Button: “Ho avuto una carriera così lunga perchè ho saputo adattarmi ai cambiamenti”

Sull'ultima gara in F1 che disputerà domenica ad Abu Dhabi: "Sarà speciale"

Button: “Ho avuto una carriera così lunga perchè ho saputo adattarmi ai cambiamenti”

La gara di Abu Dhabi, che si disputerà domenica sul tracciato di Yas Marina, sarà particolare per Jenson Button. Dopo 17 stagioni di militanza nel Circus, l’inglese saluterà la classe regina del motorsport continuando però a lavorare in McLaren dove sarà impegnato in qualità di ambasciatore ma anche come sviluppatore di vetture.

Una carriera intensa per Button, condita da 15 vittorie, 8 pole position e la conquista del titolo iridato con la Brawn GP nel 2009. Button ha parlato della sua esperienza nella top class, e non solo, in un’intervista rilasciata al sito ufficiale della Formula Uno.

Naturalmente ogni carriera è fatta di alti e bassi – ha dichiarato Jenson – Ho sempre preferito gli alti e bassi a una carriera anonima. Sostanzialmente si tende ad accantonare gli episodi negativi per ricordare solo quelli positivi. Naturalmente ricordo con piacere quando nel 2009 ho tagliato il traguardo di Interlagos che mi ha permesso di diventare campione del mondo. Ricordo anche la prima volta che ho guidato una monoposto di F1, un evento speciale che non si può dimenticare facilmente. Fu nel 1999 a Silverstone al volante di una McLaren. Un regalo che mi venne fatto per aver vinto il campionato di Formula Ford britannica”.

Sono rimasto per così tempo in Formula Uno – continua l’attuale pilota della McLaren – perchè sono stato in grado di adattarmi ai vari cambiamenti regolamentari che si sono susseguiti nel corso degli anni. Bisogna essere in gradi di farlo e soprattutto bisogna essere disposti ad apprendere sempre qualcosa di nuovo, perchè la Formula Uno è uno sport in continua evoluzione”.

Per sopravvivere nella “giungla” della Formula Uno, Button ha esternato i tratti essenziali che un pilota deve avere: “Essere disposto ad imparare, naturalmente anche la componente legata alla fortuna è importante. Ma in questo specifico caso, la fortuna bisogna sapersela costruire. Un pilota inoltre deve essere in grado di tessere le giuste relazioni tra le persone con cui condivide il box e i vari sponsor. E poi bisogna dimostrare di essere veloci in pista”.

Nella carriera di Button ha avuto un ruolo fondamentale il papà, scomparso due anni fa, che ha sempre seguito il figlio nelle varie tappe iridate: “Mio padre è stato speciale per me, mi ha trasmesso la passione per i motori. Lui ha corso nel rallycross e mi piaceva osservarlo. Mi piaceva l’attenzione che mi riservava quando salivo sul podio. Gli ultimi due anni senza di lui sono stati difficili. Ad Abu Dhabi per la mia ultima gara potrò contare sull’affetto di mia madre, delle mie sorelle e di tanti amici. Sarà un fine settimana speciale per il sottoscritto”.

In ambito sportivo, il campione del mondo 2009 ha le idee abbastanza chiare per il futuro: “Ci sono tante cose che vorrei fare. Voglio tentare di vincere il titolo di triathlon nella mia categoria di appartenenza, inoltre mi piacerebbe correre a Le Mans. Ma anche il rallycross è una categoria che figura tra le attività che ho in programma di svolgere”.

Piero Ladisa 

 

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1 commento
  1. calimero0123

    22 Novembre 2016 at 19:45

    Grande Button, ci mancherai

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