F1 | Lawson e il sogno Red Bull spezzato: “Quel sedile lo desideravo da bambino”

E cita Jack Doohan: "Non è giusto giudicare qualcuno dopo poco tempo"

F1 | Lawson e il sogno Red Bull spezzato: “Quel sedile lo desideravo da bambino”

Liam Lawson è tornato a parlare del momento più difficile della sua giovane carriera in Formula 1: la perdita del sedile Red Bull dopo appena due Gran Premi della stagione 2025. Un episodio che il pilota neozelandese ha definito “devastante”, ma che è riuscito a superare grazie al supporto di una persona fondamentale nel suo percorso.

Dopo essere stato promosso al fianco di Max Verstappen, Lawson sembrava aver finalmente conquistato il posto che inseguiva da sempre. La chiamata della squadra di Milton Keynes era arrivata dopo la decisione della Red Bull di interrompere il rapporto con Sergio Perez, ma la sua esperienza con la RB21 si è rivelata molto più breve del previsto.

Dopo due gare, infatti, il team ha deciso di sostituirlo con Yuki Tsunoda, riportando Lawson in Racing Bulls. Una scelta difficile da accettare per un pilota che aveva appena realizzato il sogno di entrare nel team principale della Red Bull.

Lawson: “Ero frustrato e devastato, ma non potevo cambiare il passato”

Intervenuto durante una puntata dell’High Performance Podcast, Lawson ha raccontato come ha affrontato quel momento complicato e ha spiegato quanto sia stato importante il confronto con il suo storico mentore, una figura presente nella sua vita fin dai primi anni trascorsi in Europa.

“Ho una persona nella mia vita che sono molto fortunato ad avere. È con me da quando ero giovane ed è stato il mio coach fin dal primo momento in cui mi sono trasferito in Europa. Continuo a parlare con lui molto spesso e ha avuto un ruolo enorme nella mia crescita come persona. Credo che sarei stato molto diverso senza il suo supporto durante gli anni in cui correvo in Europa”.

Il pilota della Racing Bulls ha ammesso di aver vissuto la decisione della Red Bull come una grande delusione, ma ha anche sottolineato l’importanza di concentrarsi sulle cose ancora sotto il proprio controllo.

“Quando tutto è successo non potevo più fare nulla per cambiarlo. Ero frustrato, ero devastato in quel momento, ma non potevo modificare la situazione. Devi concentrarti sulle cose che puoi controllare. Devi dirti: ‘È tutto finito, ma sei ancora in Formula 1′”.

L’esempio di Jack Doohan e la consapevolezza di avere ancora una chance

Nel suo percorso di elaborazione, Lawson ha pensato anche alle difficoltà vissute da altri giovani piloti arrivati in Formula 1 e giudicati dopo pochissime gare.

Il neozelandese ha citato il caso di Jack Doohan, sostituito dall’Alpine dopo appena sei appuntamenti nella stagione 2025.

“Ci sono tanti ragazzi che sono stati trattati male o in modo ingiusto in Formula 1 e poi sono rimasti senza un sedile. Jack Doohan, ad esempio, ha disputato cinque gare: non è giusto giudicare qualcuno dopo un periodo così breve. Io ho avuto due gare su una Red Bull, ma anche cinque gare non sono sufficienti per valutare un pilota in Formula 1”.

Secondo Lawson, però, la differenza fondamentale nella sua situazione era avere ancora una possibilità concreta per dimostrare il proprio valore.

“Quello su cui ho cercato di concentrarmi è stato il fatto che avevo ancora un sedile. Avevo ancora un’opportunità per dimostrare chi sono e costruire il mio futuro in Formula 1”.

La rinascita con Racing Bulls

Tornato alla squadra satellite della Red Bull, Lawson ha trasformato la delusione iniziale in una nuova occasione. Il pilota neozelandese ha iniziato a ritrovare fiducia e risultati, dimostrando una crescita costante.

Dopo il rientro in Racing Bulls ha conquistato 38 punti nel resto della stagione 2025, mentre nel 2026 ha già raccolto 39 punti dopo nove gare, con sette piazzamenti a punti che gli hanno permesso di occupare la decima posizione nella classifica piloti.

La perdita del sedile Red Bull è rimasta una ferita importante, ma Lawson ha imparato a guardare avanti. Il sogno di guidare per il team principale si è interrotto troppo presto, ma la sua storia in Formula 1 è ancora tutta da scrivere.

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