F1 | GP d’Austria: l’analisi delle qualifiche

F1 | GP d’Austria: l’analisi delle qualifiche

Stessa pista, stesse ambizioni, stesso risultato. Così come una settimana fa, è stato Max Verstappen ad imporsi nelle qualifiche del Gran Premio d’Austria, disputate sullo stesso  tracciato del Red Bull Ring che aveva ospitato la Formula 1 solamente sette giorni fa in occasione dell’appuntamento della Stiria. Per la terza volta consecutiva, quindi, ci sarà una Red Bull a prendere il via dalla prima casella sulla griglia di partenza, anche se le qualifiche odierne hanno riservato più suspence di quello che potrebbe lasciar intendere la classifica, grazie ad una McLaren in gran spolvero, più vicina ai top team sul giro secco rispetto a quanto non lo fosse lo scorso weekend. A dividere il poleman da Lando Norris, infatti, sono stati solo 48 millesimi, anche se l’olandese indubbiamente può recriminare qualcosa per una Q3 in cui non è filato tutto liscio come l’olio, in parte per un errore, in parte per la strategia adottata nella manche finale. Nel primo tentativo, infatti, Max era stato autore di un bloccaggio in curva tre, il quale lo aveva portato ad allargare notevolmente la traiettoria ritardando il momento in cui tornare l’acceleratore: anche se quel tempo gli aveva comunque consegnato momentaneamente la pole position, era ragionevole aspettarsi un ulteriore miglioramento in quello che avrebbe dovuto essere il suo ultimo run. Un progresso che, tuttavia, non si è poi concretizzato, sia per una mancanza di aggressività in curva dieci, dove non era stato in grado di pareggiare la velocità minima di percorrenza registrata in precedenza, sia perché, uscendo per primo, non aveva potuto sfruttare l’effetto benefico della scia su nessuno dei rettilinei, rendendo di fatto estremamente complicato riuscire ad abbassare il crono ottenuto ad inizio Q3.

Nonostante un’ultima manche movimentata, nulla ha potuto fermare Verstappen dal conquistare la sua quarta partenza dal palo nel corso di questa stagione, allungando una sequenza positiva che negli ultimi tre appuntamenti lo ha sempre visto partire davanti a tutti. La RB16B ha confermato ancora una volta i suoi punti di forza con un pacchetto competitivo in tutti i settori, anche se, allo stesso tempo, ha evidenziato le stesse difficoltà registrare non più di sette giorni fa, in particolar modo in ingresso e nella prima fase di percorrenza dei tratti ad alta velocità: “Il Q1 e la Q2 sono stati buoni e senza rischi, ma non ero del tutto felice in Q3 perché i miei giri non sono stati ottimi. Sono ovviamente felice di essere di nuovo in pole, in particolare al Red Bull Ring, ed aver conquistato la terza pole consecutiva è grandioso per la squadra. Ma non posso essere totalmente felice perché voglio sempre essere perfetto. Nel primo tentativo in Q3 ho bloccato l’anteriore in curva tre, nel secondo run ero il primo quindi ho perso tempo sui rettilinei, non potevo migliorare il mio giro anche percorrendo curva tre nel migliore dei modi. È sufficiente, ma avrei voluto disputare una Q3 migliore. Sono contento del pacchetto che abbiamo a disposizione, per cui siamo pronti per domani, anche se non sarà facile gestire le gomme più morbide rispetto allo scorso weekend”, ha poi spiegato il pilota di Hasselt, il quale domani dovrà cercare di essere nuovamente incisivo in partenza per distanziare rapidamente la concorrenza ed imporre il ritmo a lui più consono per gestire la corsa.

