi, per la prima volta in carriera nel Q3: nonostante la bella prova in qualifica, l’italiano sarà però purtroppo costretto a partire dagli ultimi posti dallo schieramento a causa della penalità ricevuta in seguito alla sostituzione della centralina ad inizio fine settimana. Nono posto per Kimi Raikkonen, il quale ha pagato il traffico nel corso dell’ultimo tentativo.

Q1: Renault e Haas in difficoltà

Se nelle zone nobili della classifica non ci sono state sorprese nella prima frazione della qualifica, nelle ultime file si sono confermate le difficoltà di Renault e Haas, le quali hanno faticato a trovare il giusto feeling con l’atipica pista di Baku. Romain Grosjean non è andato oltre il 17° posto, con Nico Hulkenberg solo una posizione più indietro. Anche i rispettivi compagni di squadra, Kevin Magnussen e Daniel Ricciardo, non hanno brillato, concludendo rispettivamente in quattordicesima e dodicesima posizione. “Non siamo riusciti a trovare quel punto di incontro con la macchina e con le gomme. Le cose non sono andate bene in qualifica con una bandiera gialla che ha ostacolato il mio primo giro veloce e neanche il secondo è andato al meglio. La gara, tuttavia, non è ancora scritta”, sono state le parole di Hulkenberg nel post-qualifica, in cui si denota la difficoltà del team francese nel riuscire a far funzionare al meglio gli pneumatici. Dopo un venerdì poco soddisfacente, i tecnici Renault erano intervenuti apportando delle modifiche alla monoposto al fine di trovare un miglior bilanciamento, come l’uso di un’ala posteriore più carica, ma ciò non è bastato per risolvere riscontrati in tutto il fine settimana. Fuori dalla Q1 anche Lance Stroll, alla quarta eliminazione consecutiva, oltre alle due Williams di George Russell e Robert Kubica: da segnalare che il polacco è stato protagonista anche di un incidente al castello, in cui la sua vettura è rimasta molto danneggiata. Sicuramente non sarà una serata semplice per gli uomini del team di Grove, i quali già nella giornata di ieri avevano lavorato duramente per sistemare i danni arrecati alla monoposto di Russell in seguito alla rottura di un tombino durante le prove libere.

Q2: Leclerc e le sue speranze di pole position a muro, mentre le temperature si abbassano

La grande sorpresa di questa seconda frazione di qualifica è stata senza ombra di dubbio l’esclusione del favorito di giornata, Charles Leclerc, il quale ha dovuto concludere anticipatamente la sua qualifica per via di un incidente nella zona del castello, la stessa dove pochi minuti prima era finito a muro anche Robert Kubica. Il numero 16 non ha nascosto la sua delusione: “Sono ovviamente molto arrabbiato con me stesso”, ha affermato Charles Leclerc. “Il nostro passo è stato buono fin dall’inizio del weekend e mi aspettavo ben altro risultato in qualifica. Il mio primo giro in Q2 era stato ottimo considerato che montavo la gomma media, poi però ho commesso un errore nel secondo tentativo e mi sono dovuto fermare. Oggi non sono stato all’altezza della situazione, il team e le persone che ci supportano avrebbero meritato molto di più”, sono state le sue parole nel post-qualifica. Un grosso errore quello del monegasco, il quale sembra aver gettato al vento la possibilità di ottenere la sua seconda pole position in stagione, a cui va aggiunto anche il fatto di aver rovinato il giro del compagno di squadra, il quale stava cercando di classificarsi con la mescola media. Da questo punto di vista si sono viste delle differenze in termini di approccio alla Q2 da parte delle varie squadre: solo la Ferrari ha provato a scendere in pista con la gomma a banda gialla, mentre tutti gli altri team hanno optato per la via più sicura e tradizionale, preferendo la soft. Indubbiamente quella fatta dal team di Maranello era una scelta che comportava dei rischi, date maggior difficoltà nella gestione delle temperature degli pneumatici, ma fino al momento dell’incidente, i tempi stavano dando ragione alla decisione degli strateghi italiani, tanto che Leclerc si è addirittura qualificato per la Q3 con la media nonostante il singolo tentativo. Il monegasco sarà quindi l’unico pilota della top ten a partire con la mescola media, fattore che si potrebbe rivelare un importante vantaggio sia in termini di gestione gomma che dal punto di vista di lasciarsi aperte diverse opportunità in una gara che ha sempre riservato sorprese.

