Gran Premio del Giappone 2018: anteprima e orari del weekend

Diciassettesimo appuntamento del Mondiale

Gran Premio del Giappone 2018: anteprima e orari del weekend

Orari

Venerdì 5 Ottobre

Libere 1: 3:00-4:30 (Sky Sport F1 HD)

Differita Integrale alle 08:45 su Rai Sport/Rai Sport HD

Libere 2: 7:00-8:30 (Sky Sport F1 HD)

Differita Integrale alle 11:45 su Rai Sport/Rai Sport HD

Sabato 6 Ottobre

Libere 3: 5:00-6:00 (Sky Sport F1 HD)

Differita Integrale alle 09:15 su Rai Sport/Rai Sport HD

Qualifiche: 8:00 (Sky Sport F1 HD)

Differita integrale alle 20.00 su TV8

Domenica 7 Ottobre

Gara: 7:10  ̶  53 giri  ̶  307,471km (Sky Sport F1 HD)

Differita integrale alle 21.15 su TV8

* tutti gli orari indicati si riferiscono all’Italia: tra Italia e Giappone ci sono 7 ore di differenza

Gara Precedente

Il GP di Russia ha regalato a Lewis Hamilton un altro successo e a Sebastian Vettel un nuovo podio, che però, a cinque gara dal termine, non basta più. Con il terzo posto alle spalle delle due Frecce d’argento, il tedesco della Ferrari ha visto aumentare a 50 lunghezze il divario nei confronti del suo rivale. A poco servono le polemiche e i fischi per il palese gioco di squadra messo in atto dal muretto della Stella, per fare sì che Hamilton portasse a casa il massimo dei punti sacrificando il povero Bottas, che in gara gli ha gentilmente ceduto la leadership – salvo poi scoprire che non gli sarebbe stata restituita in prossimità del traguardo. Sul podio di Sochi i musi lunghi non sono mancati, peccato che quello di Vettel fosse anche il risultato di una amara consapevolezza: il quinto titolo iridato è sempre più lontano.

Pronostici di F1GrandPrix.it

La Ferrari lo sa, la Mercedes anche. Per ribaltare le sorti di questo Mondiale, ormai praticamente nelle mani di Lewis Hamilton, servirebbe un miracolo (in casa della Rossa). Ma è anche vero che, fino a quando è concesso lottare per il titolo, i campioni continueranno a farlo. Sarà dunque Suzuka una delle ultime chance per Vettel e la Ferrari, dopo che in Russia un weekend iniziato positivamente si è trasformato in una gara dove la SF71-H non teneva il passo dei rivali. In Giappone Seb potrà e dovrà dare come sempre il massimo, confidando in una pista simile a quella di Silverstone, dove la monoposto del Cavallino quest’anno ha messo a tacere il “padrone di casa” Hamilton. Il problema rimangono le Mercedes, e la loro capacità di leggere e fregare il nemico anche quando la macchina non è superiore. Non scordiamoci poi delle redivive Red Bull, che seppur fuori dai giochi non intendono risparmiarsi per andare a caccia degli ultimi podi stagionali. Sarà dura, insomma. Ma mai dire mai.

Circuito

Nome: Suzuka International Racing Course

Luogo: Suzuka, Giappone

Costruzione: il tracciato di Suzuka fu inizialmente costruito nel 1962, all’interno di un luna park di proprietà della Honda, e sarebbe dovuto funzionare solamente come circuito per i test della casa giapponese. Negli anni ’80 però, la FIA decise di inserirlo nel calendario di Formula 1 al posto del tracciato del Fuji, accontentando in tal modo gli interessi della casa motoristica giapponese, che al momento stava dominando. Questo tracciato è considerato uno dei più tecnici al mondo, con curve velocissime e settori in cui la precisione del pilota riesce ancora a fare la differenza. Inoltre, Suzuka è l’unica pista del mondiale ad avere una conformazione ad otto.

