F1 | Gran Premio della Cina: l’analisi delle qualifiche

Prima fila tutta Mercedes, ma la sfida con la Ferrari è aperta

F1 | Gran Premio della Cina: l’analisi delle qualifiche

Sotto le nuvole di Shanghai a centrare la pole position del Gran Premio numero 1000 della storia della Formula 1 è Valtteri Bottas, il finlandese della Mercedes che domani scatterà per la prima volta in stagione dalla casella più ambita. Grigio il cielo, griglia la prima fila, dominata interamente dalle due Mercedes grazie al secondo posto targato Lewis Hamilton, distante solamente 23 millesimi dal compagno di squadra: indubbiamente l’essere riusciti ad ottenere i primi posti con entrambi i piloti apre la porta ad un ampio vaglio di opzioni e possibili tattiche per arginare le Rosse alle proprie spalle. Ferrari che paga lo scotto di una qualifica non perfetta, ma che d’altra parte non deve demoralizzare gli animi Rossi in vista di una gara tutta da scrivere. Curiosamente la Q3 ci ha regalato una visione piuttosto chiara dei livelli in campo sul giro secco, con 5 squadre che si sono spartite le prime cinque file in sequenza: le due Mercedes, le due Ferrari, le due Red Bull, le due Renault e, infine, le due Haas.

Anche la sfida in Q2 si è rivelata piuttosto accesa, con ben 5 piloti racchiusi nel giro di un decimo e mezzo. In particolar modo, Daniil Kvyat ha mancato l’accesso all’ultima parte della sessione per soli 22 millesimi, un’inezia, ma con distacchi così risicati ogni dettaglio conta. Per la prima volta in questa stagione né Kimi Raikkonen (Alfa Romeo) né la McLaren sono riusciti a centrare la top ten, pagando lo scotto di una pista che non si adatta particolarmente alle qualità delle rispettive monoposto. Ancora una volta, invece, Lance Stroll non è riuscito a superare la tagliola del Q1, ottenendo un mesto 16° posto.

Da segnalare che nella nottata tra venerdì e sabato, a seguito dei dati ottenuti nel corso delle prove libere, Pirelli ha deciso di modificare la pressione minima delle gomme posteriori di 1 psi, portandola da 18.5 a 19.5 psi. Questo fattore, unito alle differenti temperature riscontrate oggi, ha sicuramente influito sui set-up e sulla preparazione del giro veloce in qualifica, rendendo più complicato riuscire portare le gomme nella giusta finestra di temperatura su una pista in cui il proprio il posteriore non è particolarmente sollecitato.

Q1: Una sessione a senso unico

La prima frazione della qualifica è stata in un certo senso una battaglia a senso unico, data la certa esclusione delle due Williams e l’impossibilità di scendere in pista da parte di Alexander Albon e Antonio Giovinazzi. A fermare il giovane pilota della Toro Rosso sono stati i danni riportati alla monoscocca in seguito all’incidente occorso in mattinata alla fine della FP3, da cui fortunatamente il tailandese è uscito illeso. Discorso diverso per Giovinazzi, fermato nei primissimi minuti della qualifica da un problema alla Power Unit sulla propria C38: secondo l’Alfa Romeo si tratterebbe di un inconveniente tecnico molto simile a quello che aveva rallentato Charles Leclerc durante il Gran Premio del Bahrain. “Ferrari ci ha proposto di usare la nuova specifica di centralina, ma non avevamo tempo di installarla a causa della configurazione” – sono state le parole del team principal dell’Alfa Romeo, Frederic Vasseur -. “Abbiamo avuto questo problema oggi, cambieremo la centralina domani, ma sempre con la stessa specifica. Ci siamo scusati con Antonio e mi assumo al 100% la responsabilità in quanto Ferrari ci aveva proposto di sostituirla. È sempre facile parlare in seguito, ma sapevamo anche che arrivare in Cina e fare l’installazione della nuova specifica sarebbero stato rischioso.” A seguito del problema occorso al monegasco della Ferrari a Sakhir, infatti, il team di Maranello aveva deciso di fare un passo indietro riguardo alla centralina CE, montando una seconda unità ma di vecchia specifica, la quale però fornirebbe maggiori garanzie dal punto di vista dell’affidabilità secondo i tecnici della Rossa: una soluzione che era stata proposta anche alla Haas e all’Alfa Romeo, ma che la squadra italiana dal cuore svizzero ha deciso di non montare. Con Albon, Giovinazzi e le due Williams già virtualmente fuori, la sfida si è ridotta nell’evitare di essere il quinto pilota a dover concludere anticipatamente la propria qualifica, finita poi con l’eliminazione di Lance Stroll: il pilota canadese ancora una volta non è riuscito a superare la tagliola del Q1, ma con una buona strategia non è da escludere la possibilità di vederlo in posizioni più interessanti, soprattutto considerato che nel corso degli anni ci ha abituato a performance più convincenti sul passo gara che sul giro secco.

