Red Bull: un nuovo caso di mappature sospette?

Un video fa esplodere ipotesi e polemiche in rete

Red Bull: un nuovo caso di mappature sospette?

La Red Bull torna a far discutere. Osservando un video di Mark Webber al GP Canada, Cristiano Sponton ha notato che le gomme posteriori della Red Bull dell’australiano non lasciano sull’asfalto una traccia costante ed omogenea.

Dopo una prima fase in cui è omogenea, “la traccia si alterna con chiazze scure (evidente segno di pattinamento) e tracce meno scure come se qualcosa fosse intervenuto per limitare il pattinamento degli pneumatici” osserva Sponton.

La FIA l’anno scorso aveva inviato a tutti i team una chiarimento dopo che, la Red Bull e gli altri team Renault, erano stati trovati in qualifica con mappature del motore che riducevano la coppia ai medi regimi per alimentare il soffiaggio degli scarichi ed ottenere un sistema di controllo di trazione conforme al regolamento tecnico.

Una volta impossibilitata a sfruttare l’effetto degli scarichi in rilascio la Renault aveva estremizzato il concetto nella prima fase dell’accelerazione.

E’ noto che la Renault nei suoi motori spegneva (e probabilmente continua a spegnere) da quattro a sei candele per indurre la post-combustione negli scarichi ottenendo un aumento carico aerodinamico (l’effetto Coanda) riducendo il pattinamento delle gomme in uscita dalle curve lente.

Per limitare il questo fenomeno, la Federazione è intervenuta ponendo dei limiti sulla variazione di coppia (circa il 2% di tolleranza per regimi oltre 6000 giri).

L’altra ipotesi sullo strano pattinamento della Red Bull di Webber nel video è un fenomeno di risonanza sulla sospensione posteriore o nei pneumatici in fase di riaccelerazione. In seguito il fenomeno di risonanza sarebbe poi stato smorzato dagli ammortizzatori della Red Bull che essendo molto rigidi probabilmente impiegano un tempo maggiore per “assorbire” un fenomeno come questo.

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