Formula 1 | Ferrari, Vasseur: “In Cina difficoltà molteplici per la presenza della Sprint Race”
"In Australia siamo andati bene, ma c'è tanto lavoro da fare", ha detto il francese
A pochi giorni di distanza dal debutto stagionale sul suolo australiano, il Circus della Formula 1 prosegue la sua permanenza nella regione Asia-Pacifico per fare tappa a Shanghai. Il Gran Premio di Cina, secondo appuntamento del mondiale 2026, non rappresenta solo una sfida tecnica su uno dei tracciati più iconici del calendario moderno, ma segna anche il debutto stagionale del format Sprint (ne avremmo fatto volentieri a meno, ndr). Per la Ferrari, così come per l’intera griglia, si tratterà di un battesimo del fuoco: è infatti la prima volta che il format veloce viene applicato alla nuova generazione di monoposto, caratterizzata da una complessità sistemistica senza precedenti.
L’introduzione della gara breve in un momento di così profondo cambiamento regolamentare riduce drasticamente i margini di manovra. Con una sola ora di prove libere a disposizione, la capacità di ottimizzare l’assetto della vettura diventa un esercizio di precisione assoluta. Shanghai, con le sue caratteristiche peculiari e un asfalto che richiede una comprensione immediata, sarà il terreno ideale per valutare quanto le squadre abbiano compreso il comportamento dei nuovi pacchetti aerodinamici e, soprattutto, dei sistemi di gestione dell’energia.
Ferrari seconda forza: una base solida contro un regolamento critico
L’esito della prima gara a Melbourne ha consegnato agli archivi una gerarchia iniziale piuttosto definita, che vede il team di Maranello in una posizione di rilievo. La Ferrari è stata nettamente la seconda forza in pista in Australia. In una fase nella quale la Formula 1 è costretta, giustamente, ad affrontare critiche a mai finire per un regolamento tecnico che sembra fare acqua da tutte le parti, la Scuderia sembra abbia dato le prime risposte positive dopo i disastri dello scorso anno. La Mercedes è ancora la più forte, ma il telaio della SF-26 è al livello della W17. Sulla power unit e tutte le questioni energetiche, cose di cui purtroppo siamo costretti a parlare per via di questo regolamento, c’è ancora da lavorare, ma la base è certamente solida.
Questo scenario pone la SF-26 in una condizione di cacciatrice: se il telaio ha dimostrato di avere una reattività e un bilanciamento paragonabili alla migliore concorrenza, resta l’incognita legata all’efficienza del recupero energetico e alla sua erogazione lungo i 5,4 chilometri del tracciato cinese, specialmente in configurazione qualifica. In un regolamento claudicante per via dell’eccessiva dipendenza dalla componente elettrica, Ferrari ha scelto una strada pragmatica, puntando su una piattaforma solida che possa essere affinata gara dopo gara.
Le insidie tecniche dello Shanghai International Circuit
Il tracciato di Shanghai è universalmente riconosciuto come uno dei più completi e impegnativi. Il suo layout, che ricalca simbolicamente l’ideogramma cinese “shang” (verso l’alto), mette a dura prova ogni componente della vettura. La curva 1 è iconica: un lunghissimo tornante verso destra che si chiude progressivamente su se stesso, e richiede una precisione millimetrica in inserimento e una gestione magistrale del sottosterzo.
Con le vetture 2026, l’attenzione si sposta sensibilmente verso l’ultimo settore. Qui domina il rettilineo di oltre 1,3 chilometri, uno dei più lunghi dell’intero mondiale, che culmina nella violenta staccata di curva 14. È proprio in questo tratto che i nuovi sistemi di aerodinamica attiva giocheranno un ruolo cruciale: la capacità di ridurre la resistenza all’avanzamento (Drag) senza compromettere la stabilità sarà fondamentale per massimizzare la velocità di punta. Allo stesso tempo, la ripartizione tra potenza termica ed elettrica sarà messa molto sotto stress; i piloti dovranno gestire (uff) con estrema cura le fasi di attacco e difesa per evitare di trovarsi senza spinta elettrica proprio nei momenti decisivi del sorpasso.
GP Cina, Ferrari: la ricetta di Fred Vasseur
In un fine settimana Sprint, il lavoro svolto a casa assume un valore quasi superiore a quello svolto in pista. Senza il tempo materiale per effettuare prove comparative di assetto tra il venerdì e il sabato, i dati raccolti al simulatore di Maranello rappresentano la bussola per i tecnici della Scuderia. La preparazione “virtuale” dovrà essere pressoché perfetta per consentire a Charles Leclerc e Lewis Hamilton di trovare immediatamente il feeling necessario nelle uniche libere del venerdì mattina.
Il team principal della Ferrari, Fred Vasseur, ha analizzato così la sfida che attende la squadra a Shanghai: “Affrontiamo la trasferta in Cina immediatamente dopo l’impegno di Melbourne, e si tratta di un appuntamento che ci pone davanti a difficoltà differenti sotto molteplici aspetti. Essendo un weekend caratterizzato dal format Sprint, il tempo effettivo per intervenire sulle monoposto in pista sarà ridottissimo; questo elemento eleva drasticamente l’importanza di tutta la fase preparatoria portata avanti a Maranello, specialmente per quanto riguarda il lavoro al simulatore”.
“Ci troviamo ancora nelle fasi iniziali di questa nuova epoca della Formula 1: le vetture del 2026 rappresentano un salto generazionale rispetto a quelle che abbiamo visto fino a poco tempo fa, e ogni singola sessione ci offre la possibilità di apprendere nuovi dettagli su come ottimizzarne la gestione, sia per quanto concerne il set-up meccanico sia per l’utilizzo dell’energia. In Australia abbiamo raccolto riscontri positivi, ma restiamo consapevoli che la concorrenza è agguerrita e il lavoro da svolgere è ancora parecchio. A Shanghai il nostro traguardo è proseguire in questo percorso di crescita, accumulare informazioni preziose e mantenere la massima concentrazione, con l’obiettivo di concretizzare un fine settimana lineare e privo di errori in ogni sua fase”.
Il programma del weekend
Il serrato programma di Shanghai inizierà venerdì con l’unica ora di prove libere (FP1) alle 11:30 locali (4:30 italiane). Nel pomeriggio, alle 15:30 (8:30 in Italia), scatteranno le Sprint Qualifying, che definiranno l’ordine di partenza per la gara veloce di sabato mattina. La Sprint Race si disputerà sulla distanza di 19 giri (circa 103 km) alle 11:00 locali (4:00 italiane).
Anche quest’anno resta la possibilità per i team di intervenire sulle vetture dopo la Sprint per preparare le qualifiche ufficiali del Gran Premio, previste per sabato pomeriggio alle 15:00 (8:00 italiane). Infine, domenica la gara lunga prenderà il via alle 15:00 locali (8:00 italiane) per i canonici 56 giri.
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