Distanza a giro: 5,807km

Numero di curve: 18, nove a destra, nove a sinistra

Senso di marcia: a otto

Dati Tecnici:

Carico aerodinamico: Basso Medio Alto
Apertura del gas: 70% del giro
Consumo di carburante al giro: 1,84 kg/giro
Velocità massima: 320 km/h
Possibilità di safety car: 45%
Tempo di percorrenza della pit lane con sosta: 22 secondi
Possibilità di sorpasso: Facile Medio Difficile
Vincitori dalla pole position: 14 su 29 edizioni in questo tracciato
Peggiore posizione di partenza per un vincitore: diciassettesimo (Raikkonen 2005)

Particolarità del tracciato: oltre a essere una sorta di università della Formula 1, il tracciato di Suzuka mette davvero a dura prova i propulsori, con poco meno del 70% del giro a gas spalancato. Nell’arco di tutta la gara il motore compie ben 858.000 cicli, mentre i cambi di marcia per ogni giro sono 56, circa 3.000 per tutta la gara. La media oraria su questa pista si assesta sui 221 km/h.

Freni:

Categoria di circuito: Light Medium Hard
Numero di frenate: 11
Tempo speso in frenata: 12%
Energia dissipata in frenata durante il GP: 80 kWh
Carico totale sul pedale del freno durante il GP: 55.438 kg
Frenata più impegnativa: la nona staccata, alla curva 16

Gomme:

Gomme 2018: Ultrasoft Supersoft Soft Medium Hard
Stress per le gomme 1 2 3 4 5
Sollecitazioni laterali 1 2 3 4 5
Abrasività asfalto 1 2 3 4 5
Grip asfalto 1 2 3 4 5
Numero totale di pit stop 2017: 22
Strategia vincente 2017: Supersoft (22) -> Soft (31) Hamilton
Stint più lunghi 2017: Supersoft 25 giri (Ricciardo, Raikkonen, Alonso) – Soft 39 giri (Palmer)

Zona DRS: sul rettilineo principale, tra la curva 18 e la curva 1, con detection point appena prima della curva 16

Edizioni precedenti

Ultime 3 edizioni 

Edizione 2015: la prima sessione delle prove libere è caratterizzata da una forte pioggia e il miglior tempo lo segna Carlos Sainz Jr. con la Toro Rosso, seguito da Daniil Kvyat (Red Bull) e Nico Rosberg (Mercedes). Le FP2 si svolgono anch’esse sotto un battente nubifragio e vedono il russo Kvyat primo, inseguito dalle due Mercedes con Hamilton terzo. Infine, le FP3 del sabato mattina – su pista asciutta – vedono davanti il duo Mercedes con Rosberg primo, terzo Ricciardo con la Red Bull. Qualifiche: la Toro Rosso di Verstappen si pianta in mezzo alla pista per un problema alla power unit, decretando una fine anticipata della Q1. Vengono escluse le Marussia, le Sauber e Jenson Button. Al termine della Q2 sono eliminati Verstappen, Hülkenberg, Alonso, Maldonado e Sainz Jr. La pole position se la aggiudica Nico Rosberg, che batte di soli 76 centesimi il compagno di scuderia, mentre la terza casella è occupata da uno straordinario Bottas (Williams). Gara: Lewis Hamilton scavalca Rosberg e conquista subito la vetta della classifica, mentre il tedesco cede posizioni anche a Sebastian Vettel (Ferrari) e Valtteri Bottas. Più dietro c’è un contatto tra Daniel Ricciardo e Felipe Massa (Williams): entrambi sono costretti a un cambio gomme. Al giro 12 Bottas effettua il primopit stop tra i piloti di testa, seguito, due giri dopo, da Vettel, che ha subito un improvviso rallentamento delle prestazioni. Tra il giro 15 e il giro 17 vanno al box le due Mercedes e Räikkönen (Ferrari), ma la classifica resta invariata. Rosberg passa Bottas dopo il valzer dei cambi, mentre al giro 30 arriva la seconda tornata: Rosberg passa anche Vettel, mentre Kimi ha la meglio su Bottas, Hamilton è l’ultimo a cambiare ma mantiene saldamente il comando. La situazione non varia e dopo 53 tornate Lewis Hamilton porta a casa la 41° vittoria in carriera, eguagliando Senna, seguito da Nico RosbergSebastian Vettel.

