Gran Premio degli Stati Uniti 2018: anteprima e orari del weekend

Diciottesimo appuntamento del Mondiale

Gran Premio degli Stati Uniti 2018: anteprima e orari del weekend

Orari

Venerdì 19 Ottobre

Libere 1: 17:00-18:30 (Sky Sport F1 HD)

Libere 2: 21:00-22:30 (Sky Sport F1 HD)

Sabato 20 Ottobre

Libere 3: 20:00-21:00 (Sky Sport F1 HD)

Qualifiche: 23:00 (Sky Sport F1 HD/TV8)

Domenica 21 Ottobre

Gara: 20:10  ̶  56 giri  ̶  308,405km (Sky Sport F1 HD/TV8)

* tutti gli orari indicati si riferiscono all’Italia: tra Italia e Stati Uniti ci sono 7 ore di differenza

Gara precedente Titolo iridato sempre più vicino per Lewis Hamilton, dopo che il britannico si è portato a casa una nuova vittoria, la quarta consecutiva in questa stagione, lasciando a bocca asciutta il rivale Vettel, giunto solamente sesto al traguardo. Sul podio sono finiti invece Bottas e Verstappen: l’olandese si è reso inoltre protagonista di accesi duelli con entrambe le Ferrari. Nonostante i cinque secondi di penalità inflitti alla Red Bull, a seguito del contatto con Raikkonen, accanto alle Mercedes non ha trovato posto la SF71-H di Seb, che dopo il podio mancato a Singapore viaggia ora a 67 lunghezze di distanza dall’ormai quasi iridato Hamilton.

Pronostici di F1GrandPrix.it Dopo Monza la Ferrari e Sebastian Vettel sembrano precipitati in un baratro dal quale difficilmente potranno riemergere da qui a fine stagione, quando mancano solo quattro gare all’incoronazione del campione del mondo 2018. Anche nell’ultimo appuntamento in Giappone, il tedesco non è riuscito a mantenere la lucidità necessaria per portare a casa almeno il podio, dopo che la sua squadra in qualifica lo aveva inoltre mandato rovinosamente in pista (asciutta) con le gomme intermedie. Insomma, tra team e pilota, la lucidità sembra non essere più di casa in Ferrari, sebbene nessuno a Maranello sia ancora pronto a mollare. Ma lo stesso vale per gli uomini Mercedes: del resto, il titolo non è ancora nelle mani di Hamilton, nonostante il consistente vantaggio sull’avversario. Per questo ci attendiamo una bella lotta anche sulla pista americana, dove la Red Bull farà sicuramente parte della mischia, su un tracciato dove oltre a una potente power unit è necessario anche un carico aerodinamico non indifferente. Gli ingredienti per una nuova battaglia non mancheranno, e chissà che la Rossa non riesca almeno a giocarsela fino alla fine.

Circuito

Nome: Circuit of The Americas

Luogo: Wandering Ceek, Austin, Texas, USA

Costruzione: per la prima volta dal lontano 2007 la Formula 1 ha fatto di nuovo tappa negli Stati Uniti nel 2012, in questa nuova struttura progettata appositamente per il Circus. Il tracciato è stato inaugurato dall’ambasciatore del COTA, Mario Andretti in persona. La pista ha tante curve, ben 20, molte delle quali sembrano ricalcare alcuni dei migliori tratti dei circuiti più belli del Mondiale, come il Maggots Becketts di Silverstone, il Motodrom di Hockenheim e la curva 8 di Istanbul. Il complesso può ospitare ben 120.000 spettatori, senza contare tutte le persone che si possono posizionare lungo i tratti “prato”. Il circuito vanta una struttura medico sanitaria, 14 suite, un centro congressi e una sala banchetti. Inoltre c’è la caratteristica torre dalla quale si può dominare tutto il tracciato, e un campeggio dove sostare durante il weekend di gara.

