F1 GP Giappone | Piastri al comando nelle libere, Norris frenato dall’affidabilità della McLaren
La MCL40 si issa come seconda forza alle spalle della Mercedes in un testa a testa con la Ferrari
Il venerdì di prove libere sul tracciato di Suzuka ha consegnato agli archivi una McLaren MCL40 capace di issarsi in cima alla lista dei tempi, un risultato che profuma di riscatto dopo il pesantissimo doppio ritiro subito in Cina. In un avvio di stagione 2026 dove l’affidabilità delle nuove power unit sta giocando un ruolo da protagonista assoluto, vedere Oscar Piastri dettare il passo con un crono di 1:30.133 rappresenta un’iniezione di fiducia fondamentale per il team di Woking. Dietro il primato dell’australiano si nasconde però una giornata di lavoro estremamente complessa, segnata da problemi tecnici sulla vettura gemella di Lando Norris e da una consapevolezza tecnica che invita alla massima prudenza.
Il team inglese aveva assoluto bisogno di macinare chilometri per mettersi alle spalle le criticità emerse a Shanghai, dove nessuna delle due vetture era riuscita a schierarsi sulla griglia di partenza. Sebbene i problemi alla parte ibrida sembrino risolti, il venerdì giapponese ha presentato il conto sotto forma di una perdita idraulica sulla monoposto di Norris. Il guasto ha costretto i meccanici a un lavoro supplementare durante le FP2, limitando drasticamente il programma del pilota britannico proprio in una fase cruciale per la definizione dell’assetto. Nonostante l’imprevisto, la scuderia è riuscita a gestire la situazione, permettendo a Lando di scendere in pista nel finale e raccogliere dati che, seppur parziali, saranno vitali per il resto del fine settimana.
McLaren: test aerodinamici e strategie per lo sviluppo
La giornata è stata interpretata dalla McLaren come un’importante finestra di sperimentazione tecnica. Con il calendario che prevede una successione di weekend con formato Sprint tra Cina, Miami e Austria, le sessioni di oggi rappresentavano di fatto l’ultima opportunità utile fino a metà giugno per effettuare test aerodinamici puri su un tracciato tradizionale. Per questo motivo, entrambe le MCL40 hanno iniziato la mattinata equipaggiate con rastrelliere di sensori per mappare i flussi d’aria (tubi di Pitot). Norris ha testato una specifica configurazione di prese d’aria posizionate dietro le ruote anteriori, mentre Piastri ha portato in dote una serie di sfoghi di dimensioni ridotte nella zona del retrotreno.
Questi esperimenti servono a definire la direzione dello sviluppo futuro, specialmente in un’era regolamentare dove l’efficienza del corpo vettura deve sposarsi con la complessa gestione dell’energia elettrica. Durante la seconda sessione, entrambi i piloti hanno alternato l’uso di mescole Soft e Medium, lavorando con carichi di carburante differenziati. Sebbene il tempo di Piastri sia arrivato con gomma morbida e in condizioni di pista ottimali, il muretto box non si illude: la sensazione è che il valore espresso oggi sia figlio di una massimizzazione del pacchetto attuale, piuttosto che di un reale sorpasso tecnico ai danni dei diretti concorrenti.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Piastri è apparso soddisfatto ma con i piedi ben piantati a terra. Il giovane australiano sente che la macchina sta rispondendo bene alle modifiche, ma riconosce la forza degli avversari che, pur restando parzialmente nascosti, hanno mostrato un passo gara molto solido.
“Se guardo al lavoro svolto nel complesso, posso dire che per noi è stata una giornata decisamente discreta – ha detto Oscar. Ho avuto la percezione netta di aver compiuto dei passi in avanti significativi, in modo particolare durante la seconda sessione di prove libere, e questo è un segnale molto incoraggiante per tutto il box. Le sensazioni trasmesse dalla vettura sono positive e i dati che siamo riusciti a mettere insieme ci pongono in una condizione di partenza solida per il resto del weekend”.
“Restiamo comunque consapevoli che la strada è ancora lunga e che ci sono aree su cui dobbiamo ancora intervenire, anche perché alcuni dei nostri rivali, la Mercedes su tutti, sembrano davvero molto competitivi. In ogni caso la nostra attenzione rimane focalizzata sulle nostre prestazioni e l’obiettivo è capitalizzare quanto di buono fatto oggi per cercare di aumentare il nostro livello di competitività nelle sessioni che contano”.
Di umore opposto Lando Norris, che ha pagato il prezzo più alto dei problemi tecnici riscontrati nel pomeriggio. Per il pilota di Bristol, la mancanza di giri consecutivi rappresenta un handicap pesante su un circuito dove la fiducia nei propri mezzi fa la differenza tra un giro veloce e un errore fatale.
“È stata una giornata complicata, inutile girarci intorno, perché non siamo riusciti a completare il numero di giri che ci eravamo prefissati – dichiara il campione del mondo. All’inizio delle FP2 eravamo bloccati nell’eseguire solo passaggi singoli, senza continuità, e dato che gran parte della mattinata era stata assorbita dai test aerodinamici, i riferimenti che abbiamo ottenuto non sono del tutto indicativi. Su una pista tecnica come quella di Suzuka è fondamentale accumulare chilometri per trovare il giusto feeling e rifinire l’assetto; al momento sento che siamo indietro di due o tre passaggi rispetto al programma ideale, considerando che non abbiamo potuto effettuare veri long run”.
“Comunque, nel finale siamo riusciti a mettere insieme alcuni elementi utili e abbiamo imparato qualcosa di nuovo, anche se meno di quanto sperassimo. Sfrutteremo le ore notturne per fare un reset totale, analizzando i pochi dati che abbiamo per sistemare i dettagli e tornare in pista domani pronti per fare sul serio”.
A riportare l’equilibrio all’interno dell’analisi McLaren ci ha pensato Randy Singh, Direttore Senior della sezione Racing. Singh ha elogiato la capacità di reazione del team nel gestire la perdita idraulica sulla vettura numero 4, sottolineando che, nonostante la prima posizione di Piastri sia un ottimo segnale per il morale, la gerarchia della Formula 1 2026 non sembra essere stata stravolta. La McLaren resta convinta che, in condizioni normali e con il pieno potenziale sbloccato, Mercedes e Ferrari rimangano le forze da battere, rispettivamente come prima e seconda forza dello schieramento.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui









