F1 | Ferrari, Hamilton: “Leclerc pensa ‘O vinco io o non vince nessuno’, e non va bene”
"Il ragazzo ha 28 anni, quindi non è questione di età ma di mentalità. Abbiamo servito la vittoria a Max", ha detto Lewis

È ovviamente deluso Lewis Hamilton per la mancata vittoria in Messico. Il pilota della Ferrari è arrivato secondo, ma aveva tutte le carte in regola per vincere dopo una buona partenza dalla pole position, con una SF-26 finalmente competitiva. Il sette volte campione del mondo ha dovuto fare i conti, ancora una volta, con l’esuberanza di Leclerc, partito benissimo ma che ha voluto eccedere nelle prime curve, attaccando due volte il compagno di squadra e finendo largo, rovinando la gara di entrambe le Ferrari.
Una situazione che fa il paio con quanto accaduto a Monza, quando Leclerc aveva tirato la staccata alla Prima Variante contro Hamilton, buttandolo fuori pista, per poi andare a sbattere alla Parabolica pochi chilometri dopo. Fred Vasseur ha rotto il silenzio e sbottato nel dopo gara, mentre Hamilton, incalzato in conferenza stampa, non si è sottratto alle domande dei giornalisti.
“Abbiamo servito la vittoria a Max su un piatto d’argento”
Riassumendo la propria gara, Hamilton ha descritto con amarezza quanto accaduto nei primi giri: “È stata una gara molto movimentata. Ho fatto una buona partenza e credo che oggi avessimo la macchina per vincere. Avevamo la vettura per chiudere tranquillamente primo e secondo, ma a causa dei primi due tornanti questa opportunità è svanita. Praticamente abbiamo servito la vittoria su un piatto d’argento a Max, e a quel punto a loro è bastato mantenere la posizione, cosa che hanno fatto molto bene. È un vero peccato perché abbiamo perso punti preziosi per la squadra: è una situazione che dovremo approfondire a porte chiuse”.
Sul motivo per cui, una volta ceduta la testa della corsa a Verstappen, non ci sia più stata possibilità di reazione, Hamilton ha puntato il dito contro un aspetto tecnico del regolamento: “A quel punto non importava nemmeno più essere sorpreso. Avevamo lasciato passare Max e la gara era compromessa: qui non si può sorpassare. Credo sia qualcosa su cui la FIA debba intervenire, ed è piuttosto grave”.
“Abbiamo questo taglio di potenza alla fine del rettilineo, oltre il quale non puoi superare una certa velocità, quindi tutti si accodano. È la cosa più sciocca del mondo quando sei dietro e hai un po’ di potenza in più grazie alla scia: dovresti poter affiancare l’avversario per avere una chance di sorpasso. È probabilmente la peggiore mappatura ed erogazione del motore che questo sport abbia mai avuto, e non favorisce lo spettacolo in pista. Oggi, infatti, non avete visto molti sorpassi”.
Hamilton: “Serve una regola d’ingaggio scritta”
Dopo Monza, Hamilton aveva già chiesto alla squadra una regola d’ingaggio scritta tra i piloti. A distanza di settimane, il tema è tornato d’attualità: “Non so cosa debba succedere ora, o come discuteremo delle cose una volta tornati alla base. La frustrazione nasce da oggi. Sono felice perché questo ragazzo ha appena vinto il campionato, quindi ho sentimenti contrastanti: da un lato sono felice, dall’altro sono davvero incazzato nero. Abbiamo perso punti preziosi dopo aver lavorato duramente come squadra”.
“Oggi avremmo potuto fare tranquillamente una doppietta, avevamo il passo per farlo: eravamo primo e secondo a curva 4. Se avessimo mantenuto le posizioni, in gara può succedere di tutto, ma quando il tuo compagno di squadra rema contro e perdi posizioni in quel modo, è indubbiamente dura. Non abbiamo regole d’ingaggio, e non so se questo cambierà qualcosa dal lato di Charles, ma qualcosa deve cambiare di sicuro”.
Il confronto con i compagni del passato
Interrogato sul paragone con i duelli avuti in carriera, da McLaren fino a Nico Rosberg in Mercedes, Hamilton ha spiegato come il principio di fondo resti lo stesso: “Credo che la cosa fondamentale da ricordare, e forse arriva con l’età, è che ogni decisione presa nell’abitacolo si ripercuote su tutte le persone che lavorano dietro le quinte. Il gioco di squadra fa parte del nostro lavoro e del nostro contratto. In passato ho avuto lotte ravvicinate con i miei compagni, e non sempre si riesce a gestirsi alla perfezione, ma nove volte su dieci dovremmo esserne capaci”.
Sul confronto specifico con il periodo Mercedes, il britannico ha escluso differenze sostanziali: “Ho vissuto momenti decisamente peggiori in Mercedes, ma non vedo differenze enormi. Penso che Fred stia facendo del suo meglio: è venuto a parlarmi prima della gara e credo fosse nervoso, perché vuole che entrambi i piloti vadano bene. Se arrivo da dietro e mi assumo tutti i rischi facendo perdere punti alla squadra, devo renderne conto, perché la cosa si ripercuote su molte persone. Ma nel caso opposto, ero in testa, ed è stato semplicemente inutile. Oggi avremmo potuto conquistare la doppietta, il che sarebbe stato grandioso per la squadra e per chi lavora in fabbrica per portarci gli aggiornamenti”.
Hamilton si riferisce a Leclerc: “Non è una questione di età, ma di mentalità”
Alla domanda se l’inesperienza di Leclerc, mai prima impegnato in una lotta diretta per vittorie e doppiette con un compagno di squadra, possa aver influito sulla decisione presa in pista, Hamilton ha offerto una lettura diversa: “Prima di arrivare in questa squadra, quando ero in Mercedes, ho osservato i battibecchi tra Charles e Carlos in diverse gare, in cui litigavano al punto che il pilota davanti finiva per allontanarsi, pur avendo il passo per vincere. Ma una cosa è quando succede per il quarto o quinto posto, un’altra è quando ti giochi il primo e il secondo e butti via la vittoria: è una differenza significativa”.
“Il ragazzo ha 28 anni, quindi non credo sia una questione di età, ma di mentalità. È un approccio del tipo ‘o vinco io o non vince nessuno’, e non dovrebbe essere così. A Silverstone avrei potuto fare il kamikaze contro di lui e farci perdere la vittoria, ma la doppietta era lì a portata di mano, anche se poi siamo arrivati primo e terzo. Sono felice che la squadra abbia vissuto quell’esperienza, ma spero che lavoreremo verso un ambiente di lavoro migliore in futuro”.
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