Tra gli esclusi di questa seconda sessione, oltre ai già citati Ricciardo e Magnussen, troviamo anche Pierre Gasly, Carlos Sainz Jr. e Alexander Albon. L’eliminazione del francese della Red Bull non è di certo una sorpresa, dato che sarà costretto a partire dal fondo della griglia per via dell’infrazione alla pesa nel corso del prove libere: una penalità indubbiamente eccessiva, che dovrebbe spingere la FIA a rivedere alcuni regolamenti.

Q3: Ancora una prima fila tutta Mercedes

Sono state indubbiamente qualifiche movimentate quelle che hanno caratterizzato il Gran Premio d’Azerbaijan e non poteva mancare anche un’ultima frazione entusiasmante ed incerta fino all’ultimo. Su una pista come quella di Baku, dove sono presenti lunghissimi rettilinei, la scia può fare una grande differenza, portando un vantaggio dai tre ai cinque decimi al giro. Generalmente gli effetti della slipstream su questa tipologia di tracciato si iniziano a sentire già quando si è tre secondi alle spalle della vettura che precede, quindi è facile immaginare l’importanza che il gioco di squadra può avere in queste occasioni, preparando al meglio la strategia. Di conseguenza è anche difficile valutare i “best sector times”, i quali, soprattutto nel primo e nel secondo settore, potrebbero essere stati agevolati dalle varie scie.

A conquistare la pole position è stato Valtteri Bottas, autore di un ottimo giro grazie al quale è riuscito ad assicurarsi la partenza dalla prima casella. È importante segnalare che il tempo è stato ottenuto senza l’ausilio di una scia, quindi solo grazie alle “proprie forze”, a sottolineare la prestazione del finlandese che ha un conto in sospeso con questa pista: riuscirà ad ottenere la vittoria che gli era sfuggita l’anno scorso proprio nelle ultime tornate? Ad aiutare la Mercedes nella conquista di questa pole è stata paradossalmente proprio la Ferrari, complice l’errore di Leclerc che ha dilungato di diversi minuti le qualifiche, con conseguente abbassamento delle temperature. Dall’inizio della Q1 alla fine della Q3, la temperatura dell’asfalto si è abbassata di oltre 10°C, favorendo la vettura del team tedesco, come confermato dallo stesso Bottas: “Bella pole, tutta la squadra ha fatto un ottimo lavoro oggi. Abbiamo visto nelle Q1 come le Ferrari fossero molto veloci, così come nel resto del weekend, ma in Q3 siamo riusciti a estrarre il massimo da macchina e gomme: mentre la pista si evolveva e raffreddava, la nostra macchina si è comportata meglio, quindi si è deciso tutto lì, quando contava davvero, ma è domani che sarà decisivo.”