Q2: Mercedes, Ferrari e Verstappen giocando d’attacco montando la media

La seconda parte delle qualifiche si è rivelata estremamente interessante, in partcicolar modo in tema di strategie per la gara di domani. Le due Mercedes, le due Ferrari e Verstappen hanno infatti deciso di sfruttare l’occasione e tentare il passaggio alla Q3 non con la gomma soft, bensì con quella media, fattore che sicuramente gli garantirà la possibilità di allungare il primo stint della corsa e valutare le diverse strategie da adottare in corso d’opera. Una scelta comprensibile, dato il rischio di alto degrado che si potrebbe riscontrare soprattutto nei primi giri con tanto carburante a bordo. Se per Bottas, le due Rosse e Verstappen l’impresa non si è rivelata particolarmente ardua, lo stesso non si può dire per Lewis Hamilton, il quale è stato costretto ad effettuare un secondo tentativo sfruttando l’ultimo set nuovo rimanente di pneumatici a mescola media. L’inglese è poi riuscito a migliorare il proprio crono e a superare il Q2, ma naturalmente in vista della gara di domani non avrà a disposizione quel treno di gomme medie nuovo che invece avranno i rivali.

Spostandoci sulla sfida a centro gruppo, ancora una volta la battaglia si è rivelata piuttosto accesa, con ben 5 piloti racchiusi nel giro di un decimo e mezzo. A spuntarla sono state le due Haas e Daniel Ricciardo, il quale si è guadagnato per la prima volta in stagione l’accesso alla Q3. Sono rimasti a bocca asciutta Daniil Kvyat, Sergio Perez, Kimi Raikkonen e le due McLaren. Il finlandese dell’Alfa Romeo non ha nascosto la propria delusione e alla fine del giro ha discusso con il proprio ingegnere di uno strano comportamento della monoposto sul rettilineo finale, come se ci fosse stato un calo di potenza. Nel post-qualifica si è poi scoperto che ciò che ha rallentato “Iceman” non è stato un calo di potenza o un problema tecnico, ma il vento contrario: “Non è stata una perdita di potenza, è stata una perdita di velocità di punta” – ha commentato Vasseur -. “È stato molto strano. Penso ci fosse un piccolo gruppo con noi, con Bottas ed un altro pilota, e nessuno ha migliorato le proprie velocità in quel frangente. Ma non è una scusa. Nei primi due appuntamenti ci è andata bene. Certe volte è una questione di centesimi, certe volte sei sopra il limite, certe volte sei setto. Devi accettarlo. Penso che il nostro passo gara fosse buono ieri, vedremo alla fina del primo giro.”

Discorso diverso per il team di Woking, il quale a Shanghai si aspettava di incontrare maggiori difficoltà rispetto ai primi due appuntamenti di questo mondiale in cui aveva ben figurato: “Con la vettura che abbiamo in questo momento, su questa pista le performance non sono le stesse degli scorsi weekend” – ha commentato Lando Norris a fine qualifica -. “Penso che nelle prime due gare abbiamo fatto molto bene, mentre ora stiamo ottenendo risultati più realistici. Fa sembrare il tutto più una delusione, ma non è fuori dall’ordinario, ce lo aspettavamo. Le altre squadre hanno fatto un lavoro migliore o hanno estratto di più dalle loro vetture rispetto a quando siamo stati in grado di fare noi in questo weekend. Ci dà un po’ fastidio ma non è la fine del mondo”, ha poi aggiunto l’inglese.

Q3: Bottas conquista la pole nel caos finale

Ultima frazione di qualifica che si è rivelata particolarmente complicata, in particolar modo considerando che nessun pilota è riuscito a mettere insieme un giro perfetto: guardare i migliori parziali non ci darà quindi informazioni particolarmente utili o rilevanti, soprattutto considerando che ci sono anche casi in cui i migliori intertempi sono arrivati tra Q diverse, quindi con condizioni di pista e compound differenti.

Le due Mercedes si sono confermate in un grande stato di forma sul giro secco, conquistando l’intera prima fila. Ad ottenere la posizione più ambita, però, è stato Valtteri Bottas, il quale era chiamato ad un riscatto dopo una prova abbastanza opaca in Bahrain in cui non era riuscito a trovare un buon feeling con la monoposto: “È bello essere in pole. Penso che sarà una gara molto combattuta, quindi partire davanti è positivo. È stato un bel weekend finora ed è bello continuare anche nel primo momento decisivo, perché quando si arriva in qualifica non importa com’è andato il resto del fine settimana, l’unica cosa che conta è riuscire a fare un buon giro” – ha commentato il finlandese a fine qualifiche -. “Sono contento di esserci riuscito, penso che sul rettilineo siamo ancora indietro rispetto a Ferrari, ma in curva andiamo meglio e alla fine abbiamo guadagnato più lì rispetto a quello che perdevamo sul dritto. Avremo bisogno di un buon ritmo di gara e della giusta strategia per vincere, e dovrò partire bene per mantenere il comando, perché Lewis e le Ferrari spingeranno: dobbiamo continuare così per portare al termine il lavoro.”

Al suo fianco partirà il compagno di squadra, Lewis Hamilton, secondo ma a pochissimi millesimi da una pole che sarebbe stata alla portata. Il discorso per la vittoria è comunque ancora tutto fuorché scritto e, proprio come accaduto in Australia, la partenza potrebbe essere fondamentale. Partenza che vedrà anche una piccola novità per il campione inglese, il quale per l’appuntamento cinese ha deciso di adottare una diversa leva per la frizione, optando per una soluzione simile a quella della Ferrari (quindi con un’unica leva) ed abbandonando quella sdoppiata utilizzata nel corso degli ultimi anni, mantenuta invece da Valtteri Bottas. Naturalmente si tratta di preferenze personali, ma vedremo se questo cambio di strategia permetterà a Hamilton di superare le difficoltà incontrare allo scatto nel corso dei primi due appuntamenti stagionali.

Discorso più ampio riguardo alla Ferrari, per cui è interessante andare ad analizzare non i migliori intertempi, ma quelli ottenuti nell’ultimo tentativo. Dando un’occhiata ai parziali possiamo infatti notare come il ritardo accusato da Sebastian Vettel si concentri essenzialmente nel terzo settore, quello composto dal trittico di curva 11/12/13, dal lungo rettilineo, dal tornantino e dall’ultima curva di media velocità. Anche a Shanghai la SF90 si è dimostrata molto competitiva sui lunghi rettilinei, buona sulle curve a medio-alta velocità, mentre è risultata più in difficoltà su quelle a bassa percorrenza. Un dettaglio da sottolineare è la decisione adottata oggi dalla squadra diretta da Mattia Binotto nell’optare per un’ala posteriore più carica, abbandonando quella a cucchiaio che aveva fatto il proprio debutto durante le prove libere.

Per capire dove potesse risiedere questa differenza di tempo tra Valtteri Bottas e Sebastian Vettel abbiamo paragonato i due giri, cercando di evidenziare dove il finlandese abbia fatto la differenza nei confronti del rivale tedesco. Nel corso del primo e del secondo settore i due sono pressappoco allo stesso livello in termini cronometrici, anche se è abbastanza evidente la difficoltà da parte del tedesco nel gestire un avantreno piuttosto sottosterzante, in particolar modo nel lungo appoggio di curva 2, nella staccata di curva 6 e nell’impostazione di curva 9.

Le differenze più sostanziali possiamo però trovarle nel terzo settore, in particolare nell’inserimento e nella percorrenza del trittico di curva 11, 12 e 13. Dalla comparazione degli onboard si può apprezzare la differenza in termini di linee seguite dai due piloti, quasi agli opposti. Bottas è risultato più aggressivo, portando tanta velocità all’ingresso di curva 11: ciò che sorprende non è tanto questo fattore, ma la rapidità e la facilità che la W10 ha mostrato nel cambio di direzione, segno che l’anteriore di questa Mercedes, quantomeno in Cina e con queste condizioni, si è dimostrato un passo avanti rispetto a quello della sua rivale italiana.

Anche in curva 12 si possono notare delle differenze piuttosto sostanziali. Grand ad una complessiva miglior stabilità della W10, Bottas ha avuto la possibilità di aprire il gas senza far scivolare il posteriore, guadagnando quindi in termini di uscita ed accelerazione, fattori che hanno permesso alla squadra tedesca di difendersi dalle alte velocità di punta fatte registrare dai piloti Ferrari sul lungo rettilineo. Al contrario, nel trittico 11, 12 e 13 si possono forse evidenziare quegli aspetti che sembrano al momento la vera debolezza di questa SF90. Se Bottas ha potuto osare in ingresso tenendo un approccio aggressivo, lo stesso non si può dire per Sebastian Vettel, il quale ha optato per una linea più conservativa, figlia molto probabilmente del sottosterzo accusato dalla sua SF90 e dalla lentezza dell’anteriore nei cambi di direzione così rapidi: ciò naturalmente ha pesato in termini di velocità di percorrenza curva, aspetto in cui invece il finlandese della Mercedes è riuscito a fare la differenza. Anche in curva 12 la monoposto di Maranello non è riuscita a dare il meglio di sé nei confronti della rivale tedesca a causa del sottosterzo, fattore che non ha permesso ai due alfieri della Rossa di ottenere una buona uscita e scaricare rapidamente a terra tutta la potenza della Power Unit italiana. Sul dritto la SF90 è riuscita a fare la differenza chiudendo parzialmente il margine, ma la difficile staccata di curva 14 ha riaperto questo gap tra le due monoposto.

L’inserimento nel tornantino è stato fondamentale e ancora una volta la precisione dell’anteriore Mercedes è stata fondamentale, permettendo a Bottas di percorrere alla perfezione la curva toccando l’apice e assicurandosi una miglior uscita. Anche in questo caso la SF90 ha sofferto di un leggero sottosterzo che ha influito anche sulla successiva uscita di curva, in cui è anche ragionevole pensare che le posteriori della Rossa fossero ormai al limite, dato anche il controllo di sovrasterzo effettuato in fase di accelerazione proprio dopo il tornantino.

