F1 | Mercedes, Wolff avverte: “Aspettiamoci attacchi politici dagli altri team”
"I fatti dicono che la W17 è un progetto attualmente vincente", ha detto Toto a L'Equipe
Il mondiale di Formula 1 2026 si è aperto sotto il segno di una superiorità che ricorda i momenti più splendenti dell’era ibrida per la Mercedes. Con due doppiette consecutive ottenute nei primi due appuntamenti stagionali, la scuderia di Brackley ha messo in chiaro che il lavoro svolto sulla nuova generazione di monoposto e, soprattutto, sulla power unit progettata a Brixworth, ha generato un vantaggio competitivo tangibile. La W17 non è solo una vettura veloce sul giro secco, ma si sta dimostrando un pacchetto estremamente solido, capace di gestire le nuove variabili tecniche imposte dal cambio regolamentare con una disinvoltura che spiazza la concorrenza.
Il fulcro di questo dominio risiede nelle prestazioni del motore a combustione interna e nella gestione dell’energia elettrica. In fondo ai rettilinei, la spinta dell’unità motrice Mercedes appare superiore a quella dei rivali, permettendo ai piloti di difendere la posizione o di sferrare attacchi senza intaccare eccessivamente le riserve energetiche. La Ferrari, con la sua SF-26, sembra essere l’unica forza in grado di impensierire i leader, ma lo fa con armi differenti. Se il telaio di Maranello brilla per efficienza nelle percorrenze in curva, dimostrando un ottimo bilanciamento meccanico e aerodinamico, la Mercedes risponde con una velocità di punta che, al momento, garantisce un margine di sicurezza fondamentale nella gestione della gara.
Le parole di Toto Wolff sulla competitività e le manovre politiche
Nonostante l’entusiasmo per i risultati ottenuti in pista, l’ambiente all’interno del box Mercedes resta vigile. Il team principal Wolff sa bene che in Formula 1 il successo attira inevitabilmente attenzioni non sempre gradite sotto il profilo politico. La storia di questo sport insegna che, quando un team scava un solco profondo rispetto agli inseguitori, iniziano a muoversi i meccanismi volti a limitarne la supremazia tramite chiarimenti regolamentari o modifiche procedurali.
In merito alla situazione attuale, Toto ha analizzato il momento della squadra parlando a L’Equipe: “Attualmente disponiamo di una monoposto competitiva che, in questo frangente del campionato, ha tutte le carte in regola per puntare alla vittoria. Sarà interessante osservare quali manovre politiche verranno tentate nelle prossime settimane e nei mesi a venire per contrastarci. Per ora, i fatti dicono che la W17 è un progetto vincente”.
Il nodo del rapporto di compressione e il rapporto con la FIA
Uno dei temi più caldi emersi già durante i test pre-stagionali in Bahrain riguarda il rapporto di compressione della power unit tedesca. Gli altri competitor hanno sollevato dubbi sulla conformità di alcune soluzioni adottate dai tecnici di Brixworth, ipotizzando che la Mercedes possa aver trovato una zona grigia nel regolamento per ottenere cavalli extra. Wolff, visibilmente infastidito dalle illazioni, in Bahrain voluto precisare come il dialogo con la Federazione sia stato costante durante tutta la fase di progettazione del propulsore.
“In questo ambiente le certezze non esistono mai e le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Durante l’intera fase di progettazione del nostro motore, abbiamo mantenuto la FIA costantemente informata su ogni singola decisione intrapresa, ed è esattamente ciò che abbiamo continuato a fare. Abbiamo ricevuto rassicurazioni ufficiali sul fatto che ogni nostra soluzione sia pienamente conforme alle norme vigenti”.
“Non stiamo parlando di un incremento prestazionale monumentale, eppure credo che alcuni dei nostri rivali si siano sentiti in svantaggio e abbiano esercitato pressioni sulla Federazione per un lungo periodo. Noi riponiamo la massima fiducia nel comitato consultivo che si occupa delle unità motrici, staremo a vedere gli sviluppi futuri”.