L’ottima giornata Mercedes si è conclusa con il secondo posto di Lewis Hamilton, il quale sicuramente ha da recriminare vista l’opportunità mancata di ritoccare il suo record come miglior poleman della storia: la prima posizione era alla portata, ma due errori nella prima parte del tracciato, specialmente un bloccaggio in curva 2, hanno compromesso il suo tentativo, nonostante l’aiuto della scia di Bottas sul lungo rettilineo che gli ha permesso di recuperare qualche centesimo ed avvicinarsi come tempo assoluto. Come spesso abbiamo sentito negli ultimi anni, la preparazione dell’outlap è fondamentale per via delle finestre di utilizzo molto ristrette e di difficile gestione, soprattutto su una pista come quella di Baku in cui è difficile riuscire a portare in temperatura le coperture anteriori. Ed è stato proprio in questo frangente che Hamilton si è giocato le sue possibilità di ottenere la pole position: un outlap piuttosto lento in cui è rimasto molto vicino al compagno di team, non gli ha permesso di riscaldare gli pneumatici nella maniera ideale, con la conseguente difficoltà nel gestire le gomme nelle primissime curve, quelle dove ha commesso i due errori. Con un miglior giro di lancio molto probabilmente l’inglese sarebbe riuscito a conquistare la partenza dal palo.

Temperature. Un tema ampiamente discusso che si ripropone parlando di Ferrari, il team che probabilmente ha pagato in maniera più marcata il grande calo di temperatura dell’asfalto tra inizio Q1 e fine Q3. Le difficoltà della SF90 nel portare gli pneumatici nel giusto range si sono fatte riproposte soprattutto con una pista più fredda, cosa che ha portato anche ad un differente bilanciamento della monoposto: “È stata difficile una giornata difficile. Quando la temperatura della pista è calata, il bilanciamento della vettura è cambiato e far lavorare le gomme per quell’unico giro lanciato, soprattutto dopo il lungo rettilineo prima di iniziare il giro non è stato banale” – ha ammesso Vettel nel post-qualifica -. “Il tempo scorreva e tutti cercavano la posizione ideale per farsi trainare nell’ultimo settore, così mi sono trovato a dover decidere se dare priorità alle mie gomme o alla potenziale scia datami dalle altre vetture. Rischiavo di compromettere il mio giro di uscita e non ero sicuro di potermelo permettere, così ho preferito privilegiare la chance con pista libera”. Destino beffardo è che sia stata proprio la Ferrari stessa a complicarsi la vita, dato che tra la prima bandiera rossa dovuta all’incidente di Robert Kubica e la seconda causata da Charles Leclerc, si è perso circa un’ora per completare le riparazioni: minuti importanti, in cui la temperatura della pista si è abbassata in maniera importante. Basti pensare che con una sessione lineare, il drop si sarebbe contenuto in circa 5 °C, mentre con tutti i ritardi causati dalle varie interruzioni, questo calo di temperatura è sceso di ulteriori 5°C, portando ad un delta di oltre 10 °C tra inizio della Q1 e fine della Q3. Il tedesco della Ferrari ha anche pagato il non aver avuto a disposizione una scia, cosa che gli avrebbe permesso quantomeno di agguantare probabilmente la prima fila. La gara è comunque lunga ed imprevedibile e se la Rossa riuscirà a far funzionare gli pneumatici, indubbiamente ci aspetta un bel confronto con le due Mercedes.

Le possibili strategie

Tra le possibili strategie per la gara di domani, Pirelli consiglia due strategie molto simili in termini di risultati secondo le simulazioni svolte con i dati ricavati dal venerdì: partire con la soft per poi passare alla medium, oppure l’esatto contrario, ovvero partire con la mescola a banda gialla per poi passare a quella più soffice. Secondo il costruttore italiano, una strategia a due soste sarebbe più sconveniente in termini cronometrici, ma naturalmente tutto dipenderà da come si evolverà la gara e dalla presenza di eventuali safety car.

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1 commento
  1. Zac

    28 aprile 2019 at 10:47

    Quale sarà la strategia di Leclerc con gomme gialle?
    Andrà all’arrembaggio, potendo contare su una temperatura massima di utilizzo rispetto alle soft, o preferirà allungare lo stint? Il grafico mi perplime, perché una gomma che si presume che duri 26 giri col pieno di carburante, non ne dovrebbe percorrere altrettanti con il serbatoio vuoto.
    Questi pneumatici si comportano come Dr. Jekyll and mr. Hyde.

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