F1 GP Silverstone | Antonelli: “In Q3 ho alzato il piede, con queste power unit si guida in modo innaturale”

Sulla gara di domani: "Temo le Ferrari, devo cercare di partire bene e uscire subito dalla modalità overtake"

Il pilota italiano della Mercedes domina il sabato del Gran Premio di Gran Bretagna. Dopo il successo nella gara breve, che gli permette di allungare nel mondiale su Hamilton e Russell, conquista il miglior tempo in qualifica superando i problemi di bilanciamento
F1 GP Silverstone | Antonelli: “In Q3 ho alzato il piede, con queste power unit si guida in modo innaturale”

Sabato perfetto per Kimi Antonelli, in pole position a Silverstone dopo la vittoria nella Sprint Race che gli ha permesso di allungare di qualche punto in ottica mondiale sia su Hamilton che su Russell. Il giovane italiano della Mercedes ha sfruttato al massimo le potenzialità della sua vettura, e specialmente nella mini gara ha dimostrato di averne, avendo fatto il giro più veloce nell’ultimo passaggio prima della bandiera a scacchi.

In qualifica qualche problema, ma nulla che potesse realmente impedirgli di conquistare la pole position, la quinta della sua stagione. Il leader del campionato ha confermato la propria superiorità sul tracciato britannico, nono appuntamento del mondiale 2026, rispondendo con precisione ai tentativi di rimonta degli avversari.

Il percorso in qualifica: dalla gestione della Q1 all’errore in Q2

La sessione pomeridiana ha richiesto una gestione attenta dei set di gomme e delle condizioni ambientali variabili. Antonelli non ha avuto sempre tutto sotto controllo a causa di un inizio di sessione complesso. Nel primo segmento della Q1, Kimi ha effettuato il primo tentativo utilizzando un set di gomme Soft usate, una scelta programmata per riprendere il ritmo ideale e adattarsi alle variazioni della pista subito dopo lo sforzo fisico e mentale della Sprint Race del mattino.

Le difficoltà maggiori si sono palesate durante la Q2, quando le raffiche di vento e la risposta del sistema frenante hanno innescato una situazione critica: “Con la nostra macchina soffriamo un po’ di bloccaggi all’anteriore. Soprattutto in condizioni come quelle di oggi, con il vento a favore in curva 3, il bloccaggio era molto facile. Nel mio primo run in Q2 ho bloccato l’anteriore e ho anche avuto un piccolo problema con il pedale del freno, che non ha risposto subito. Questo ha ritardato l’intera fase di frenata, facendomi arrivare con troppa velocità. Detto questo, abbiamo fatto alcune regolazioni di setup che mi hanno aiutato a ritrovare fiducia in staccata”.

La strategia in Q3 e il superamento dello stress da traffico

Nel segmento decisivo della Q3, il muretto box della Mercedes ha optato per una gestione strategica singolare, inviando Antonelli in pista prima di tutti gli altri concorrenti per l’ultimo tentativo disponibile. Questa scelta ha privato il pilota del vantaggio teorico dell’evoluzione della pista, ma gli ha garantito una pista completamente libera da interferenze aerodinamiche e dal traffico dei giri di lancio dei rivali.

Il poleman ha descritto l’approccio mentale necessario per completare il giro: “Non mi piace essere il primo a uscire per l’ultimo tentativo, e ammetto di essere stato un po’ sotto stress durante il giro di lancio. Poi però ho cercato di concentrarmi solo su quello che dovevo fare e, fortunatamente, ha funzionato. È stato un giro molto pulito, in cui sono riuscito a mettere tutto insieme. Forse nel primo settore ho faticato un po’ durante la sessione, sono stato un po’ incostante, ma nel secondo e terzo settore mi sono sentito molto bene. Sì, è stato davvero un ottimo giro”.

La gestione energetica della power unit: il segreto del lift-off

Dal punto di vista prettamente tecnico e dell’analisi telemetrica, la prestazione di Antonelli si è basata su una complessa gestione della potenza erogata dalla componente ibrida della power unit. Nelle curve veloci che precedono il rettilineo del traguardo, Kimi ha dovuto applicare una tecnica di guida specifica, definita lift-off (il rilascio parziale dell’acceleratore), fondamentale per l’efficienza complessiva del sistema.

Il pilota della Mercedes ha spiegato le ragioni ingegneristiche di questa manovra: “Non è facile. In Q3 ho dovuto alzare il piede, ed è complicato perché con questa power unit devi guidare in un modo che sembra innaturale. A volte conviene accelerare più tardi per mantenere una velocità di percorrenza maggiore nelle curve veloci; perdi qualcosa in uscita, ma lo recuperi perché, ritardando il punto di gas, accumuli più energia da spendere dopo sul rettilineo. È una gestione complessa. Ecco perché il lavoro al simulatore è stato cruciale per rendere questi automatismi naturali, anche se all’inizio ti chiedi: ‘Perché devo alzare il piede?’. Con il team abbiamo fatto una preparazione enorme e per fortuna ormai è diventata una seconda natura”.

Questa calibrazione non ha modificato il bilanciamento di base della vettura rispetto al venerdì, confermando che i tecnici non hanno stravolto i parametri geometrici della monoposto, ma hanno lavorato per massimizzare il grip disponibile in una giornata caratterizzata da asfalto più freddo e instabile.

La minaccia Ferrari e il vantaggio sul degrado gomme

In vista dei 52 giri del Gran Premio, il focus si sposta sulla gestione della gara. La griglia vede le due Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton posizionate immediatamente alle spalle della Mercedes numero 12. La presenza di due vetture concorrenti nelle prime tre posizioni impone una condotta prudente, soprattutto nelle prime fasi dopo lo spegnimento dei semafori.

Antonelli ha analizzato i fattori di rischio della corsa domenicale: “Temo le Ferrari, sono in due e a inizio gara oggi Lewis andava molto forte quindi non sarà facile, dovrò fare una buona partenza e cercare di avere un buon ritmo così da uscire dalla zona overtake. Non sarà facile, specialmente se dovesse esserci tanto vento come oggi. Nella Sprint avevamo sicuramente una macchina più veloce, soprattutto considerando il degrado. Sembravamo un po’ migliori nella gestione degli pneumatici, quindi speriamo di mantenere questo vantaggio anche per domani. L’obiettivo è scattare bene, trovare il ritmo e sperare di ottenere un grande risultato. Per il resto, cercherò solo di concentrarmi sulla mia gara e massimizzare il potenziale”.

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