Al suo fianco ci sarà Lando Norris, l’altro protagonista di giornata che ha saputo prendersi i riflettori centrando una bella quanto preziosa seconda posizione, la quale lo pone nella situazione di poter lottare per un risultato importante anche in gara, seppur la concorrenza alle sue spalle farà di tutto per recuperare ed estrometterlo dalla lotta per il podio. L’essere riuscito a qualificarsi con la media indubbiamente lo pone alla pari a livello strategico con gli avversari, in una gara che si deciderà sulla bontà del passo e sulle scelte del team sul muretto. La MCL35M ha confermato di trovarsi a suo agio tra le montagne austriache, soprattutto nelle mani del britannico, che ha saputo sfruttare i punti di forza come la velocità sugli allunghi e una buona percorrenza nelle curve più rapide, ovvero proprio in quei punti in cui è riuscita a tenere testa alla Red Bull. Per quanto quei 48 millesimi portino con sé un po’ di amarezza per un risultato che avrebbe potuto essere addirittura migliore, non si può essere delusi con un secondo posto conquistato grazie ai progressi e al lavoro di perfezionamento del set-up effettuato nel corso della settimana e dopo le prove libere: “Sono contento di essere qui con Max [Verstappen] e Sergio [Perez]. Penso che abbiamo fatto un buon step in avanti rispetto alla scorsa settimana lavorando su paio di cose” – ha dichiarato Norris al termine delle qualifiche, in una sessione dove è riuscito ancora una volta a fare la differenza rispetto al suo compagno di casacca, eliminato nella seconda manche -. “Non ero frustrato, ma credo potessimo estrarre qualcosa di più e oggi lo abbiamo fatto, mettendoci dietro anche le due Mercedes. L’intera qualifica è stata ottima, sono contento. Siamo a quattro centesimi dalla pole, sarebbe stato bello fare quel qualcosa in più, ma sono contento del risultato di oggi. Penso sia stato uno sia stato uno dei miei migliori giri, siamo riusciti a fare la differenza, soprattutto nelle curve veloci. Ho preso qualche rischio in più e ho trovato del tempo in più che alla fine ha pagato. È una bella sensazione, anche se sono realista per domani, sarà una gara dona”, ha poi aggiunto il pilota inglese al termine delle qualifiche, in cui è stato capace di dividere anche le due Red Bull. L’altro portacolori della squadra di Milton Keynes, infatti, aprirà la seconda fila dopo aver conquistato un prezioso terzo posto in un fine settimana in cui, fino a questo momento, ha palesato difficoltà nella ricerca del miglior bilanciamento, soprattutto sul giro secco, fattore che non gli ha permesso di essere aggressivo quanto avrebbe voluto. Ciò lo si è visto bene in curva dieci, un tratto in cui bisogna fidarsi completamente della monoposto, andare forte sul freno quanto si è ancora sul cordolo per poi spingere la vettura in inserimento, registrando una notevole perdita di terreno nei confronti del proprio compagno di squadra: “Penso che sia stato un fine settimana molto difficile. Fino alla fine abbiamo inseguito il miglior bilanciamento per tutto il fine settimana. Un sacco di compromessi, un sacco di cambiamenti, esplorando un po’ la macchina in questo secondo fine settimana per cercare di imparare di più sulla vettura” – ha spiegato il messicano, il quale ha avuto sì l’opportunità di sfruttare il nuovo fondo che era stato portato al debutto la settima scorsa da Verstappen, ma allo stesso non dispone degli ultimi aggiornamenti ai bargeboard introdotti in questo secondo appuntamento a Zeltweg -. “E poi, alla fine abbiamo ottenuto un giro ragionevole. La cosa più importante è che abbiamo una buona posizione di partenza per domani, perché penso che sicuramente in gara siamo più forti che in qualifica”, ha poi aggiunto il numero 11. Il terzo posto lo si può definire comunque un ottimo risultato per il messicano e la Red Bull, che domani avrà l’opportunità di poter giocare una corsa a due punte essendo stata in grado di mettersi alle spalle entrambe le Mercedes, solamente quarta e quinta in griglia di partenza.

