F1 Test Bahrain | Alonso: “Newey non dimentica come si progetta una macchina da un giorno all’altro”

Sulla Red Bull: "Impressionato dal lavoro che hanno fatto"

F1 Test Bahrain | Alonso: “Newey non dimentica come si progetta una macchina da un giorno all’altro”

da Sakhir – La prima settimana di test è stata certamente molto complicata per l’Aston Martin. La AMR26 continua ad avere dei problemi, e anche in questa sessione pomeridiana, Lance Stroll ha parcheggiato la vettura nella piazzola di sosta per poi andare direttamente in hospitality e con il volto abbastanza tirato, segno di un momento pieno di tensione nel team di Silverstone. Pochi minuti fa abbiamo incontrato Alonso per una chiacchierata, e ha provato a gettare un po’ di acqua sul fuoco.

“È complicato – ha detto Fernando ai media, tra i quali Motorionline. Dobbiamo aspettare alcune gare per capire davvero come funzioneranno i freni quando saremo tutti insieme in pista e come evolveranno le gare. Dal punto di vista della guida pura, l’ho già detto alla presentazione della vettura: per me la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000 restano imbattibili in termini di adrenalina e abilità richieste al pilota, perché allora cercavi il limite in curva e facevi la differenza lì”.

“Qui in Bahrain, ad esempio, le curve 10-12 sono sempre state molto impegnative. Una volta sceglievi il livello di carico aerodinamico per poterle fare in pieno, anche in gara. Era una questione di sensibilità e talento. Oggi in quel tratto siamo circa 50 km/h più lenti, non perché non si possa andare più forte, ma perché vogliamo risparmiare energia per i rettilinei. Invece di affrontarle a 260 km/h, ora le percorri a 200. A quella velocità potrebbe guidare chiunque, ma il punto è la gestione dell’energia”.

“Capisco quindi il commento di Max: come pilota vorresti fare la differenza entrando in curva cinque chilometri orari più veloce, ma oggi sei condizionato dall’energia che ti serve per il rettilineo successivo. Detto questo, la Formula 1 è sempre stata così: qualche anno fa la differenza la faceva il carico aerodinamico, ora la gestione energetica. Alla fine abbassiamo la visiera e corriamo, ed è sempre motorsport. Anche con una macchina a noleggio qui in Bahrain ci si diverte. Continuiamo ad amare questo sport, anche se forse dopo tre o quattro gare avremo un quadro più chiaro”.

Inevitabilmente, il discorso si estende all’Aston Martin AMR26: “Non siamo nella posizione che speravamo. Abbiamo iniziato in salita: saltare Barcellona è stato penalizzante, perché non abbiamo perso solo quei test ma anche i filming day precedenti. Alcuni team hanno iniziato a girare già il 9 gennaio e hanno avuto settimane per analizzare dati e risolvere piccoli problemi. Per noi, di fatto, questo in Bahrain è il primo vero test”.

Aston Martin, Alonso: “Stiamo avendo problemi in ogni run”

“Stiamo incontrando piccole difficoltà in quasi ogni run, e questo limita il lavoro di messa a punto. Se non puoi fare run consecutivi senza interruzioni, è difficile progredire. Magari hai in programma di provare tre configurazioni diverse delle sospensioni, ma dopo il primo run emerge un’anomalia nei dati e devi fermarti. Quando torni in pista, le condizioni sono cambiate. Questo rende più complicato sbloccare la prestazione. Forse altri team hanno già affrontato queste difficoltà nei giorni precedenti, mentre noi le stiamo vivendo adesso”.

“Sul telaio non ho dubbi: dopo oltre trent’anni di dominio tecnico, Adrian non dimentica come si progetta una macchina competitiva da un giorno all’altro. Forse ora non siamo al massimo del potenziale, ma possiamo arrivarci. Dobbiamo risolvere le questioni legate alla power unit e comprendere meglio i regolamenti. Serve tempo e realismo: se siamo indietro, dobbiamo migliorare il prima possibile”.

“È difficile dire quanto siamo distanti. Lance ha fatto riferimento ai dati di Barcellona, dove eravamo circa quattro secondi e mezzo indietro, e nei primi giorni qui il distacco sembrava simile. Ma è complicato avere un quadro preciso. Ieri, per esempio, ho commesso un errore in curva 10 e da quel punto al traguardo ho recuperato otto decimi. Questo dimostra quanto siano instabili i nostri riferimenti attuali”.

“Ci sono giri in cui si guadagnano o si perdono otto decimi solo cambiando un’impostazione. Non stiamo cercando due decimi di ottimizzazione: potremmo sbloccare secondi interi quando tutto funzionerà correttamente. La prossima settimana avremo un’idea più chiara. Siamo realistici: non saremo i più veloci a Melbourne, perché abbiamo iniziato in ritardo, ma è difficile quantificare esattamente il divario attuale”.

Sulla Red Bull: “Non ho analizzato nel dettaglio i dati sull’energia, quindi non so se siano davvero davanti agli altri. Ma sembra evidente che abbiano una buona power unit. È la loro prima volta con questo progetto, hanno girato molto a Barcellona e anche qui, e appaiono competitivi. Sono impressionato dal lavoro che hanno fatto”.

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