Il manager austriaco, ricordiamo, ha espresso una certa perplessità sulla velocità con cui alcune tematiche sono diventate di dominio pubblico, citando sempre durante i test del Bahrain anche indiscrezioni giornalistiche che sembravano anticipare le mosse della FIA: “Devo ammettere che l’andamento delle ultime settimane mi ha lasciato piuttosto perplesso su come si sia giunti a questa situazione, considerando che fino a venerdì scorso il problema sembrava non esistere affatto”.
“Mi è capitato di leggere un articolo su un portale web italiano che anticipava imminenti cambiamenti regolamentari, il che mi ha portato a chiedermi se non avremmo dovuto riceverne notizia anche noi per vie ufficiali. Stiamo discutendo di una differenza di potenza minima, nell’ordine di un paio di cavalli, una quantità quasi insignificante. Il vero punto della questione è il precedente che si andrebbe a stabilire e le implicazioni tecniche impreviste che potrebbero derivarne”.
Le accuse di illegalità e il clima nel paddock
La tensione si estende anche alla composizione chimica del carburante utilizzato dalla Mercedes. Nel paddock di Sakhir sono circolate voci insistenti su presunte irregolarità che Wolff ha prontamente bollato come tentativi di destabilizzazione privi di fondamento.
“In questo circo si assiste a un continuo gioco di specchi dove si cerca di trarre in inganno il prossimo e si viene a propria volta ingannati; ormai nulla può più stupirmi. Gli equilibri possono mutare in un istante: una posizione espressa ieri può essere ribaltata oggi senza troppi complimenti. Credo che ci sia stato un eccesso di fervore nel giudicare le performance dei team spinti dal nostro motore. Probabilmente qualche collega ha temuto di trovarsi in una posizione scomoda, ma non ritengo che la realtà sia così drammatica”.
“Vedremo cosa emergerà dai prossimi test, in attesa di qualche altro colpo di scena imprevedibile. Ci è stato riferito che il nostro rapporto di compressione sarebbe fuori norma, ma si tratta di una sciocchezza colossale. Adesso emerge una nuova teoria secondo cui il nostro combustibile sarebbe irregolare. Non ho idea di chi alimenti queste narrazioni, ma continuano a essere diffuse con insistenza. Domani, con ogni probabilità, se ne inventeranno una diversa. Non trovo altre definizioni: è un’altra sciocchezza colossale. Parliamo di processi tecnici estremamente articolati, ma lo spazio di manovra per lavorare correttamente esiste”.
La battaglia politica sull’ADUO e l’ICE Performance Index
Il protocollo ADUO è un sistema di bilanciamento delle prestazioni basato sull’ICE Performance Index. Questo indice misura con estrema precisione l’efficienza dei motori a combustione interna e prevede un meccanismo di “concessioni” per chi si trova in difficoltà.
Secondo il regolamento 2026, se un costruttore accusa un distacco prestazionale superiore al 2% rispetto al motore di riferimento, ruolo attualmente ricoperto dalla Mercedes, ottiene il diritto di introdurre aggiornamenti tecnici extra durante l’anno per tentare di recuperare il gap. Questa norma è stata introdotta per evitare che un singolo produttore possa dominare incontrastato l’intero ciclo regolamentare, garantendo al contempo lo spettacolo e l’appetibilità commerciale della serie.
In questo scenario, la Mercedes si trova in una posizione di isolamento. La superiorità del propulsore di Brixworth è tale da rendere quasi tutti gli altri motoristi idonei a ricevere questi aiuti. Per Mercedes e per i suoi team clienti (McLaren, Aston Martin e Alpine), l’attivazione anticipata del protocollo ADUO rappresenta una minaccia diretta, poiché permetterebbe agli avversari di correggere i propri difetti senza attendere la stagione successiva.
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