Edizione 2016: Nico Rosberg comanda le F1 in Giappone, seguito dal compagno di box Hamilton a 2 decimi. Vettel è terzo a un secondo, davanti a Raikkonen. Seguono le due Red Bull, con una mescola di svantaggio. La coppia Mercedes domina anche nel pomeriggio, mente Raikkonen si prende la terza piazza davanti a Verstappen e Vettel. Ricciardo è solamente 12°, ma non effettua la simulazione di qualifica. Rosberg non molla la presa nemmeno nelle Libere 3; Ricciardo e Vettel lo inseguono, mentre Hamilton è settimo. Qualifiche: rischio pioggia scongiurato nella Q1, che vede Button, Magnussen, Ericsson, Nasr, Ocon e Wehrlein lasciare subito il campo. Rosberg è il primo a lanciarsi e fermare il cronometro in Q2. Hamilton gli si mette dietro negli scarichi, Vettel terzo. A fine Q2 sono escluse le due Williams, le due Toro Rosso, Alonso e Palmer. A fine Q3 Nico Rosberg fa sua la pole position numero 30. Staccato di appena 13 millesimi è Hamilton, che precede Raikkonen, Vettel, che dovrà però scontare tre posizioni di penalità per l’incidente al via in Malesia. La terza fila va alla RedBull, con Verstappen davanti a Ricciardo. Perez, Grosjean, Hulkenberg e Gutierrez completano le prime dieci posizioni. Gara: Vettel guadagna una casella in griglia di partenza (settimo), grazie al compagno di squadra Raikkonen, che ha subito la sostituzione del cambio e parte ottavo. Intera PU cambiata sulla McLaren di Button: l’inglese scatta dall’ultima posizione. I primi dieci partono su gomma soft usata. Allo spegnersi dei semafori Rosberg scappa subito via, mentre Hamilton è lentissimo e scivola in ottava posizione. Verstappen ne approfitta e sale secondo. Ottimo spunto di Perez che si mette alle sue spalle seguito da Ricciardo, Vettel, Hulkenberg, Raikkonen, Hamilton, Grosjean e Gutierrez. Vettel tenta subito l’affondo su Ricciardo, prendendosi la quarta piazza e quindi la terza su Perez. Più dietro al via le due Toro Rosso si sono portate davanti alle Williams. Raikkonen sale sesto, ma viene poi passato da Hamilton. Al giro 10 Alonso è il primo a fermarsi, per passare dalla soft alla mescola hard. Ai box anche le due Red Bull, montano la gomma arancione. Al giro 13 si ferma il leader Rosberg insieme a Vettel, Perez e Raikkonen: la gomma è sempre la hard. Hamilton passa al comando seguito da Rosberg, Verstappen, Vettel, Sainz, Bottas, Massa, Ricciardo, Palmer e Perez. Il britannico della Mercedes entra al giro successivo e monta le hard. Al giro 20 Rosberg continua a comandare seguito da Verstappen, Vettel, Hamilton, Ricciardo, Raikkonen, Perez, Bottas, Hulkenberg e Massa. Al giro 27 Raikkonen si ferma per la seconda volta. Due tornare e si ferma di nuovo anche Verstappen. Al giro 30 tocca a Rosberg (hard usate) e al 33 a Ricciardo. Quindi tocca nell’ordine anche a  Hamilton (hard usate) e a Vettel (soft nuove). Il tedesco rientra quarto alle spalle del campione del mondo in carica, lanciandosi all’attacco. I doppiati però non gli rendono la vita facile e giro dopo giro vede svanire la terza piazza, mentre Hamilton va all’inseguimento di Verstappen, secondo davanti a lui. Hamilton tenta il sorpasso nella tornata finale ma niente da fare: lungo e abbandono del tentativo di rimonta. Nico Rosberg vince davanti a Verstappen, Hamilton, Vettel, Raikkonen, Ricciardo, Perez, Hulkenberg, Massa e Bottas.

