Prost: “F1 danneggiata dalle critiche interne”

Secondo il quattro volte iridato il pubblico non è stato coinvolto a dovere

Prost: “F1 danneggiata dalle critiche interne”

La propaganda negativa attorno alle novità regolamentari di questa stagione rappresenterebbe la causa del netto calo di seguito della F1. A ribadirlo dopo averlo detto in tempi non sospetti il nostro Professor Alain Prost secondo cui l’errore sarebbe da ricercare alla base.

“Sinceramente mi ha dato molto fastidio sentire tante critiche provenienti dall’interno. In questo modo è stato diffuso un messaggio davvero poco positivo – ha affermato l’uomo immagine della Renault ad Autosport – La decisione di rivedere le regole era stata presa anni fa, seppur in un periodo economico diverso da quello attuale, quindi tutti avrebbero dovuto sostenere il progetto. Altro aspetto è che probabilmente non siamo riusciti a spiegare bene i motivi del cambiamento relativo al motore e al suo funzionamento per cui non c’è stata la reazione attesa. Ora la domanda è perché il pubblico non abbia mostrato lo stesso interesse alla tecnologia del passato. Se vi ricordate trent’anni fa quando vennero introdotte le macchine ad effetto suolo, il turbo e la fibra di carbonio il sentimento era di apertura verso la sperimentazione, oggi invece i segnali sono opposti ed è un peccato poiché la mossa fatta è quella giusta anche se non in maniera perfetta”.

Chiara Rainis

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8 commenti
  1. Jess

    30 Ottobre 2014 at 11:59

    Forse il pubblico è disinteressato non tanto per la scarsa apertura verso le novità tecnologiche (che trovo eccezionali), quanto per l’assurdità di un regolamento che impedisce di recuperare a chi parte male o sbaglia qualcosa nel progetto. Se il team che tifo a inizio stagione prende due secondi dai migliori e so già che non potrà apportare le modifiche necessarie per recuperare, che interesse vuoi che abbia a seguire le gare? Quest anno la formula 1 è pietosa per questo, si sa già, ad ogni gara, che a vincere sarà una mercedes. Le uniche volte che non è successo e stato un caso. Anni fa rivoltavano auto e motori se le prestazioni erano scarse, oggi i team che sono indietro iniziano a progettare la vettura per la stagione successiva già dopo 3 gare….

    • Federico Barone

      30 Ottobre 2014 at 12:03

      Nel mio altro post ho deciso di spararle un po’ grosse, di provocare. Naturalmente però sono d’accordo con quanto da te scritto.

    • grippato

      30 Ottobre 2014 at 13:47

      30 anni fa, signor Prost, le novità non venivano imposte dall’alto e considerate giuste a priori in questo modo.
      E non c’erano artifici inutili per vedere sorpassi o moivmentare le gare, come drs, cambio di mescola obbligatorio, parco chiuso, gomme di burro, cambi di mescola a stagione in corso ecc…

      Seconda cosa, mi dà parecchio fastidio essere considerato parte di una marmaglia di stupidi, infatti anche se tutto il paddock si fosse schierato tutto dalla stessa parte in pure stile regime dittatoriale, il pubblico che segue non è una schiera di burattini e sa riconoscere se un motore fa un rumore di mer da o emozionante (tanto per fare un esempio).
      Quindi ben venga l’auotcritica, altrochè, signor Prost.

      • grippato

        30 Ottobre 2014 at 13:57

        Tra l’altro sta cosa delle critiche interne mi pare non sia la prima volta che la tira fuori e comincia un po’ a seccarmi, francamente.

        Della serie, obbedire e silenzio, chi non è d’accordo s’adegua…
        Ma per favore.

      • stefanoabbadia

        30 Ottobre 2014 at 15:10

        Pienamente d’accordo con Jess e Gripato…aggiungo che 30’anni fa a guidare le allora F1 c’erano dei piloti veri..oggi a guidare ste cosette ci sono delle signorine anzi delle “f..hette”

  2. Federico Barone

    30 Ottobre 2014 at 12:01

    L’obiettivo (deciso da Mosley a suo tempo ed accettato dai teams) era la riduzione dei costi.

    Utopico secondo me farlo nei modi che erano stati pensati e poi infatti modificati, ma questo è un altro discorso ed io non sono la persona più prepararla per sostenerlo, prendetela come un’idea di un appassionato dalla poltrona.

    Utopico pure pensare che le regole stabilite potessero portare ad una riduzione dei costi, infatti credo di poter affermare che le case automobilistiche coinvolte nella creazione di queste PU (che trovo molto interessanti, anche se purtroppo il sound è quello che è… ma il mondo si evolve e penso che si digerirà anche questa, non dimenticando le emozioni degli aspirati – per quanto mi riguarda soprattutto i 12 cilindri, non i 10 e gli 8) abbiano investito – chi più, chi meno – delle montagne di denaro.

    Ora butto lì un altro concetto da bar, che non si sposa con la F1 attuale, succube degli introiti promessi e più o meno distribuiti da Bernie: se il premio in palio è 10, io sono disposto ad investire (per esempio) 8-9, in modo da guadagnare 2, in caso di vittoria. Se il premio in palio invece è 1000… ecco finite voi il calcolo. 😉

    Aggiungo un’altra (ma ho in mente di peggio) vaccata: 1 auto per team. Il costruttore guadagna comunque in caso di vittoria, ma la vittoria del pilota è – per il team – altrettanto importante: capite cosa voglio dire? Tutti contro tutti, senza strategie ed ordini di scuderia, ognuno fa del proprio meglio per battere tutti gli altri. Mi sembra più sportivo.

    Lo so: sono un po’ fuori…

  3. Controaltare

    30 Ottobre 2014 at 13:37

    Il fatto è che non si può avere contemporaneamente la botte piena e la moglie ubriaca…
    Se congeli il motore per contenere i costi, non puoi pretendere che il pubblico veda gare equilibrate ed entusiasmanti.
    Anni fa fece scalpore Ron Dennis quando disse che la Mc Laren aveva speso una montagna di soldi per far guadagnare 2 soli decimi ad Hamilton…
    In periodo di recessione non si possono sperperare soldi nello sport, deve essere brava la Federazione a trovare un compromesso o inventarsi qualche genialata per rialzare l’interesse del pubblico…

  4. Soichiro

    30 Ottobre 2014 at 14:11

    Sono anni che la storiella del contenimento dei costi viene usata come scusa per qualsiasi cosa.

    Negli ultimi dieci anni, quanto è durato il regolamento tecnico più longevo? 2-3 anni?
    Questo è contenimento dei costi?

    Ormai la massima espressione di competizione e di tecnologia non sono più di “casa F1”, ma di altre categorie…

    Ma solo in F1 c’è la crisi…

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