A dispetto dei i miglioramenti apportati nel corso della pausa, come aveva sottolineato Lewis Hamilton dopo le prove libere, la casa di Stoccarda non ha trovato armi per contrastare l’avanzata della Red Bull, dovendosi così accontentare della seconda fila, lontana anche dalla seconda posizione di Norris. Gli errori dei due piloti, entrambi in curva tre, indubbiamente non hanno aiutato nel risultato complessivo e, con un giro pulito, probabilmente ci sarebbe stata la possibilità di salire di una casella in classifica, ma su un tracciato così corto ogni sbavatura si paga a caro prezzo, tanto che l’inglese non è nemmeno riuscito a migliorarsi nel secondo tentativo. I punti deboli della W12 rimangono gli stessi che si erano visti una settimana fa, con la velocità sul rettilineo come causa principale del distacco di quasi tre decimi rimediato dal poleman, fattore che nelle prove libere aveva spinto gli ingegneri della Stella a provare un assetto più scarico prima di tornare ad una soluzione più tradizionale una volta accurato che quel cambio di set-up non avrebbe dato gli effetti sperati. Un aspetto fondamentale considerando che nei tratti più guidati la RB16B è riuscita a mantenersi su ottimi livelli di performance, azzerando così le possibilità della Mercedes di arginare la rivale al titolo mondiale: “Questo fine settimana è una sfida più tosta di quanto non lo fosse già la settimana scorsa e ci continua a mancare ritmo. Abbiamo provato di tutto per ottenere di più dalla macchina, ma il passo non è abbastanza buono al momento, quindi dobbiamo davvero trovare le prestazioni nelle prossime gare. Dobbiamo solo cercare di migliorare, abbiamo ancora molta strada da fare. Con il caldo di oggi, la Red Bull è sembrata fare un passo avanti e noi un passo indietro, quindi vediamo cosa ci porta domani”, ha dichiarato Hamilton al termine delle prove di qualificazione, sottolineando come, dal suo punto di vista, le alte temperature dell’asfalto possano aver giocato un ruolo decisivo nella lotta per le prime posizioni, con un aumento di oltre 20°C rispetto a quando era strato registrato al venerdì.

