Nuova Ferrari F150: tra (poche) novità e (molte) aspettative

Nuova Ferrari F150: tra (poche) novità e (molte) aspettative

Finalmente, dopo due mesi e mezzo di digiuno invernale, possiamo parlare della stagione 2011.

L’inaugurazione della nuova annata si è svolta nel quartier generale della Ferrari a Maranello con la presentazione della neonata F150, la monoposto ‘destinata a vincere’ i campionati 2011 di Formula 1.

Il Presidente Montezemolo con Alonso e Massa

Come sappiamo, il nome della nuova Rossa è dedicato al 150° anniversario dell’unità d’Italia, che ricorre proprio quest’anno (1861-2011). Per celebrare questo avvenimento la Scuderia ha applicato il logo ‘ufficiale’ delle celebrazioni sulle paratie poste lateralmente alle pance della monoposto, e dipinto la parte posteriore dello stesso alettone con i colori della bandiera nostrana.

L'ala posteriore della F150 in onore dell'anniversario dell'unità d'Italia

Ci piace pensare che la scelta sia data dall’intenzione di far mostrare il più possibile l’alettone a chi sarà dietro le Rosse. Anche se, da un punto di vista televisivo, forse sarebbe stato più consono ‘abbellire’ la F150 con qualche dettaglio di maggior impatto. I loghi sulle paratie infatti non sono molto visibili da lontano. Per esempio, sarebbe stato carino porre un tricolore sotto il classico Scudetto ad altezza abitacolo. Ma tant’è, sono assolutamente dettagli.

La presentazione della F150 era stata preceduta da bozzetti e voci che parlavano di una vettura rivoluzionaria, un taglio netto con il passato. Così non è stato, anzi. La F150 pare, alla prima occhiata, un’evoluzione della precedente Rossa, la F10, rivista in chiave 2011 per quanto riguarda i nuovi regolamenti.

Il mito della F10 poco competitiva
Partiamo con l’analisi della nuova nata sfatando un mito che aleggia dalla fine del Mondiale 2010 (Abu Dhabi è stata dura da digerire). Il mito in questione è quello di una F10 terza forza del Mondiale, dietro la Red Bull (e qui ci siamo), ma dietro anche alla Mclaren. Non scherziamo.

La F150 è, in gran parte, un’evoluzione della F10. E questo è dato dal fatto che la vettura 2010 è stata una Signora monoposto. Tra le tre di testa, sicuramente la più affidabile. Non al livello prestazionale della Red Bull in prova (come non lo era la Mclaren) ma in gara non così tanto lontana.
La vera differenza in classifica costruttori 2010 è data dal Mondiale sottotono di Massa, sia rispetto alla Red Bull che alla Mclaren. Le altre due big hanno portato, infatti, entrambi i piloti sopra i 210 punti (256+242 e 240+214), mentre la Ferrari si è fermata a 252+144.

Se aggiungiamo un’ipotetica settantina di punti anche a Massa nella classifica costruttori avremmo avuto la Red Bull a 498 punti, la a Ferrari a 466 (invece di 396), e infine Mclaren 454. Ecco la vera discriminante.

LA F150

Confronto frontale tra la F10 (a sinistra) e la F150

Solo vedendo la nuova Rossa coperta dal telo si intuiva la prima novità rispetto alla F10: il muso, infatti, è stato rialzato di qualche centimetro e il suo andamento è stato rivisto. Non è più scavato e discontinuo (dritto in partenza e spiovente verso la fine), ma ha un andamento lineare. Di conseguenza, essendo stata rialzata tutta la parte anteriore, anche la geometria delle sospensioni è stata adattata, soprattutto per quanto riguarda i triangoli inferiore e superiore. L’ala anteriore mostrata alla presentazione è quella del 2010. La pretattica in questi casi è, ovviamente, obbligatoria. Rimanendo in tema di telaio/monoscocca, la sezione frontale delle pance è stata ridisegnata ed è più simile a quelle viste su Red Bull, Mclaren e Mercedes nel 2010. Le ‘bocche’ sono più strette verticalmente e leggermente più larghe, e hanno permesso agli ingegneri di scavare maggiormente la parte inferiore, al fine di migliorare i flussi d’aria verso la parte posteriore. La superficie superiore delle pance, ‘bombata’ nel 2010, ora è lineare e dà l’idea di un leggero maggior ingombro. Vista la presenza del Kers, al suo ritorno, è comprensibile. La presa d’aria del motore non è più ovale ma tonda (come quella della RB6). La zona chiamata ‘coca-cola’ è stata rastremata ulteriormente rispetto alla F10, ma non pare essere ancora al livello della Red Bull. Altre due differenze novità sono l’eliminazione della pinna sul cofano motore, protagonista dell’F-duct nel 2010, e il diffusore versione standard, dopo il tormentone del double-decker del 2009. Sono state riviste completamente le sospensioni posteriori. Attualmente il sistema utilizzato è il push-rod, ma Nick Tombazis ha dichiarato che sono stati previsti diversi progetti. Pertanto, è possibile durante l’anno vedere anche delle diverse soluzioni, magari in relazione al tipo di tracciati sui quali si correrà durante la stagione. In generale, comunque, niente di veramente innovativo ma solo degli adeguamenti dati dalle modifiche di regolamento e dalla necessità di trovare un miglior bilanciamento, soprattutto all’anteriore.