Edizione 2017: Vettel conquista le Libere 1 davanti a Hamilton e Ricciardo. La sessione è caratterizzata da un incidente alla Toro Rosso di Carlos Sainz, andato a sbattere con violenza contro le barriere. Lo spagnolo rimedierà 20 posizioni di penalità per la sostituzione della power unit. Le FP2 scattano con 45 minuti di ritardo, a causa della pioggia battente. Solo in 5 fermano il cronometro, con Hamilton che precede Ocon e Perez. Altro penalizzato in griglia sarà Bottas, arretrato di cinque piazze per la sostituzione del cambio. Cambio di propulsore invece per Alonso, che slitterà così indietro di 35 posizioni. Meno 20 piazze per Palmer, a seguito della sostituzione di alcune componenti della power unit. Nelle Libere del sabato mattina Bottas precede Hamilton di appena 14 millesimi, mentre terza giunge la Ferrari di Vettel. Qualifiche: tante nuvole ma niente pioggia, in una sessione che vede alla fine svettare la Mercedes di Hamilton, conquistatore della prima fila assieme a Bottas – che dovrà comunque scalare al sesto posto. Alle loro spalle, Vettel, Ricciardo, Verstappen, Raikkonen – che a sua volta verrà retrocesso di 5 posizioni per la sostituzione del cambio –  Ocon, Perez, Massa e Alonso. Gara: la monoposto di Vettel ha un problema a una candela ma i meccanici riescono comunque a schierare la macchina prima del via. Allo spegnersi dei semafori Hamilton mantiene la testa del gruppo davanti a Vettel, mentre Ricciardo viene passato da Verstappen e poi anche da Ocon. Seguono quindi Bottas, Perez e Massa. Nemmeno un giro e subito si ritira Sainz, finito nella ghiaia e contro le barriere. Vettel viene a sua volta infilato da Verstappen, che gli strappa il secondo posto, mentre Raikkonen rischia un contatto con Hulkenberg e precipita quindicesimo. Entra la safety car. Vettel comincia ad accusare problemi e a perdere posizioni, ritirandosi poi al quarto giro. Al giro 14 Raikkonen è già risalito in settima posizione. Al giro 21 Verstappen pitta, tornando in pista davanti a Kimi. Hamilton si ferma a sua volta e rientra davanti alla Red Bull. Al cambio gomme di Ricciardo, Bottas diventa leader della corsa, ma poi fa spazio al compagno di box, più veloce di lui. Si ferma anche Bottas, per ricongiungersi con il gruppo in quarta posizione. Al 34esimo passaggio: Hamilton, Verstappen, Ricciardo, Bottas, Raikkonen, Hulkenberg, Ocon, Perez, Palmer e Massa. Qualche giro e Hulkenberg è costretto al ritiro, a causa del DRS bloccato. Problemi poi anche per Stroll, con l’entrata in scena della VSC e ritiro da parte della Williams. Le ultime battute vedono Bottas a caccia di Ricciardo, ma la bandiera a scacchi chiude i giochi e regala a Hamilton il GP del Giappone davanti a Verstappen, Ricciardo, Bottas e Raikkonen.

Migliore edizione per gli autori

Edizione 1976: un’edizione particolare, indimenticabile, e che recentemente tutti gli appassionati hanno potuto rivivere grazie al film “Rush”.  Dopo l’incidente di Niki Lauda al Nürburgring, Hunt recupera lo svantaggio nei suoi confronti, portando così all’ultima gara la decisione su chi sarà il campione del mondo.  Il sabato la sessione di qualifiche vide Mario Andretti su Lotus conquistare la pole position davanti a Hunt e Lauda. Dopo che un forte acquazzone si abbatté sul circuito durante la domenica molti piloti chiesero l’annullamento della gara (tra cui Lauda e Hunt), ma Bernie Ecclestone e gli organizzatori decisero di posticipare di un paio d’ore la partenza, obbligando tutti a correre, seppur in condizioni estreme date dal poco drenaggio dell’asfalto e dalla bassa visibilità portata dalle nuvole. Proprio per questo motivo, dopo solo due giri Lauda, partito tra l’altro male, preferì ritirarsi, non volendo rischiare la propria vita una seconda volta, per di più nella stessa stagione. Gli occhi quindi erano puntati tutti su Hunt e la sua McLaren: in testa alla corsa dovette rallentare a causa del degrado delle gomme; colpito inoltre da una foratura, a soli quattro giri dal termine fu costretto a rientrare ai box. Rientrato in quinta piazza, riuscì a rimontare sino al gradino più basso del podio – dietro ad Andretti e Depailler, vincendo il suo primo ed unico titolo mondiale.