Alle sue spalle ci sarà l’altra W12 di Valtteri Bottas, il quale vedrà scattare al suo fianco dalla terza fila un ottimo Pierre Gasly, ancora una volta capace di estrarre il massimo potenziale dalla vettura nonostante un weekend in cui dalla prima sessione di libere aveva denotato grosse difficoltà con il bilanciamento della monoposto, sottosterzante a centro curva e all’opposto in fase di uscita, dove l’eccessivo pattinamento delle gomme posteriori andava ad influenzare la fase di trazione. Problemi che sono stati mitigati in vista delle qualifiche, anche se le difficoltà nel mantenere buone velocità minime in curva uno, sei e dieci hanno fatto la differenza. Ad ogni modo, tenendo conto che Norris sembrava fuori portata e che il fine settimana non stava proseguendo nel migliore dei modi, difficile recriminare qualcosa per quello che è un ottimo sesto posto: “Ogni weekend ci stiamo qualificando in posizioni simili e sono davvero soddisfatto: il sesto posto di oggi è un’altra bella prestazione per noi, quindi direi che è stata una buona giornata. Durante il fine settimana, per qualche motivo non sono stato completamente a mio agio con la vettura, quindi le qualifiche erano un po’ un’incognita, motivo per cui sono davvero contento per quanto ottenuto oggi pomeriggio. Siamo le prime vetture a partire con le Soft domani, quindi la strategia giocherà un ruolo fondamentale in gara”, ha spiegato Gasly, il quale, insieme al compagno di squadra, avrà la possibilità di centrare punti importanti in chiave campionato costruttori, tentando di allungare su Aston Martin e Alpine. L’altra AlphaTauri, infatti, prenderà il via dalla settima casella in griglia di partenza, grazie ad un Yuki Tsunoda che, appuntamento dopo appuntamento, continua a fare esperienza e progressi, centrando per la seconda volta consecutiva l’accesso all’ultima manche. Nonostante l’ampio gap rimediato dal compagno di squadra, quantificabile in quasi due decimi, per il giovane talento giapponese l’importante è trovare la via della costanza, fattore che gli è mancato nella prima fase di campionato, dove alternava weekend più convincenti a prestazioni opache. A concludere la quarta fila dello schieramento sarà uno strepitoso George Russell, il quale per la prima volta in carriera è riuscito a conquistare l’accesso all’ultima manche con la Williams, un risultato che alla casa di Grove mancava ormai da molti anni. L’essere oltretutto riuscito a sopravanzare il turno con la gomma media fornisce un quadro più chiaro dell’impresa portata a termine dal britannico, che già la scorsa settimana aveva dimostrato di potersi giocare le proprie chance per puntare alla zona punti. Il ritiro dovuto ad un problema alla Power Unit aveva lasciato il discorso in sospeso, su cui George è voluto tornare prendendosi il tutto con gli interessi, nella speranza che la corsa lo veda altrettanto competitivo così come sulla prestazione pura, conquistando quella tanta agognata top ten che ormai si meriterebbe: “Le qualifiche sono state piuttosto speciali; di solito facciamo bene il sabato, ma oggi era un altro livello. Avevo molta fiducia nella macchina, il che ha aiutato quando ho dovuto ottenere il mio giro Q3 con un solo tentativo. P9 in qualsiasi circostanza è un ottimo posto da cui partire, ma iniziare con le medie con alcune auto davanti sulle gomme morbide ci mette in una posizione forte per la gara e speriamo che ci dia un vantaggio in termini di strategia. Sono davvero contento per tutta la squadra”, sono state le parole di Russell, che non ha potuto nascondere la soddisfazione per una delle sue migliori prestazioni in carriera, al netto dell’opportunità in Mercedes di fine 2020.