Naturalmente queste differenze sono ancor più evidenti sul giro secco dove conta la perfezione assoluta. Vedremo come si evolverà la situazione nel corso della gara e come si bilanceranno i punti di forza e di debolezza mostrati dalle due monoposto nel corso del weekend. Sebastian Vettel è comunque fiducioso in vista della gara di domani: “Avremmo potuto fare un po’ meglio oggi ma forse non saremmo comunque riusciti a battere i nostri rivali e ad acciuffare la pole position. Poteva anche andare peggio ma di sicuro non posso dirmi soddisfatto. Abbiamo iniziato bene, poi i nostri rivali hanno dimostrato di averne un po’ più sul giro secco a livello di performance pura. Disponiamo di una vettura competitiva e speriamo di poterlo dimostrare domani nell’arco dei 56 giri. È un Gran Premio lungo e penso che i valori saranno molto ravvicinati: fare le scelte più corrette a livello strategico sarà fondamentale. Sarà questione di azzeccare la chiamata giusta al momento giusto per fare la cosa giusta, poi vedremo come va a finire. Non sono convinto che tutti abbiano compreso quante variabili sono in gioco: il gruppo davanti partirà interamente con gomme medie e vedremo se sarà stata una mossa sensata. Sono convinto che ogni risultato sia possibile.”

Un altro tema che ha tenuto banco nel post-qualifica è legato al “caos” venutosi a creare nel corso degli ultimissimi momenti della Q3, fattore che ha gettato un po’ di scompiglio e ha posto i piloti in una situazione indubbiamente non ideale. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza sul cosa sia successo e soprattutto il perché si sia arrivati a tale vicenda. Tutto nasce nel momento in cui le squadre hanno iniziato progressivamente a tornare in pista per l’ultimo tentativo, ovvero da quando sul cronometro mancavano ancora 2 minuti e 40 secondi, un tempo sufficiente ad effettuare nel migliore dei modi la classifica preparazione per il decisivo giro finale. Ciò che molti team probabilmente però non si aspettavano è stata la “furbata” da parte dei due piloti Mercedes di rallentare il ritmo e completare un out-lap molto lento, abbastanza per mantenere compatto il gruppo alle loro spalle. Un gruppo abbastanza folto, in cui nel giro di pochissimi secondi erano racchiusi Charles Leclerc, Max Verstappen, le due Renault e Sebastian Vettel, ben cinque vetture. Ciò ovviamente si è rivelata essere una mossa, seppur non particolarmente sportiva, molto furba da parte del team tedesco, la quale non ha permesso ai rivali di preparare il proprio giro di riscaldamento alla perfezione: mantenendo un ritmo così lento, infatti, era più difficile per chi seguiva riuscire a mandare in temperatura le gomme e i freni, cosa che indubbiamente avrebbe poi reso più complicato la gestione dei primi tornantini, in cui è fondamentale avere degli pneumatici in grado di dare il giusto supporto in curve di appoggio e di trazione.

Tornando all’annosa questione, Max Verstappen nel post-qualifica si è inizialmente lamentato del comportamento di Sebastian Vettel, reo di averlo sorpassato nelle ultime tornate e di avergli compromesso il giro. Effettivamente tra i piloti esiste un gentlemen agreement secondo cui non ci dovrebbero essere sorpassi nell’ultimo settore prima di un giro veloce, accordo invocato già in altre situazioni, come nel duello Alonso-Magnussen l’anno passato a Monza. Una regola che quindi Vettel avrebbe infranto, ma perché ciò si è reso necessario? Tutto nasce appunto dalla decisione dei due piloti Mercedes di rallentare il ritmo creando un gruppetto piuttosto folto alle proprie spalle. Sebastian Vettel era l’ultimo pilota di questo gruppetto, che di per sé non sarebbe stata una brutta posizione in condizioni normali, ma che in questa specifica situazione si è rivelato essere uno svantaggio piuttosto che un vantaggio. Mantenendo un ritmo così lento come quello imposto dagli alfieri Mercedes, infatti, il tedesco della Rossa non sarebbe riuscito a passare in tempo sul traguardo prima della bandiera a scacchi, prevenendosi l’opportunità di effettuare un altro tentativo. Anche Sebastian Vettel è arrivato rapidamente a tale conclusione e per questo ha iniziato a spingere, sorpassando le due Renault sul successivo rettilineo e la Red Bull di Max Verstappen all’esterno del tornatino di curva 14. Una mossa di per sé obbligata, in quanto si trattava semplicemente di scegliere tra il superare i rivali ed effettuare il proprio giro oppure rimanere dietro con il rischio di non poter provare l’ultimo assalto alla pole. La decisione di Sebastian Vettel è quindi assolutamente comprensibile, come poi ammesso dallo stesso Verstappen, in quanto tutto nasce dal comportamento dei due battistrada: generalmente i team mandano in pista le proprie vetture con un buon margine di circa 20/30 secondi, ma ponendo un ritmo così lento ed inusuale, i due alfieri delle “Frecce d’Argento” hanno rallentato e cambiato i piani dei piloti alle loro spalle.