Non è ancora la vera F150
Ci siamo soffermati, nell’elencare le modifiche a questa monoposto, alle zone che possiamo definire già ‘definitive’. Sospensioni anteriori, scocca, ingresso delle pance. Per quanto riguarda ali e appendici varie, come sappiamo durante presentazioni si cerca sempre di nascondere, per quanto possibile, le carte. Come già detto, infatti, l’ala anteriore vista a Maranello è ancora quella del 2010, e quella nuova verrà utilizzata presumibilmente durante i test di Valencia di settimana prossima. Aldo Costa ha dichiarato che della monoposto vista oggi non rimarrà moltissimo alla prima gara del Mondiale, soprattutto per quanto riguarda la carrozzeria. Decisivi saranno i test, con le indicazioni sulle nuove gomme Pirelli.

Altri confronti

F10 (in alto) contro F150 (in basso)

Dal confronto laterale con la F10 emergono le modifiche all’altezza del muso e delle pance e la riduzione della carrozzeria nella zona coca-cola. Gli scarichi, invece, erano già stati abbassati a giugno 2010. Si nota anche come sia posizionato leggermente più in alto il poggiatesta all’interno dell’abitacolo. E’ stato lo stesso Aldo Costa a dichiarare, infatti, che il baricentro della vettura è stato leggermente alzato, anche in considerazione del ritorno del Kers che, assieme ai serbatoi maggiorati nel 2010, ha costretto a trovare ‘spazio’ per ospitare, all’interno della monoposto, tutti i dispositivi necessari.

Il confronto dall'alto tra la F10 (sopra) e la F150 (sotto)

Dal confronto dall’alto non emergono grosse differenze. A parte la posizione dell’abitacolo leggermente più avanti, l’attacco degli specchietti (modificato in corsa nel 2010) e la posizione degli scarichi diversa (come si diceva prima), l’unica nota è l’attacco delle sospensioni posteriori, più in avanti rispetto alla F10. In generale, questa è la vista che mostra il minor numero di differenze rispetto al passato. Si nota comunque che, nonostante il Kers, le pance non hanno subìto grandi cambiamenti in termini di ingombro laterale: com’era stato, per esempio, tra la F2008 e la sfortunata F60. F60 che è tornata alla memoria di alcuni appassionati con un certo timore, a causa di una ventilata somiglianza con la nuova nata. Ci sentiamo di rassicurare i Ferraristi postando questo confronto (la prospettiva non è identica ma le differenze sono abbastanza chiare)

La F60 del 2009 a confronto con la F150

Cancellare Abu Dhabi
La delusione di fine 2010 non è stata digerita. Si è capito chiaramente dalle dichiarazioni di Stefano Domenicali e del Presidente Montezemolo. Il quale, durante la cerimonia, si è reso protagonista di più di una gaffe. Oltre a ricordare la F2002 come la vettura intitolata all’Avvocato Gianni Agnelli (quando la monoposto invece era la F2003-GA), ha anche parlato del 2009 (e invece era quello appena passato) come l’anno in cui Felipe Massa ha lasciato correre il ‘fratello’. Battuta non carina nei confronti di Felipe, il quale si sarà sentito già sotto pressione ancor prima di cominciare. Così come non è mancata, per il secondo anno di fila, la frecciatina a Schumacher: ricordato come, citando l’Avvocato, ‘caro..non solo in senso affettivo’. Forse bisognerebbe iniziare a guardare un po’ di più al futuro e meno al passato, esattamente com’è stato fatto nella carrellata di immagini relative ai Mondiali della Rossa in cui, stranamente, dello stesso Schumacher si sono notate poche istantanee, di Kimi Raikkonen (ultimo titolato Ferrarista) non si è vista nemmeno l’ombra mentre, di Alonso, sono state mostrate tutte le vittorie del 2010. Visto che si trattava di una carrellata relativa ai Mondiali vinti, ci viene il dubbio che la clip sia stata montata poco prima di Abu Dhabi e, forse, si spera che possa essere di buon auspicio per il 2011.

Concludendo
Per come si è concluso il Mondiale 2010 la Ferrari è obbligata a dimostrarsi vincente (da subito) per cancellare le scorie di una sconfitta davvero pesante da digerire. La base dalla quale si parte è sicuramente buona, come abbiamo ricordato la F10 tra le squadre di vertice è quella che ha mostrato la migliore affidabilità. Per certi versi la vettura, ammesso che rimanga allo stesso livello di competitività e appunto affidabilità (oggi la F150 ha percorso un centinaio di Km a Fiorano con Alonso, senza problemi), potrebbe essere il fattore meno preoccupante. Quello che conterà molto, questa stagione, sarà sbagliare poco in pista e al muretto. E mostrare il tricolore dall’ala posteriore spesso e volentieri agli altri contendenti per il titolo.

Alessandro Secchi
F1Grandprix.it

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