A concludere la top ci saranno Lance Stroll e Carlos Sainz Jr., il canadese dell’Aston Martin e lo spagnolo della Ferrari che hanno potuto beneficiare, così come George Russell, di una penalità rimediata da Sebastian Vettel al termine della Q2, quando trovandosi in coda in attesa di iniziare il proprio giro, il tedesco aveva involontariamente ostacolato Fernando Alonso, rendendogli così di fatto impossibile migliorarsi ed evitare l’eliminazione al termine della seconda manche. A dispetto delle varie attenuanti del caso, come l’impossibilità di vederlo dagli specchietti e la mancata comunicazione via radio del sopraggiungere di una vettura che era già impegnata in un giro veloce, la FIA non ha voluto sentire ragioni, recapitandogli una penalità di tre posizioni sulla griglia di partenza che a livello strategico potrebbe aver un ruolo decisivo. Sebastian, infatti, era inizialmente riuscito a conquistare il passaggio in Q3, concludendo le qualifiche in una buona ottava posizione, prima di vedersi retrocesso all’undicesima casella complice una sanzione che sembrava molto difficile da contestare data la dinamica piuttosto chiara. Ciò che il quattro volte campione del mondo ha voluto sottolineare, tuttavia, è stato il contesto dell’episodio, che lo vedeva in fondo ad un numeroso gruppetto di piloti, i quali avevano rallentato in maniera fin troppo vistosa in curva nove, tratto in cui le Event Notes stilate dal direttore di gara Michael Masi avevano vietato tale pratica. Essendo in fondo al trenino, vi era poco che il tedesco potesse fare, se non aspettare pazientemente il proprio turno e spostarsi di traiettoria in caso sopraggiungesse qualche rivale che stava già per concludere il proprio secondo tiro lanciato. Data la complessità della situazione, anche la FIA nel post qualifiche aveva voluto vederci chiaro, richiamando dai commissari Carlos Sainz e Valtteri Bottas, rei di aver innescato quell’episodio dopo aver mantenuto un passo a rilento nel tratto finale, quando ciò era stato espressamente vietato dalle regole concordate insieme ai piloti stessi. Dopo aver ascoltato tutti gli interessanti ed aver esaminato il materiale a disposizione, i giudici hanno deciso per l’inevitabile penalizzazione del tedesco, per quanto le attenuanti in una circostanza così complicata avrebbero potuto far finire diversamente la vicenda, soprattutto considerando che già nella scorsa stagione si era potuto assistere ad un episodio simile concluso con un no further action. Una penalità che indubbiamente andrà a compromettere la gara del numero cinque dell’Aston Martin, non solo perché quest’ultimo non dispone degli ultimi aggiornamenti introdotti dalla casa inglese per questo secondo appuntamento al Red Bull Ring, ma anche perché lo costringerà a prendere il via della corsa dietro alter vetture che scatteranno con la gomma media. Tra questi vi sarà anche Carlos Sainz, uscito indenne dall’investigazione in quanto, secondo i commissari, “troppi piloti avrebbero contribuito alla situazione”, concludendo così con un tutti colpevoli e nessun penalizzato, un mantra che nel corso di questa stagione si era già riscontrato in altre occasioni. Al di là di ciò, Ferrari che nella giornata di sabato ha deluso le attese, mancando l’accesso alla Q3 con entrambi i piloti. Per quanto sia vero che entrambe le vetture di Maranello avevano provato l’assalto con la gomma media, in modo da avere una mescola più flessibile nella prima parte di gara, allo stesso tempo non si può non sottolineare che altri piloti della midfield siano riusciti in tale impresa. Indubbiamente, sul giro secco la SF21 non si è dimostrata una vettura altalenante e già la scorsa settimana aveva fatto fatica complici i lunghi rettilinei che caratterizzano la pista austriaca, ma considerando che il team aveva optato per un assetto più scarico proprio per fare dei progressi in qualifica, qualche perplessità rimane. Un piccolo aumento in termini velocità di punta, effettivamente, lo si è registrato, ma non abbastanza per battere la concorrenza: l’assetto più scarico potrebbe comunque rivelarsi utile in eventuali manovre di sorpasso. “Questa qualifica mi lascia delle sensazioni contrastanti. Da una parte avevamo messo in conto il rischio di non entrare in Q3, dal momento che in ottica gara avevamo deciso di girare solo con le Medium in Q2. Dall’altra, nonostante un buon giro, abbiamo visto che alcuni dei nostri rivali ci sono finiti davanti con la nostra stessa scelta di penumatici e questo è l’aspetto più deludente del pomeriggio. Il nostro passo gara è stato fin qui solido e abbiamo il vantaggio di poter scegliere con quali gomme partire. Ora dobbiamo analizzare tutti i dati con la massima attenzione e decidere la migliore strategia per domani, anche considerando che ci sono diverse vetture davanti a noi che avranno la gomma Medium. Questo complica ulteriormente la situazione ma credo che potremo comunque essere protagonisti di una gara all’attacco”, ha dichiarato Leclerc al termine delle qualifiche.

