Il paradosso della nuova F1: in qualifica meglio la costanza a ritmo ridotto che andare al limite

Leclerc: "Era uno dei miei punti di forza". La Formula 1 ha bisogno di un cambiamento veloce

Il paradosso della nuova F1: in qualifica meglio la costanza a ritmo ridotto che andare al limite

Quanto abbiamo visto nelle qualifiche del Gran Premio di Cina ha dimostrato ancora una volta come la Formula 1 del 2026 sia necessariamente da cambiare. Così come accaduto a Melbourne, anche il sabato di Shanghai ha visto la Mercedes primeggiare incontrastata, con Kimi Antonelli in pole position davanti a George Russell e alle due Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Questo risultato è figlio della straordinaria efficienza delle power unit di Brackley/Brixworth, che nel lungo rettilineo cinese riescono a infliggere distacchi pesanti a tutta la concorrenza. Nemmeno la vettura costruita a Maranello, pur essendo certamente di alto livello sotto il profilo telaistico e nella percorrenza dei curvoni veloci, riesce a colmare il gap motoristico che si palesa quando conta solo la spinta pura.

Rispetto all’Albert Park, il fenomeno del Super Clipping è apparso meno evidente, un dato ampiamente previsto vista la diversa configurazione del tracciato. Rimane un grandissimo “però” che non può che far storcere il naso agli appassionati storici, quelli che masticano corse da tempo e non i neofiti che, purtroppo per loro, si sono avvicinati a questo sport solo grazie ai social network e alle narrazioni fittizie create da Drive to Survive. La qualifica, il momento della verità per eccellenza, è ancora una volta finita nel mirino delle critiche, e sono gli stessi piloti a non riuscire più a nascondere il proprio malessere di fronte alle incongruenze di questa nuova era regolamentare.

Cos’è il Super Clipping e perché condiziona le prestazioni

Per comprendere appieno la frustrazione che serpeggia nel paddock, bisogna spiegare cosa sia tecnicamente il Super Clipping, il vero “fantasma” di questo regolamento 2026. Con l’introduzione delle nuove power unit, dove la ripartizione tra parte termica ed elettrica è praticamente paritaria (50/50), la gestione dell’energia è diventata il fattore predominante. Il clipping tradizionale avviene quando la parte elettrica smette di spingere a fine rettilineo perché la batteria è scarica o ha raggiunto il limite di erogazione per quel giro.

Il Super Clipping è l’esasperazione di questo concetto: a causa di un software che deve centellinare ogni singolo Joule per evitare di restare a secco di energia, la vettura taglia drasticamente la potenza molto prima della staccata. In termini visivi, è come se la monoposto frenasse in pieno rettilineo mentre il pilota tiene ancora il piede sull’acceleratore. Questo fenomeno livella le prestazioni e impedisce di vedere chi, con le proprie abilità, riuscirebbe a staccare dieci metri dopo l’avversario.

La nostalgia di Leclerc: “Il limite era uno dei miei punti di forza”

Charles Leclerc ha chiuso al quarto posto le qualifiche di oggi. Il pilota della Ferrari, pur avendo massimizzato il pacchetto a disposizione, ha ammesso quanto sia diventato alienante guidare queste vetture nel giro secco: “Queste macchine in qualifica vanno capite, paga più la costanza, non parlo di perfezione, perché devi essere sotto il limite ed essere costante, mi dispiace perché era una delle mie forze in passato, ma credo che si possa cambiare qualcosa in futuro”.

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La speranza del monegasco è la medesima di ogni vero appassionato: che il pilota, quantomeno in qualifica, torni al centro della scena, risultando decisivo grazie a staccate all’ultimo e alla padronanza del mezzo al limite estremo. Con l’attuale regolamento, invece, chi guida viene declassato a semplice gestore di flussi energetici, anche nel momento in cui dovrebbe dare tutto per un posto al sole in griglia di partenza.

Tutto questo si riflette inevitabilmente sulla domenica. Ad oggi, conta molto di più come si parte rispetto alla posizione occupata in griglia, poiché la gestione della batteria permette recuperi che hanno poco di sportivo. Lo abbiamo notato chiaramente nella Sprint Race di oggi: un continuo scambio di posizioni che non dipendeva dal talento nel sorpasso, ma semplicemente da dove la batteria della vettura che precedeva decideva di scaricarsi.

Sì, i piloti ci hanno messo del loro, ma in misura troppo ridotta rispetto al passato. Sono condannati da monoposto che devono essere “accompagnate” in ogni curva per non incappare nel Super Clipping a fine rettilineo. Questo sistema crea uno spettacolo artificiale, quasi programmato a tavolino dai software di simulazione. È un approccio che FIA e Formula 1 devono necessariamente riconsiderare se vogliono restituire un briciolo di credibilità agonistica a questa categoria.

Non si può pensare esclusivamente allo show ignorando l’anima della competizione. È mai possibile che i vertici del Circus non si rendano conto che rendere i piloti schiavi del risparmio elettrico svilisce il prodotto finale? Noi crediamo che la consapevolezza ci sia, e la speranza è che già da lunedì, una volta spenti i riflettori sul Gran Premio di Cina, si inizi a discutere seriamente su come rimescolare le carte in tavola.

Serve un regolamento che permetta quantomeno di sprigionare la potenza senza calcoli matematici castranti durante il giro veloce. La Formula 1 deve tornare a essere il luogo dove chi rischia di più viene premiato dal cronometro, non dove vince chi ha il software di gestione della batteria più conservativo.

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