F1 GP Olanda | Ferrari, Hamilton: “Un disastro, ma so cosa fare dopo la Sprint”
Il britannico partirà dalla settima posizione nella Sprint Race di domani

Venerdì tutt’altro che esaltante per Lewis Hamilton sul tracciato di Zandvoort. Il pilota della Ferrari ha chiuso in settima posizione le qualifiche Sprint del Gran Premio d’Olanda, incassando un distacco netto dal compagno di squadra Charles Leclerc, capace di piazzarsi terzo ad appena 55 millesimi dalla pole position registrata da George Russell con la Mercedes. La giornata del britannico non era iniziata male: durante la prima sessione di prove libere della mattina, svolta su una pista umida e in progressivo asciugamento, Hamilton aveva inanellato una sequenza costante di tempi veloci, confermando quel buon feeling iniziale anche nelle prime due fasi della qualifica pomeridiana con gomma media.
I problemi si sono manifestati al momento di montare la mescola soft per l’assalto decisivo in SQ3. Una volta passato alle coperture morbide, Hamilton non è riuscito a replicare i riscontri cronometrici fatti vedere precedentemente con le medie, senza tuttavia commettere errori evidenti di guida. Partire dalla settima casella su una pista stretta e con pochissime opportunità di sorpasso come quella di Zandvoort compromette in partenza le possibilità di risalita, considerando la distanza ridotta di una gara Sprint di soli 100 chilometri.
Analisi della prestazione e le perplessità del britannico
Il calo improvviso di prestazioni ha sorpreso lo stesso pilota, con i tecnici del garage di Maranello costretti ora a un’attenta analisi dei dati telemetrici prima della partenza della gara breve. Hamilton ha espresso tutta la propria delusione per un risultato ben al di sotto delle aspettative della vigilia, sottolineando la necessità di individuare la causa del problema di assetto o di gestione delle coperture morbide.
“Purtroppo non è stata una buona sessione, ma è andata così – ha spiegato Hamilton analizzando al termine della sessione -. Le prove libere erano andate bene ed eravamo riusciti a fare qualche piccolo aggiustamento alla vettura, ma in qualifica la situazione si è rivelata un totale disastro. Adesso dobbiamo capire esattamente cosa sia andato storto per fare meglio. So cosa occorre fare dopo la Sprint: esamineremo a fondo i dati insieme agli ingegneri per prendere la decisione corretta. Dobbiamo semplicemente analizzare ogni dettaglio e comprendere perché non abbia funzionato”.
La gestione del nuovo fondo e i rischi del tracciato olandese
L’andamento della qualifica si intreccia direttamente con le scelte strategiche operate dalla Ferrari per quanto riguarda l’introduzione dei nuovi aggiornamenti aerodinamici. A Maranello hanno deliberato il debutto di una nuova specifica del fondo, portandone in Olanda soltanto due esemplari. Per evitare di compromettere una componente così fondamentale e priva di ricambi, la Scuderia ha deciso di non utilizzare il nuovo pezzo nelle prove libere della mattina, caratterizzate inizialmente da asfalto bagnato e scarsa aderenza.
Il tracciato di Zandvoort presenta rischi elevati: le ampie vie di fuga in ghiaia non perdonano le imprecisioni, e un’uscita di strada avrebbe distrutto il pezzo. La correttezza di questa scelta conservativa è stata confermata da quanto accaduto in SQ1 a Kimi Antonelli. Il pilota della Mercedes è finito largo nella ghiaia, danneggiando gravemente il fondo della sua monoposto e vedendo sfumare le possibilità di lottare per la pole position con il compagno di squadra. La Ferrari ha quindi azzardato con coscienza, montando la nuova specifica soltanto al momento delle qualifiche per minimizzare l’esposizione ai rischi.
La Sprint Race delle 12:00 come test per il parco chiuso
La gara breve di domani, in programma alle 12:00, diventerà un fondamentale laboratorio in pista per valutare il comportamento del fondo sulla distanza. I 100 chilometri della Sprint permetteranno agli ingegneri di verificare l’efficienza aerodinamica, il bilanciamento a serbatoi pieni e la gestione del degrado gomma su entrambe le monoposto.
Il regolamento sportivo consente alle squadre di intervenire sugli assetti al termine della gara breve, riaprendo il parco chiuso prima delle qualifiche ufficiali per la gara di domenica. Questo elemento offre a Hamilton una concreta possibilità di riscatto: la mini gara servirà a raccogliere dati reali per correggere le tarature e azzerare i problemi riscontrati con la mescola morbida. Se il nuovo fondo confermerà la bontà dei dati teorici sul passo gara, i tecnici potranno deliberare le modifiche necessarie per riallineare le prestazioni del britannico a quelle mostrate da Leclerc.
La griglia di partenza completa per la mini gara
Lo schieramento di partenza per la gara Sprint delinea valori in campo estremamente livellati tra le prime quattro scuderie della griglia. In pole position scatterà la Mercedes di George Russell, affiancata in prima fila dalla McLaren di Lando Norris. La seconda fila si apre con il terzo tempo della Ferrari di Charles Leclerc, distante appena 55 millesimi dalla vetta, seguito dalla seconda McLaren guidata da Oscar Piastri.
In terza fila prenderà il via Kimi Antonelli su Mercedes, quinto nonostante i danni al fondo riportati nel primo taglio della qualifica, affiancato dalla Red Bull di Max Verstappen, solo sesto sul circuito di casa. Lewis Hamilton scatterà dalla settima posizione sulla seconda Ferrari, precedendo l’Alpine di Pierre Gasly in ottava piazza. A chiudere le prime dieci posizioni della griglia figurano l’Audi di Gabriel Bortoleto al nono posto e la Racing Bulls di Arvid Lindblad al decimo.
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