Fuori nel corso della prima manche Kimi Raikkonen, autore di una qualifica in cui non è riuscito ancora una volta ad evitare l’eliminazione nella prima frazione delle qualifica, compromettendo di fatto molte delle sue chance in vista della corsa seppur, come era potuto apprezzare solamente una settimana fa. I distacchi sono indubbiamente più contenuti di quanto non lo fossero nel Gran Premio di Stiria, ma ogni errore si paga a caro prezzo, esattamente come in questa occasione, dato che il finlandese si era giocato le proprie opportunità di passare il turno dopo un leggero bloccaggio in curva che aveva portato ad un ritardo anche nella fase di accelerazione in uscita curva: una situazione che Raikkonen ha provato a spiegare sottolineando come gli pneumatici non fossero ancora pronta nel momento in cui lanciarsi, rendendo difficile trovare quel grip in più che era mancato nelle altre sessioni. Ad aprire la penultima fila ci sarà Esteban Ocon, ancora ben lontano dai livelli con cui aveva rilanciato una sua candidatura ad inizio protagonista, nonostante un giro sostanzialmente pulito. Le qualità al volante ci sono, come ha spiegato lo stesso transalpino più volte nel corso di questo campionato, indicando la mancanza di velocità pura la reale mancanza che manca in questo momento al suo binomio con l’Alpine, che già aveva riservato brutte risposte nella stessa situazione durante l’appuntamento della Stiria: “Il nostro ritmo non è migliorato questo fine settimana e, sfortunatamente, siamo di nuovo allo stesso punto. Abbiamo provato alcune cose diverse questa settimana, ma ci manca ancora qualcosa. Mi sentivo come se avessi concluso un buon giro oggi, quindi, al momento, non ci sono molte risposte, ma continueremo a pensare e a trovare soluzioni”, ha poi spiegato il francese. Al suo fianco ci sarà Nicholas Latifi, autore di un errore in curva tre nel secondo tentativo che non gli ha permesso di lottare per il passaggio del turno, nonostante la scorsa settimana avesse mancato l’ingresso in Q2 per pochissimi millesimi. Scatteranno dall’ultima fila le due Haas, con Mick Schumacher che è riuscito a battere il suo compagno di squadra di oltre mezzo secondo, complici le difficoltà da Nikita Mazepin nel gestire lo scivolamento del posteriore nelle curve più rapide.

La lotta per la pole

Per la terza volta consecutiva, Max Verstappen è quindi riuscito a conquistare la pole position, mettendosi nelle migliori condizioni per tentare una fuga nei primi giri di gara e puntare all’ennesimo successo personale, allungando così la propria striscia positiva. Una lotta per la prima posizione che racconta di un distacco minimo, ovvero soli 48 millesimi, complice l’errore commesso proprio dall’olandese in curva tre e l’impossibilità di migliorarsi nel secondo tentativo data la mancanza di una scia da sfruttare. Il gap avrebbe indubbiamente potuto essere ben più largo di quanto non ci racconti la classifica ma, naturalmente, ciò che conta è il tempo sul tabellone.

Andando ad osservare il confronto, è subito possibile notare come sul rettilineo principale la McLaren avesse dimostrato le proprie doti velocistiche, conquistando un piccolo vantaggio di circa mezzo decimo nei confronti del rivale della Red Bull. Nonostante nel corso di questa stagione, la RB16B si fosse caratterizzata a più riprese come una vettura dalle buone velocità di punta, sotto questo aspetto la McLaren, insieme all’AlphaTauri, ha sempre dimostrato di avere una marcia in più, contando su progetto che fa della efficienza aerodinamica un suo punto di forza, nonostante ali relativamente cariche. Un vantaggio tuttavia dimezzato solamente pochi metri più tardi in curva uno, dove Verstappen era stato in grado di fare la differenza e riavvicinarsi al rivale della squadra di Woking grazie ad una velocità di percorrenza maggiore. I due avevano grossomodo registrato lo stretto comportamento in entrata, allargandosi il più possibile sul cordolo esterno che delimita la pista, in modo da sfruttare ogni centimetro a disposizione per poter essere aggressivi in fase di inserimento. Tuttavia, ci sono diverse elementi in cui i due differiscono, sia per quanto riguarda la gestione del freno che dell’acceleratore. Come si è potuto apprezzare più volte nel corso di questa stagione, l’olandese tende a sacrificare leggermente l’ingresso in determinati tratti del circuito, in modo da favorire la fase di uscita e il ritorno sull’acceleratore per sfruttare i punti di forza della RB16B, che in allungo ha dimostrato di saper imporre il proprio ritmo sui rivali grazie ad un’ottima trazione e alla bontà della Power Unit Honda nella prima fase dell’accelerazione. Al contrario, l’inglese della McLaren cerca di essere molto incisivo in frenata, tentando di staccare tardi, esattamente come si è potuto osservare anche in curva uno. A complicare la situazione, tuttavia, è stato un fenomeno di sovrasterzo proprio durante la percorrenza, il quale ha sicuramente influito in termini complessivi sul tempo impiegato per percorrere quel tratto, anche se fortunatamente la possibilità di allargarsi in uscita ed andare oltre il dissuasore ha permesso di limitare i danni.

