F1 | Tre podi consecutivi per la Ferrari, Vasseur: “La direzione è quella giusta, continuiamo così!”
"La sfida del Messico sarà molto diversa rispetto a quella di Austin", ha dichiarato il francese

Per la Ferrari, come per tutto il Circus della Formula 1, è già tempo di tornare in pista. Questo weekend si corre il Gran Premio di Città del Messico, seconda delle tre gare consecutive tra Nord e Sud America, diciannovesimo appuntamento del mondiale all’Autódromo Hermanos Rodríguez.
La Scuderia di Maranello arriva dal podio di Charles Leclerc a Austin, terzo consecutivo dopo Sepang e Singapore. Come nelle strade di Marina Bay, anche se per cause totalmente diverse, il risultato poteva essere un doppio piazzamento in top tre. Lewis Hamilton, quarto a un secondo da Max Verstappen, non è riuscito a passare l’olandese nel finale, con la Red Bull in forte difficoltà con le gomme, perché la Virtual Safety Car causata da Valtteri Bottas ha congelato i distacchi per tanti, fin troppi giri.
Ferrari, c’è un secondo posto da difendere
La Ferrari può dormire sonni abbastanza tranquilli sul secondo posto nel mondiale costruttori. L’obiettivo di queste ultime gare è chiudere la stagione in crescendo, per farsi trovare pronta nel 2027, possibilmente con una power unit finalmente all’altezza. Il deficit sui rettilinei, che i piloti quantificano in tre o quattro decimi a weekend, resta il limite più evidente di una SF-26 che in curva e sul piano aerodinamico ha invece mostrato di essere competitiva. Su una pista che premia la potenza e dove l’aria rarefatta altera i valori in campo, il tema pesa in modo particolare.
La sfida dell’altitudine a Città del Messico
L’Autódromo Hermanos Rodríguez si trova a 2.285 metri sul livello del mare, con condizioni ambientali che non esistono in nessun’altra tappa del mondiale di Formula 1. La minore densità dell’aria riduce la resistenza all’avanzamento, consentendo alle monoposto di raggiungere velocità molto elevate sul lungo rettilineo principale, ma diminuisce anche l’efficacia aerodinamica. Il raffreddamento della power unit e dell’impianto frenante diventa più complesso, perché la rarefazione dell’aria riduce la capacità di smaltire il calore.
Quest’anno c’è un elemento in più. A Città del Messico si correrà per la prima volta con un pacchetto a basso carico aerodinamico, mentre in passato si usavano ali molto cariche. Per i piloti sarà un cambiamento marcato, perché l’altitudine li costringerà a guidare con un carico già ridotto. Verstappen ha ricordato a Austin come in quota tutto scaldi tantissimo e come motore e vettura reagiscano in modo particolare.
La pista e le gomme
Il tracciato di 4.304 metri combina il lunghissimo rettilineo di partenza, dove si affronta una delle frenate più impegnative della stagione, con una parte centrale di curve a velocità diverse e un settore finale più lento e tortuoso. Tra i passaggi più caratteristici c’è la sezione che attraversa il Foro Sol, lo stadio che accoglie migliaia di spettatori e rende unica l’atmosfera del Gran Premio.
La gestione delle gomme sarà sicuramente un altro tema. L’asfalto, generalmente poco abrasivo, favorisce strategie con poche soste, ma il rischio di surriscaldamento, soprattutto quando si segue un’altra vettura, può condizionare il passo gara e le scelte strategiche. A Austin la Ferrari ha costruito il secondo posto con una strategia a due soste e con un ottimo lavoro sulla hard, ma il Messico offrirà quasi sicuramente scenari piuttosto diversi.
Il programma del weekend a Città del Messico
Il Gran Premio di Città del Messico segue il formato tradizionale, con tre sessioni di prove libere prima delle qualifiche. Venerdì 30 ottobre le prime due sessioni sono previste alle 12.30 locali (19.30 in Italia) e alle 16 (23). Sabato 31 ottobre l’ultima sessione di libere inizia alle 11.30 (18.30 italiane), mentre le qualifiche scattano alle 15 (22). Domenica 1 novembre il Gran Premio prende il via alle 14 locali (21 in Italia), sulla distanza di 71 giri e 305,354 chilometri.
Vasseur vuole continuare così: “Dare continuità”
Fred Vasseur, team principal della Ferrari ha indicato nella continuità il traguardo del weekend, spiegando come l’altitudine cambi la gestione della vettura: “Le ultime gare hanno dimostrato che stiamo andando nella direzione giusta, ma dobbiamo continuare a lavorare con la stessa concentrazione e determinazione. Il Messico presenta una sfida molto diversa rispetto ad Austin, con l’altitudine che aggiunge un’ulteriore variabile nella gestione della vettura durante il weekend. In un panorama di vertice così compatto, riuscire a gestire bene queste condizioni può fare davvero la differenza. Il nostro obiettivo è dare continuità al momento positivo delle ultime gare, continuare a spingere come squadra e metterci nelle condizioni di lottare per un altro risultato importante”.
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