Distanza a giro: 5,513km

Numero di curve: 20, 9 a destra, 11 a sinistra

Senso di marcia: antiorario

Dati tecnici:

Carico aerodinamico: Basso Medio Alto
Apertura del gas: 60% del giro
Consumo di carburante al giro: 1,69 kg/giro
Velocità massima: 330 km/h
Possibilità di safety car: 45%
Tempo di percorrenza della pit lane con sosta: 25 secondi
Possibilità di sorpasso: Facile Medio Difficile
Vincitori dalla pole position: 3 su 6 edizioni in questo tracciato
Peggior posizione di partenza per un vincitore: secondo (Hamilton 2012, 2014, 2015)

Particolarità del tracciato: il rettilineo principale di questo circuito ha la caratteristica di avere un dislivello di ben 22 metri nel punto della prima curva. Questa pista richiede, nonostante due lunghi rettilinei, un alto carico aerodinamico; l’uso dell’ala mobile risulta quindi determinante in fase di sorpasso, con le vetture che possono arrivare a guadagnare addirittura 14 km/h rispetto all’ala abbassata. I cambi di marcia per ogni giro ad Austin sono 77. La media oraria si assesta attorno ai 198 km/h.

Freni:

Categoria di circuito: Light Medium Hard
Numero di frenate: 11
Tempo speso in frenata: 18% del giro
Energia dissipata in frenata durante il GP: 132 kWh
Carico totale sul pedale del freno durante il GP: 77.896 kg
Frenata più impegnativa: la settima staccata alla curva 12

Gomme:

Gomme 2018: Ultrasoft Supersoft Soft Medium Hard
Stress per le gomme 1 2 3 4 5
Sollecitazioni laterali 1 2 3 4 5
Abrasività asfalto 1 2 3 4 5
Grip asfalto 1 2 3 4 5
Numero totale di pit stop 2017: 25
Strategia vincente 2017: Ultrasoft (19) -> Soft (37) Hamilton
Stint più lunghi 2017: Ultrasoft 30 giri (Vandoorne) – Supersoft 29 giri (Massa) – Soft 48 giri (Magnussen)

Zona DRS: sul rettilineo principale, tra la curva 20 e la curva 1 con detection point appena prima della curva 19. Sul rettilineo tra la curva 11 e la curva 12 con detection point posto appena prima della curva 11.

Edizioni precedenti

Ultime 3 edizioni

Edizione 2015: la Lotus annuncia Jolyon Palmer come pilota titolare per la stagione 2016, mentre Lewis Hamilton può già chiudere qui i conti e portarsi a casa il titolo mondiale. Nelle prime prove libere del venerdì una forte pioggia condiziona il tracciato, non permettendo di provare sull’asciutto. Il più veloce è Nico Rosberg (Mercedes) seguito dai due piloti Red Bull Daniil Kvyat e Daniel Ricciardo. Le condizioni meteorologiche avverse fanno sì che le FP2 non vengano disputate, rimandando di fatto il tutto a sabato mattina, quando si svolgono le FP3 sotto il segno di Lewis Hamilton, seguito da Sebastian Vettel (Ferrari) e da Nico Hülkenberg (Force India). Qualifiche: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, si svolgono la domenica mattina, sempre a causa del peggioramento meteo; la pole va a Nico Rosberg, seguito da Lewis Hamilton, Ricciardo, Kvyat, Vettel, Pérez, Hülkenberg, Räikkönen, Massa e Verstappen – ma entrambe le Ferrari verrano poi retrocesse di 10 posizioni per cambio della power unit. Gara: al via le due Mercedes sono affiancate ed Hamilton porta fuori Rosberg, prendendo il comando della corsa. Dietro scatta forte Vettel. Kvyat tenta il sorpasso su Hamilton, ma va lungo. Al quinto giro la direzione gara impone la virtual safety car per consentire ai commissari di pista di ripulire il tracciato dai detriti lasciati da un contatto tra Massa e Alonso alla prima curva. Alla ripartenza Rosberg si sbarazza delle due Red Bull e passa all’attacco di Hamilton. Con la pista bagnata però Ricciardo e Kvyat hanno un passo migliore rispetto al resto del gruppo, tanto che dopo il primo pit-stop sono loro due a comandare la corsa. Tuttavia, le condizioni cominciano a migliorare e le Frecce d’argento si rifanno sotto, sorpassando i piloti della Red Bull. Nel frattempo Räikkönen è costretto al ritiro dopo un’uscita di pista. Un’ulteriore SC entra in scena dopo che la Sauber di Ericsson si ferma all’improvviso. Se ne avvantaggiano Vettel e Verstappen, che dopo poche curve dalla ripartenza sono terzo e quarto, ai danni delle Red Bull. Dopo un’altra VSC ed una SC, Rosberg si trova al comando quando mancano pochi giri al termine, ma una perdita di trazione lo fa andare largo e permette così a Lewis Hamilton di tagliare il traguardo per primo, laureandosi campione del mondo per la terza volta. Sul podio anche Vettel, che ha la meglio su Verstappen nel finale.