Così come si era visto sul rettilineo principale, anche sull’allungo che porta a curva tre, la MCL35M l’ha fatta da padrone, tornando a guadagnare metri preziosi sulla concorrenza, tanto da arrivare a registrare un vantaggio di circa 6/7 km/h nei confronti dell’olandese. Oltre alle differenze aerodinamiche in sé, probabilmente in questo caso hanno giocato anche le differenti strategie di deployment della parte ibrida, considerando che sul terzo allungo, ovvero quello che porta a curva quattro, Red Bull è stata in grado di pareggiare le prestazioni della squadra di Woking, registrando velocità di punta in linea con i team più rapidi per tutto il fine settimana. Proprio curva tre ha rappresentato uno dei punti più difficili per i piloti nel corso delle qualifiche e, anche in questo caso, i due protagonisti del confronto non sono esenti da errori, soprattutto per quanto concerne l’olandese. Andando con calma, però, è interessante osservare come Verstappen e Norris avessero ancora una volta optato per un approccio differente, con il numero 33 che si era avvicinato al cordolo esterno relativamente presto, in modo da iniziare la fase di frenata e quella di rotazione in anticipo, favorendo di conseguenza l’uscita. Al contrario, Norris si era avvicinato al cordolo proprio pochi metri prima del punto di staccata, ritardando la fase di rotazione per trarre il massimo da una frenata più aggressiva, il che richiede di frenare a vettura completamente dritta per sfruttare il grip fornito dalle gomme. Due modi opposti di interpretare la medesima curva, ma chi ne ha risentito maggiormente è stato senza dubbio Verstappen, il quale era giunto al bloccaggio della gomma anteriore destra, dovendo così allargare la traiettoria e ritardare il momento in cui tornare sull’acceleratore. Un errore che aveva dato l’opportunità a Norris di incrementare ulteriormente il proprio vantaggio, se non fosse che anche quest’ultimo avesse riscontrato delle difficoltà non tanto in ingresso, quanto in uscita, accusando un pattinamento che aveva inficiato sulle capacità di trazione della sua monoposto, esattamente come era capitato alle due Mercedes nel corso del proprio giro cronometrato. Ciò, unito al discorso deployment della parte ibrida affrontato in precedenza, ha fatto sì che le due vetture sul rettilineo successivo si pareggiassero, mantenendo il vantaggio del britannico stabile intorno al decimo di secondo.

In curva quattro i ruoli si erano invertiti e a cercare un approccio più aggressivo in entrata era stato Norris, il quale aveva tentato di anticipare la fase di rotazione avvicinandosi prima all’apice, anche se ciò aveva fatto sì che Lando mancasse il punto di corda, finendo leggermente largo. Ad inficiare negativamente probabilmente era stata la scelta del portacolori della McLaren, il quale aveva tentato di portare quanta più velocità possibile proprio all’interno della curva, ritardando la frenata e la scalata, andando forse quelle che erano le potenzialità della vettura. Al contrario, Verstappen era stato in grado di mantenere una linea più pulita in percorrenza, dimezzando lo svantaggio accumulato fino a quel momento. Proseguendo nel confronto, curva sei ha riservato un Verstappen e una Red Bull in grande spolvero, in grado di portare qualche km/h in più di velocità in ingresso e, allo stesso tempo, di non finire in sottosterzo in percorrenza, come era invece capitato a Norris, il quale aveva così perso la testa del confronto.

