F1 | Liberty Media conferma un calo degli ascolti in Brasile e in Italia

Sotto accusa la politica attuata dall'organizzazione americana

Lente d'ingrandimento puntata sulle pay tv e sull'era di successi firmata da Mercedes dal 2014 ad oggi
F1 | Liberty Media conferma un calo degli ascolti in Brasile e in Italia

Secondo quanto riportato da Christian Sylt in una propria inchiesta per l’Independent, Liberty Media starebbe accusando un netto calo degli ascolti per quello che riguarda il circus della Formula Uno.

Il giornale inglese, infatti, ha puntato il dito contro la politica attuata dall’organizzazione americana, sottolineando come l’arrivo delle pay tv abbia causato un netto calo degli ascolti nell’ultimo triennio.

Questo fenomeno, in particolare, è stato evidenziato in Brasile e in Italia, due paesi che per motivi diversi hanno avuto delle “delusioni” riguardanti il Circus. Per quanto riguarda il Brasile, infatti, Felipe Massa ha annunciato l’addio al termine della scorsa stagione, lasciando il paddock senza un pilota verde oro. Questo, secondo Sylt, avrebbe causato una netta diminuzione degli ascolti.

Da notare che nella scorsa gestione, Bernie Ecclestone ha sempre spinto per la presenza di un brasiliano in Formula Uno (basti pensare al “consiglio” rilasciato alla Sauber durante la trattativa con Felipe Nasr.ndr).

Inizialmente sembrava solo una presa di posizione “curiosa” da parte dell’ex Super Boss, ma analizzando attentamente questi dati si evince come quella mossa avesse un fine ben preciso. Discorso diverso, invece, per il nostro paese: l’addio della Rai, col conseguente passaggio di consegne dei diritti a Sky, in esclusiva, ha portato a una netta diminuzione degli ascolti.

Molta gente, infatti, non riesce a garantirsi un abbonamento alla pay tv. La cosa, però, va vista da diversi punti di vista: Sky, infatti, nel corso di questa stagione ha segnato numeri da record per quello che riguarda il Circus, sfruttando anche una Ferrari competitiva nel corso dei primi GP di questo campionato.

La verità quindi sta in mezzo, ovvero che gli ascolti, rispetto al passato, sono calati in maniera drastica, ma considerando la questione dal punto di vista della pay tv, l’acquisto dei diritti relativi alla Formula Uno si sta rivelando un vero e proprio successo per l’emittente di Rupert Murdoch.

Chase Carey, interpellato sulla questione, ha confermato questo scenario, rivelando come certi fattori stiano influendo su questi dati al ribasso: “Stiamo accusando un calo in Brasile e in Italia”.

“Per quanto riguarda il primo – ha aggiunto – Felipe Massa ha dato il proprio addio l’anno scorso e questo ha certamente influito sugli ascolti. In generale c’è un’evoluzione in venti paesi, ma il bacino presente in Italia e in Brasile sta ritoccando le cifre verso il basso”.

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4 commenti
  1. .. non è normale

    13 maggio 2018 at 17:36

    ED E’ GIUSTO !!! cosi imparate a permettere le mangerie tra i crucchi e la puttana-pirelli e usare due pesi e due misure. FATE SCHIFO!!!

  2. calimero

    13 maggio 2018 at 18:20

    Certo che se una Ferrari da mondiale faceva in rai otto milioni (nei tempi d’oro di schumi più di dieci…), sky se ne fa uno è grasso che cola. Per la pay è un record di ascolti ma per liberty è un crollo. Mi viene “difficile” credere che già non lo capissero a priori, e che i soldi sganciati da sky per l’esclusiva facessero loro comunque più gola degli ascolti persi.

  3. Roby Bad

    13 maggio 2018 at 22:47

    La Rai (alla quale siamo obbligati a pagare il canone) senza la F1 nell’anno in cui la nazionale di calcio salterà perfino i mondiali è una cosa oscena. Una volta contavano gli sponsor e un calo così drastico di spettatori corrispondeva a un fallimento. Oggi contano le pay tv…

  4. Zac

    14 maggio 2018 at 18:19

    Sono più di due anni che non si riesce a vedere un GP in serale in santa pace.
    Si è costretti a tenere il televisore spento tutta la domenica, per colpa dei TG o dei sottotitoli in qualunque trasmissione che anticipano il risultato. Per non parlare degli interventi di Giorgio Terruzzi a Quelli che…, o delle facce degli opinionisti durante l’ora abbondante del pregara a TV8, che sono un libro aperto sul risultato della gara.

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