Trovato l’accordo sui motori tra FIA e costruttori: riduzione dei costi e fornitura a 12 milioni

Sembra definitivamente scongiurata l'ipotesi motore alternativo

Trovato l’accordo sui motori tra FIA e costruttori: riduzione dei costi e fornitura a 12 milioni

Chissà in quale meandro del proprio buon senso e con quale ingente sforzo la FIA e i principali costruttori presenti in F1 hanno trovato la forza di accordarsi relativamente alla polemica sui motori, esorcizzando definitivamente la bizzarra ipotesi di introdurre un motore clienti di cilindrata diversa dai V6 Hybrid delle case ufficiali.

Dalla riunione tenutasi a Ginevra dalla governance della F1, Strategy Group e Commissione F1, organi deputati a stabilire le regole principali dello sport de quo, non sono arrivati comunicati ufficiali ma le notizie raccolte dagli addetti ai lavori vanno tutte in una unica direzione: l’accordo tra FIA e motoristi è realtà.

La lunga querelle ha visto contrapposti i costruttori che tendevano a difendere l’attuale motorizzazione, compresi tecnologia e costi di fornitura, e la FIA intenzionata a operare un netto taglio delle spese in favore dei team più piccoli, schiacciati dal prezzo dei complessi motori ibridi.

A quanto pare i protagonisti del Circus hanno messo da parte le divergenze, incontrandosi a metà strada: i costruttori hanno accettato di semplificare alcune componenti delle PU, con conseguente riduzione dei costi di produzione e la FIA ha abbandonato l’idea di commissionare ad un motorista terzo la produzione del cd. motore alternativo. Il prezzo per la fornitura annuale, inoltre, sarà fissato a 12 milioni di euro, molti meno della ventina richiesti attualmente da Mercedes, Ferrari, Renault e Honda. Le nuove norme sui motori dovrebbero riguardare il triennio 2018-2020, mentre fino al 2017 le regole le power unit rimarranno invariate.

Antonino Rendina

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