Mancava così solamente l’ultimo settore, il quale si apriva con curva sette, dove Norris aveva non aveva lasciato un centimetro, sfruttando tutto lo spazio a disposizione in entrata, dove si era allargato andando proprio al limite della pista per riuscire a mantenere velocità maggiori nell’attacco. Da questo punto di vista, l’aspetto interessante risiede nel fatto che Verstappen fosse risultato più conservativo di quanto non lo fosse stato la settimana precedente, dove aveva optato per un approccio simile a quello dell’inglese. Tale approccio, unito alle bontà della MCL35M nelle curve più veloci, aveva fatto sì che il numero 4 fosse riuscito a ridurre la fase off-throttle e ritornare a spalancare il gas con un discreto anticipo rispetto a quanto non fosse stato in grado di fare il pilota di Hasselt. A decidere il confronto, quindi, sarebbero state le ultime due curve, un tratto in cui la Red Bull a più riprese si era dimostrata tra le più rapide del lotto, se non la migliore in assoluto registrando intertempi record.

In curva nove, tuttavia, ad imporre il proprio sigillo era stata ancora una volta la McLaren, la quale aveva mantenuto una velocità minima di percorrenza più alta anticipando leggermente la scalata per poi parzializzare con l’acceleratore, al contrario di Verstappen, il quale aveva dovuto alzare per qualche frazione di secondo il piede dal pedale. A quel punto le sorti della pole position erano nella mani del britannico che, ad una sola curva dal traguardo, si trovava a pochi metri dall’assaporare il piacere di conquistare la sua prima partenza dal palo in carriera. A spegnere i sogni di gloria, tuttavia, era stata una interpretazione di curva dieci leggermente più lenta rispetto a quella dei rivali: un ritardo minimo, ma abbastanza per far sì che Verstappen potesse piazzarsi per la terza volta consecutiva davanti a tutti, lasciando al box della McLaren un rimpianto che rimpianto non può essere, perché alla vigilia del fine settimana probabilmente in pochi avrebbero puntato su una monoposto di Woking in lotta per imporsi in qualifica. A fare la differenza in uno dei punti più complicati del tracciato era stata la fase di frenata e di inserimento, dove il pilota si deve completamente fidare della monoposto: un tratto in discesa dove la vettura tende ad alleggerirsi lasciando sensazioni contrastanti a chi è al volante. Verstappen era stato in grado di ridurre il tempo sul pedale del freno e ritornare rapidamente sull’acceleratore, sfruttando al massimo la bontà telaistica ed aerodinamica della sua monoposto mentre, al contrario, Norris non era riuscito ad essere altrettanto efficace in una zona dove MCL35M non si era mai dimostrata all’altezza degli avversari non solo durante questo fine settimana, ma anche nel precedente.

Le strategie per la gara

Dal punto di vista strategico, rispetto allo scorso weekend Pirelli ha deciso di portare mescole più morbide, portando la tattica di gara consigliata dalla casa milanese a due soste. Molto dipenderà dalle temperature, che nella giornata di sabato erano circa 20°C più alte di quelle riscontrate al venerdì, ma l’idea di base per molte squadre potrebbe essere quella di completare la corsa puntando su una strategia media-hard, soprattutto se le prestazioni dovessero rivelarsi stabili. La scorsa settimana, infatti, Carlos Sainz era stato in grado di completare oltre quaranta passaggi su quella che in questo Gran Premio sarà la mescola più dura a disposizione. Per chi partirà sulla soft, è facile pensare che si punterà proprio su strategia a due soste, con diversi team che l’avevano già preparata al venerdì durante le libere: anche in questo caso, sarà essenziale comprendere come si evolverà la corsa nelle fasi iniziali, soprattutto considerando che potrebbero venirsi a creare dei trenini esattamente come era occorso sette giorni fa.

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