Migliore edizione per i lettori

Edizione 2000: dopo ben ventuno anni la Ferrari potrebbe rivedere il titolo piloti tornare a casa. Michael Schumacher deve vedersela con l’eterno rivale Mika Hӓkkinen su McLaren – Mercedes, che nelle due annate precedenti ha portato a casa l’iride. Nelle qualifiche del sabato i due per ben cinque volte si battono a suon di giri veloci, ma alla fine è Schumacher a spuntarla con il tempo di 1’32’’825, 9 millesimi di secondo più veloce del finlandese. Per poter tenere aperte le speranze di vittoria, Mika dovrebbe necessariamente vincere, e portare all’ultima gara il duello. Domenica: al via la McLaren del finlandese sopravanza la Ferrari cercando subito di fuggire ma Michael non molla; la concentrazione di pubblico e telecamere è tutta su di loro, i quali girano a un ritmo superiore a quello del resto del gruppo, portando le proprie monoposto a un altro livello, quasi mistico. Al ventesimo giro Hӓkkinen è il primo a rifornire, imitato due tornate più tardi da Schumacher, che non riesce a sopravanzarlo. Al 35° passaggio comincia a piovere e la Ferrari ha un assetto migliore, riuscendo pian piano a rosicchiare il distacco. Al 37° giro rientra la McLaren, e a quel punto Schumacher fa segnare tre giri molto veloci prima di fermarsi a sua volta per il pit stop. Al suo rientro infatti si trova davanti al rivale e mantiene il controllo della gara per i tredici giri mancanti, durante i quali tutti i tifosi del Cavallino rampante sono in apnea, tagliando finalmente per primo la bandiera a scacchi e vincendo quel titolo che alla casa di Maranello mancava dal 1979 con Jody Scheckter. Terzo giunge David Coulthard, con l’altra McLaren a completare il podio.

RECORD

Giro prova: 1:27.319 – L Hamilton – Mercedes – 2018
Giro gara: 1:31.540 – K Raikkonen – McLaren Mercedes – 2005
Distanza: 1h23:53.413 – F Alonso – Renault – 2006
Vittorie pilota: 6 – M Schumacher
Vittorie team: 9 – McLaren
Pole pilota: 8 – M Schumacher
Pole team: 9 – Ferrari
Migliori giri pilota: 4 – M Schumacher
Migliori giri team: 8 – Williams, McLaren
Podi pilota: 9 – M Schumacher
Podi team: 25 – McLaren

Albo d’oro

  1. 1976 M Andretti – Lotus Ford
  2. 1977 J Hunt – McLaren Ford
  3. 1987 G Berger – Ferrari
  4. 1988 A Senna – McLaren Honda
  5. 1989 A Nannini – Benetton Ford
  6. 1990 N Piquet – Benetton Ford
  7. 1991 G Berger – McLaren Honda
  8. 1992 R Patrese – Williams Renault
  9. 1993 A Senna – McLaren Ford
  10. 1994 D Hill – Williams Renault
  11. 1995 M Schumacher – Benetton Renault
  12. 1996 D Hill – Williams Renault
  13. 1997 M Schumacher – Ferrari
  14. 1998 M Hakkinen – McLaren Mercedes
  15. 1999 M Hakkinen – McLaren Mercedes
  16. 2000 M Schumacher – Ferrari
  17. 2001 M Schumacher – Ferrari
  18. 2002 M Schumacher – Ferrari
  19. 2003 R Barrichello – Ferrari
  20. 2004 M Schumacher – Ferrari
  21. 2005 K Raikkonen – McLaren Mercedes
  22. 2006 F Alonso – Renault
  23. 2007 L Hamilton – McLaren Mercedes
  24. 2008 F Alonso – Renault
  25. 2009 S Vettel – Red Bull Renault
  26. 2010 S Vettel – Red Bull Renault
  27. 2011 J Button – McLaren Mercedes
  28. 2012 S Vettel – Red Bull Renault
  29. 2013 S Vettel – Red Bull Renault
  30. 2014 L Hamilton – Mercedes
  31. 2015 L Hamilton – Mercedes
  32. 2016 N Rosberg – Mercedes
  33. 2017 L Hamilton – Mercedes

Fonti: Brembo, Pirelli

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3 commenti
  1. hero

    3 ottobre 2018 at 09:49

    una gara alle 7 di mattina trasmessa alle 21 di sera,che schifo dovrebbero vergognarsi,prendere in giro la gente in questo modo…

  2. Zac

    3 ottobre 2018 at 14:00

    Il problema non è tanto quello, quanto il fatto che sei costretto a tenere spento il televisore tutto il giorno, perché in qualunque programma ti mandano all’improvviso i sottotitoli con il risultato del Gran Premio.

  3. Victor61

    5 ottobre 2018 at 08:30

    a Silverstone la Ferrari ha messo a tacere il “padrone di casa” Hamilton??…se Kimi non avesse tamponato Ham al primo giro l’inglese avrebbe certamente vinto dato che, nonostante fosse ripartito dal fondo allo schieramento dopo l’incidente al via, è arrivato secondo a pochi decimi da vettel…sempre più teatrino delle comparse il mondo che gravita intorno agli interessi della Ferrari…

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