F1 | FIA pubblica la seconda analisi su ADUO: nessuna novità, Mercedes sempre tra il 2 e 4%
Pubblicate le valutazioni sui propulsori termici con concessioni per lo sviluppo extra e deroghe al budget cap per quattro costruttori

La FIA ha trasmesso ai costruttori di power unit i risultati delle prime due sessioni di analisi relative al meccanismo ADUO, acronimo di Additional Development and Upgrade Opportunities, per il campionato 2026 di Formula 1.
L’ADUO, regolamentato dall’Articolo C4 del Regolamento Tecnico 2026, costituisce un dispositivo normativo volto a concedere ai produttori di motori le cui prestazioni del motore a combustione interna (ICE) risultino inferiori di almeno il 2% rispetto all’unità più performante della griglia, la possibilità di introdurre omologazioni supplementari. Tale meccanismo consente inoltre di beneficiare di specifici incrementi proporzionali sia nel tetto di spesa societario, il cosiddetto Cost Cap, sia nel monte ore destinato ai test di sviluppo al banco dinamometrico.
I risultati del primo e del secondo periodo di analisi
La procedura di monitoraggio dell’ADUO è strutturata su tre distinte finestre temporali da svolgersi nel corso di ciascun campionato. Il primo ciclo di valutazione si è concluso ufficialmente dopo lo svolgimento del Gran Premio del Canada, mentre la seconda finestra si è chiusa in seguito al Gran Premio d’Ungheria.
Dalle rilevazioni effettuate durante il primo periodo è emerso che Mercedes si è posizionata nella fascia di ritardo prestazionale compresa tra il 2% e il 4%. In base a questo valore, la casa tedesca ha ottenuto la facoltà di introdurre un’omologazione supplementare nella stagione 2026 e un’ulteriore omologazione nel 2027, insieme ai relativi aumenti previsti per le spese e le ore di test al banco.
Nello stesso periodo di osservazione, Audi, Ferrari e Honda hanno registrato un deficit prestazionale superiore alla soglia del 4%. Di conseguenza, a ciascuno di questi tre costruttori sono state assegnate due omologazioni aggiuntive da utilizzare nel corso del 2026 e due da fruire nel 2027, anch’esse affiancate da un aumento proporzionale delle risorse economiche e delle ore di prova al banco.
Per quanto riguarda il secondo periodo di analisi, la FIA ha reso noto che nessun costruttore di power unit ha maturato i requisiti prestazionali per ottenere ulteriori omologazioni extra. La Federazione ha precisato che i dati quantitativi e gli indici di prestazione dettagliati rimarranno riservati per tutelare i diritti di proprietà intellettuale di ciascun costruttore e scuderia.
Nikolas Tombazis, Direttore delle Monoposto della FIA, ha precisato che la Federazione ha condotto un’analisi esaustiva e rigorosa nel quadro del processo di revisione ADUO, esprimendo piena fiducia nella solidità dei dati raccolti al termine del secondo periodo. Il greco ha ricordato la necessità di rispettare la riservatezza e la proprietà intellettuale di squadre e fornitori, sottolineando come, trattandosi del primo anno di applicazione del sistema ADUO, la normativa potrà subire affinamenti ed evoluzioni successive attraverso il confronto diretto con i costruttori.
Il terzo e ultimo periodo di analisi ADUO previsto per la stagione 2026 prenderà in esame le prestazioni registrate dalla dodicesima alla diciottesima gara in calendario, a partire dal Gran Premio dei Paesi Bassi fino alla tappa di Città del Messico.
Funzionamento dell’ADUO e calcolo dell’indice prestazionale
Il dispositivo ADUO è stato inserito nel corpo normativo che disciplina la Formula 1 per il quinquennio 2026-2030 con l’obiettivo prioritario di preservare un elevato livello di competitività tra le squadre. Durante lo svolgimento del campionato, la FIA rileva costantemente il rendimento della componente a combustione interna (ICE) fornita da ciascun produttore, elaborando uno specifico Indice di Prestazione ICE.
La formula utilizzata per determinare l’indice prende in considerazione molteplici parametri telemetrici, tra cui la coppia rilevata sull’albero motore, il regime di rotazione, la potenza erogata dal propulsore elettrico MGU-K e un fattore di ponderazione ponderato in base alla sensibilità della potenza sul tempo sul giro. La regolamentazione stabilisce in modo trasparente che i rilevamenti effettuati direttamente sulle vetture in pista non subiscono correzioni o compensazioni per variabili esterne come le temperature dei fluidi o l’efficienza aerodinamica.

La FIA ha chiarito che l’ADUO misura unicamente l’efficienza del motore termico e non riflette il valore assoluto dell’intera Power Unit, settore in cui il sistema di recupero dell’energia ERS continua a ricoprire un ruolo determinante sulla potenza finale complessiva. Un produttore può accedere alle agevolazioni solo laddove il divario registrato dalla propria unità termica sia pari o superiore al 2% rispetto al punto di riferimento della categoria.
Impatto finanziario e deroghe al Cost Cap
La Federazione ha precisato che l’ADUO non costituisce un meccanismo di Balance of Performance e non altera direttamente le specifiche operative in pista, come la portata di carburante o il peso minimo delle vetture. Il dispositivo agisce invece come una deroga alle limitazioni finanziarie e di sviluppo previste per i costruttori che registrano un ritardo prestazionale.
L’impatto economico dell’ADUO è normato dall’Articolo E4.1.1.t del Regolamento 2026, che stabilisce le quote di spesa extra-budget autorizzate per ciascun periodo di valutazione. I costruttori con un distacco compreso tra il 2% e il 4% ottengono una deroga finanziaria fino a 3,0 milioni di dollari. La quota sale a 4,65 milioni di dollari per divari compresi tra il 4% e il 6%, a 6,35 milioni per distacchi tra il 6% e l’8%, e raggiunge gli 8,0 milioni di dollari per differenziali compresi tra l’8% e il 10%.
Per i produttori che registrano un deficit pari o superiore al 10%, la norma prevede un incremento di spesa fino a 11,0 milioni di dollari per ciascun periodo ADUO. Esclusivamente per la stagione 2026, i soggetti appartenenti a quest’ultima fascia hanno inoltre la possibilità di anticipare fino a 8,0 milioni di dollari attingendo dal tetto di spesa dei periodi successivi, così da sostenere le attività di sviluppo immediato.
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