Naturalmente Vettel ne è uscito comunque danneggiato, in quanto questo cambio di piano non gli ha permesso di preparare al meglio il proprio giro, un aspetto fondamentale soprattutto considerando l’innalzamento della pressione delle gomme posteriori che ha reso più complicato il riuscire a portarle nel giusto range di temperatura. Chi ne è uscito ancor più danneggiato, però, è Max Verstappen, il quale, così come Pierre Gasly e le due Haas di Romain Grosjean e Kevin Magnussen, non ha fatto in tempo a passare sul traguardo prima della bandiera a scacchi, prevenendosi di conseguenza l’opportunità di effettuare un ulteriore tentativo. Indubbiamente una bella dose di responsabilità la ha anche il muretto Red Bull che non ha informato il proprio pilota del poco tempo a disposizione per passare in tempo sulla linea del traguardo in seguito al rallentamento imposto dai due piloti Mercedes. “Sinceramente non sapevo se avessi 10, 20 o 30 secondi, in quanto non mi era stato detto nulla” – ha aggiunto Verstappen dopo le qualifiche -. “Non è qualcosa da dilettanti, perché normalmente non è mai un problema. Gli ingegneri ci mandando sempre fuori con un margine di circa di 20 o 30 secondi. Ma in questo caso tutti erano molto lenti e questo ci ha spinto verso il limite di tempo.”

Dopo il sorpasso subito da Sebastian Vettel, Max Verstappen, non a conoscenza del poco tempo a disposizione prima della bandiera a scacchi, non ha reagito immediatamente, cercando invece di prendere spazio da chi lo precedeva, in modo da non essere troppo ravvicinato nel corso del suo giro veloce. D’altro canto, però, gli altri non sono rimasti a guardare e consci della situazione di rischio anche le due Renault spinto sull’acceleratore per superare Verstappen e raggiungere il più velocemente possibile il traguardo. Ciò ha posto l’olandese della Red Bull in una posizione ancor più complicata, con la comunicazione da parte del muretto di accelerare il passo arrivata troppo tardi, quando era ormai chiaro che Max non sarebbe riuscito a passare sulla linea prima della bandiera a scacchi.

Le strategie per la gara

Per quanto riguarda la corsa, Pirelli consiglia una strategia su una singola sosta, con la combinazione soft-hard come la più veloce. Sarà importante verificare il degrado della mescola più soffice soprattutto nei primi giri, quando i piloti avranno un alto quantitativo di carburante a bordo. Tra le altre strategie suggerite dal gommista italiano troviamo la combinazione media-hard e un opzione a due stop, con soft-soft-hard.

Leggi altri articoli in News F1

Lascia un commento

1 commento
  1. Pingback: F1 | Gran Premio della Cina: l’analisi della gara

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati

In Evidenza

F1 | GP di Gran Bretagna: l’analisi della gara

Le strategie e i tanti duelli sono stati i punti che hanno contraddistinto la domenica di Silverstone
Silverstone, uno dei tracciati più belli del mondiale, uno degli appuntamenti più attesi dell’intero campionato. E anche quest’anno non ha