Edizione 2016: al venerdì è Lewis Hamilton a chiudere in testa le Libere 1, precedendo il compagno di box Rosberg e la Red Bull di Verstappen, a quasi due secondi ma con due mescole di svantaggio rispetto ai piloti Mercedes. Al pomeriggio tocca a Rosberg dettare il passo, con Ricciardo e Hamilton alle sue spalle, mentre nella terza e conclusiva sessione di Libere sono le due Red Bull a prendere le redini: Verstappen è il più veloce davanti a Ricciardo, Raikkonen e le due Mercedes. Qualifiche: Lewis Hamilton fa sua la pole position americana e il record della pista di Austin, grazie al miglior tempo di 1:34.999. In prima fila accanto al britannico scatterà il rivale Nico Rosberg, mentre subito dietro si piazzano le due Red Bull. Il quinto tempo è per Raikkonen, che precede Vettel, Hulkenberg, Bottas, Massa e Sainz. Gara: allo spegnersi dei semafori Hamilton mantiene la prima posizione. Rosberg tenta il sorpasso ma alla prima curva è Ricciardo ad approfittarne inserendosi tra i due. Ottimo spunto di Raikkonen che da quinto scavalca subito Verstappen davanti a lui. Seguono Vettel, Massa, Sainz, Perez e Kvyat. Bottas rimedia una foratura in un contatto con Hulkenberg, mentre Perez va in testacoda dopo un contatto con Kvyat. La Force India del tedesco si ritira poco dopo. Al giro 9 primo pit stop per Raikkonen e Ricciardo. Verstappen si ferma al giro successivo, insieme a Rosberg, mentre a Hamilton tocca a quello dopo. Vettel passa quindi al comando, seguito da Hamilton, Ricciardo, Rosberg, Kimi, Verstappen, Massa, Kvyat, Gutierrez e Sainz. Kvyat si becca 10 secondi di penalità per il contatto al via. Al giro 14 si ferma anche Vettel, che rientra sesto dietro a Kimi. I primi dieci sono tutti con la mescola soft nuova, medium solo per Rosberg e Alonso. Ritiro intanto per la Haas di Gutierrez. Al giro 25 Raikkonen si ferma di nuovo e rientra mantenendo la posizione. Pittano anche Ricciardo e Verstappen, ma i meccanici non sono pronti e l’olandese si ritrova così settimo dietro a Massa. Al giro 29 si ferma anche Vettel e rientra quinto dietro a Kimi, mentre Verstappen rallenta per un problema al cambio ed è costretto al ritiro. Viene attivata la VSC. Ne approfittano per passare dai box le due Mercedes, così come Alonso e Sainz. Al giro 33 è di nuovo bandiera verde: Hamilton è sempre in testa davanti a Rosberg, Ricciardo, Kimi, Vettel, Sainz, Massa, Alonso, Perez, Button e Grosjean. Al giro 39 Raikkonen si ferma per la terza volta: il finlandese però si blocca in uscita dalla pit lane, probabilmente per un problema con un dado, ed è costretto al ritiro. A dieci giri dalla conclusione: Hamilton, Rosberg, Ricciardo, Vettel, Sainz, Massa, Alonso, Perez, Button e Grosjean. Nelle ultime tornate è Alonso a tenere banco, con un doppio sorpasso ai danni di Massa e Sainz nel giro finale. La bandiera a scacchi regala a Lewis Hamilton la sua 50esima vittoria in carriera.

