F1 | Vittorio Brambilla, il Gorilla di Monza che conquistò l’Austria

Il pilota monzese vinse con la March l'edizione del GP austriaco del 1975 sotto una pioggia battente

F1 | Vittorio Brambilla, il Gorilla di Monza che conquistò l’Austria

Vittorio ha le mani al cielo. Il volante in quel momento è l’ultimo dei suoi pensieri, la felicità è troppa, tanta per non manifestarla subito con tutto se stesso. Vittorio di cognome fa Brambilla e ha appena vinto il Gran Premio d’Austria sotto una pioggia battente. Poco importa se la sua March-Ford Cosworth va a sbattere contro le barriere: il giro d’onore che Vittorio si gode passerà alla storia della Formula 1 anche grazie a quel musetto incrinato nel quale si rispecchia. Un musetto così speciale da finire poi all’asta tanti anni dopo.

Sì, perché Vittorio Brambilla era un pilota tuttofare che badava al sodo e poco allo stile. Tanto da meritarsi il soprannome di Monza’s Gorilla dai media inglesi, proprio per la sua schiettezza e i suoi modi diretti. Ed è proprio grazie alla sua concretezza che vince la sua prima e unica gara in Formula 1, partendo dall’ottava posizione in griglia e superando piloti del calibro di Niki Lauda (partito dalla pole con la sua Ferrari) e James Hunt, arrivato secondo con la Hesketh-Ford Cosworth.

Sembra la sceneggiatura di un film, tanto è incredibile la storia di Vittorio. E infatti diventerà un cortometraggio, dal titolo “Il sogno di Vittorio”, realizzato con l’Associazione Vittorio Brambilla e andato in onda prima di un GP di Monza di qualche anno fa. Quella Monza nella quale è nato e con la quale ha sempre avuto un legame profondo, tanto da fare da pilota della Safety Car per le gare corse all’Autodromo. Un Autodromo che per tutti è noto come il Tempio della Velocità ma che per lui è sempre stato come il giardino di casa, tanto che oggi accanto all’ingresso principale si trova una via a lui intitolata, Largo Vittorio Brambilla.

A Monza Vittorio corre sei edizioni del GP d’Italia ottenendo come miglior piazzamento il settimo posto del 1976. Ma è l’anno precedente, il 1975, che consacra la sua carriera in Formula 1. Prima con la prima e unica pole position ottenuta nel GP di Svezia (che lo vede però costretto al ritiro in gara) e poi con la prima e unica vittoria in Austria, sotto una pioggia battente che lo vede prendere per primo la bandiera a scacchi in una gara interrotta anzitempo a causa delle condizioni atmosferiche.

Vittorio non è solo conosciuto come il Gorilla di Monza, ma anche come il Mago della Pioggia, proprio per la grinta e il talento che è in grado di tirar fuori in condizioni estreme. E quella vittoria austriaca gli permette di scrivere una bella pagina dell’automobilismo italiano, che aspettava da nove anni di vedere un pilota italiano sul gradino più alto del podio, dal lontano GP di Francia del 1966 vinto da Lorenzo Bandini.

Quel 17 agosto 1975 Vittorio Brambilla batte piloti Campioni del Mondo e il meteo. E lo fa a modo suo, da Gorilla e Mago della Pioggia, con una March-Ford Cosworth dal musetto incrinato ma per lui mai così bella come prima di allora.


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1 commento
  1. @driano

    7 luglio 2018 at 01:09

    Una precisazione:
    Lorenzo Bandini vinse il suo unico Gran Premio nel 1964 a Zeltweg nel GP d’Austria corso ancora sulla pista dell’aeroporto locale.
    Sempre Lorenzo Bandini disputò nel 1966 a Reims nel GP di Francia una magnifica corsa in testa fino alla rottura del cavo dell’acceleratore che lo costrinse hai box dopo una riparazione da lui stesso eseguita in pista, ma non vinse.

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