Edizione 2017: Carlos Sainz passa dalla Toro Rosso alla Renault, in sostituzione di Palmer, mentre per il posto dello spagnolo viene richiamato Kvyat: dal GP di Singapore il russo era stato sostituito da Gasly. Ma in concomitanza con il weekend di Austin, il pilota francese è impegnato in una gara di Super Formula, e al suo posto correrà quindi Brandon Hartley, al suo esordio come prima guida nella massima categoria. Le FP1 prendono il via su gomme intermedie, con la pista che andrà poi asciugandosi nel corso della mattinata, a conclusione della quale Lewis Hamilton strappa il miglior tempo davanti a Vettel e Bottas. Nelle FP2 il nome del britannico rimane in cima alla lista, con Verstappen alle sue spalle e Vettel in terza piazza. Stesso copione nelle Libere 3 del sabato mattina, ma Hamilton questa volta è tallonato da Vettel, dopo che sulla monoposto del tedesco è stata sostituita la scocca, a seguito di un’uscita di pista nelle FP2. Il forte vento non ha impedito a Hamilton di ritoccare il record della pista, mentre Bottas si è accontentato del terzo posto. Quarto Raikkonen, che con la power uniti evoluta dovrà scontare 15 penalizzazioni in griglia di partenza. Penalizzati anche Hulkenberg e Vandoorne, rispettivamente di 20 e 30 posizioni, per la sostituzione di diverse componenti della power unit. Qualifiche: Hamilton mette subito a segno il miglior tempo in Q1, dove vengono eliminate le due Sauber, Stroll, Hartley e Magnussen. In Q2 il pilota Mercedes si mantiene al comando, seguito da Bottas e dalle due Ferrari. In Q3 alla lotta per la pole partecipano anche le due Red Bull, oltre a Ocon, Sainz, Alonso e Perez.  A fine sessione Hamilton si intasca la pole position davanti a Vettel e Bottas. Stroll e Magnussen verranno penalizzati in griglia per avere ostacolato rispettivamente Grosjean e Perez nel corso delle Q1. Vandoorne sostituisce il motore e la sua penalità aumenterà di altre 25 posizioni. Gara: Vettel parte con grinta e si prende subito la posizione sul leader Hamilton, mentre Bottas mantiene il terzo posto davanti a Ricciardo, Ocon e Raikkonen, che impiega pochissimo tempo a recuperare sul francese della Force India. La prima lotta va in scena tra Bottas e Ricciardo, mentre Verstappen da sedicesimo è già arrivato in top ten. Al giro 6 Hamilton attiva il DRS e riesce così a tornare in testa. Dopo dieci giri Verstappen è sesto. Ricciardo perde terreno su Bottas, mentre Raikkonen gli si avvicina: l’australiano si fermerà per il cambio gomme al giro 13, ma dopo appena tre tornate dal rientro una perdita di potenza lo costringerà al ritiro. Vettel pitta al giro 17, Bottas due giri più tardi e Hamilton subito dopo. Quindi tocca a Raikkonen. In testa si è issato così Max Verstappen, che al giro 23 restituisce le redini del gruppo a Hamilton, per fermarsi poco dopo. L’olandese effettuerà un nuovo pit stop al giro 38, seguito da Vettel, che gli rientrerà davanti. Bottas è costretto a cedere a Raikkonen al giro 42, con il finlandese che sale così in seconda posizione. Vettel ne approfitta a sua volta al giro 51, portandosi alle spalle del compagno di box, che gli cederà la posizione subito dopo. Bottas soccombe anche a Verstappen, prima di passare al secondo cambio gomme. L’ultimo giro vede Verstappen in lotta con Raikkonen, al quale strappa il terzo posto. Al pilota Red Bull verranno però inflitti 5 secondi di penalità per aver tagliato la pista, costringendolo così giù dal podio. Hamilton vince la gara, mentre la Mercedes si aggiudica in anticipo il quarto titolo Costruttori.

Migliore edizione per gli autori

Edizione 1991: la nuova monoposto McLaren non aveva compiuto neppure un giro durante i test invernali, tanto che le due vetture da gara vennero completate all’interno dei garage alle quattro del mattino del venerdì. Senna garantisce l’affidabilità della nuova auto, supportata dal nuovo V12 Honda: la pole è sua con un secondo di vantaggio sulla Ferrari di Prost. In gara non c’è storia per la prima posizione. Senna costruisce in breve tempo un gran vantaggio sugli inseguitori, costretti a lottare per le restanti piazze senza esclusione di colpi. Dietro, a dare spettacolo è soprattutto Patrese, che con la sua Williams tenta di conquistare un podio, fino a quando la marcia si blocca in folle: la monoposto rimane perpendicolare alla pista e viene colpita da Moreno, che perde la ruota anteriore. Nel frattempo Prost Piquet e Alesi danno vita a un grande duello: alla curva quattro il brasiliano supera Alesi, che poco dopo è sorpassato anche dal connazionale. Grazie a un ottimo ingresso Prost sorpassa anche Piquet, conquistando e mantenendo la seconda posizione sino al termine della gara.

Migliore edizione per i lettori

Edizione 2000: si torna a correre in territorio americano dopo una lunga pausa: il circuito è stato ricavato all’interno del famoso ovale di Indianapolis. A conquistare la trentesima pole in carriera è Michael Schumacher, che pone dietro di sé le due McLaren di Coulthard e Häkkinen. La domenica si parte su asfalto umido, rendendo difficile scegliere la strategia di gara. Al via Coulthard parte in anticipo, portandosi in testa. Nelle retrovie Button urta Trulli: i due rientreranno ai box senza particolari danni, ma saranno comunque costretti al ritiro. Nei primi giri molti rientrano per cambiare le gomme, anche se la strategia si rivela errata: ne approfitta Schumacher, riportandosi in testa dopo il drive-through di Coulthard. Ma da dietro ecco Häkkinen in rimonta: arriva a quattro secondi dal tedesco, poi il motore Mercedes cede ed è costretto al ritiro. Vince così Schumacher, davanti al compagno di squadra Barrichello e a un arrembante Frentzen con la Jordan – Honda.

RECORD

Giro prova: 1:33.108 – L Hamilton (2017)
Giro gara: 1:37.766 – S Vettel (2017)
Distanza: 1h33:50.991 L Hamilton (2017)
Vittorie pilota: 6 – L Hamilton
Vittorie team: 10 – Lotus
Pole pilota: 5 – A Senna
Pole team: 10 – Lotus
Migliori giri pilota: 5 – S Vettel
Migliori giri team: 11 – Ferrari
Podi pilota: 7 – M Schumacher
Podi team: 24 – Ferrari

Albo d’oro

  1. 1959 B McLaren – Cooper Climax
  2. 1960 S Moss – Lotus Climax
  3. 1961 I Ireland – Lotus Climax
  4. 1962 J Clark – Lotus Climax
  5. 1963 G Hill – BRM
  6. 1964 G Hill – BRM
  7. 1965 G Hill – BRM
  8. 1966 J Clark – Lotus BRM
  9. 1967 J Clark – Lotus Ford
  10. 1968 J Stewart – Matra Ford
  11. 1969 J Rindt – Lotus Ford
  12. 1970 E Fittipaldi – Lotus Ford
  13. 1971 F Cevert – Tyrrel Ford
  14. 1972 J Stewart – Tyrrel Ford
  15. 1973 R Peterson – Lotus Ford
  16. 1974 C Reutemann – Brabham Ford
  17. 1975 N Lauda – Ferrari
  18. 1983 M Alboreto – Tyrrel Ford
  19. 1984 K Rosberg – Williams Honda
  20. 1985 K Rosberg – Williams Honda
  21. 1986 A Senna – Lotus Renault
  22. 1987 A Senna – Lotus Honda
  23. 1988 A Senna – McLaren Honda
  24. 1989 A Prost – McLaren Honda
  25. 1990 A Senna – McLaren Honda
  26. 1991 A Senna – McLaren Honda
  27. 2000 M Schumacher – Ferrari
  28. 2001 M Hakkinen – McLaren Mercedes
  29. 2002 R Barrichello – Ferrari
  30. 2003 M Schumacher – Ferrari
  31. 2004 M Schumacher – Ferrari
  32. 2005 M Schumacher – Ferrari
  33. 2006 M Schumacher – Ferrari
  34. 2007 L Hamilton – McLaren Mercedes
  35. 2012 L Hamilton – McLaren Mercedes
  36. 2013 S Vettel – Red Bull Renault
  37. 2014 L Hamilton – Mercedes
  38. 2015 L Hamilton – Mercedes
  39. 2016 L Hamilton – Mercedes
  40. 2017 L Hamilton – Mercedes

Fonti: Brembo, Pirelli

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