F1 GP Giappone | Russell sempre controcorrente: “Velocità di punta elevate, è stimolante”
Le due Mercedes chiudono in seconda e terza posizione nelle libere a Suzuka
Il fine settimana del Gran Premio del Giappone si è aperto sul circuito di Suzuka con una giornata di prove libere dedicata principalmente alla comprensione dei flussi energetici e alla gestione degli pneumatici. Le squadre hanno sfruttato le due ore di attività per saggiare la bontà dei progetti 2026 su uno dei tracciati più esigenti del calendario, senza però cercare la prestazione estrema che vedremo solo nelle qualifiche di domani.
La tabella dei tempi vede in cima la McLaren di Oscar Piastri, capace di fermare il cronometro sull’1:30.133. Il pilota australiano ha mostrato una buona adattabilità della sua monoposto sin dai primi passaggi, rifilando un decimo a Kimi Antonelli e due a George Russell. Sebbene il primato della scuderia di Woking faccia notizia, il lavoro svolto nel box Mercedes appare più orientato alla solidità domenicale che al primato del venerdì. Il team di Brackley ha infatti completato un programma estremamente vasto, testando in sequenza le mescole Hard, Medium e Soft per valutare il degrado su un asfalto storicamente molto abrasivo.
Le risposte di Kimi Antonelli: tra vento e bilanciamento
Il giovane talento italiano ha chiuso la giornata in seconda posizione, mostrando una crescita costante tra la prima e la seconda sessione. Antonelli si è concentrato molto sulla stabilità della W17 nel primo settore, dove la sequenza di curve richiede un bilanciamento perfetto per non innescare fastidiosi fenomeni di sottosterzo. Nonostante qualche sbavatura dovuta alle raffiche di vento che hanno caratterizzato il pomeriggio giapponese, i dati raccolti dal pilota numero 12 sembrano rassicuranti in ottica gara.
Al termine della giornata, Kimi ha tracciato un bilancio del lavoro svolto: “Questo primo venerdì a Suzuka è sostanzialmente positivo. Abbiamo portato a termine il programma stabilito raccogliendo informazioni preziose su tutti e tre i tipi di mescola messi a disposizione. Nonostante la soddisfazione per il percorso intrapreso, sento che c’è ancora del margine su cui intervenire. La McLaren ha mostrato una velocità notevole e noto che anche altri avversari non sono affatto distanti”.
“La nostra monoposto risponde bene, ma le raffiche di vento intermittenti e le temperature non ancora ottimali degli pneumatici hanno reso complicato completare un giro pulito. Per questo motivo, stasera ci concentreremo sul perfezionamento dell’assetto complessivo; se riusciremo a trovare la quadra, spero di potermi giocare la pole position nella giornata di sabato. Sappiamo bene quanto sia complesso sorpassare su questo tracciato, quindi partire davanti sarà un fattore determinante”.
Russell e la sfida delle velocità massime
George Russell, che aveva guidato il gruppo nelle FP1, ha concluso la giornata leggermente staccato dal compagno di squadra. Il pilota britannico ha dedicato gran parte del pomeriggio a testare le velocità di punta nel tratto rettilineo che porta alla chicane finale. Con i nuovi regolamenti 2026, la gestione della potenza elettrica nel terzo settore è diventata un punto critico: l’efficienza del sistema ibrido determina quanto la velocità rimanga costante prima della frenata o quanto, al contrario, subisca dei tagli improvvisi.
Russell ha analizzato così la sua performance e le sensazioni trasmesse dalla vettura: “Tornare a guidare tra le curve di Suzuka è sempre un’esperienza incredibile; questo tracciato rappresenta una sfida tecnica che non ha eguali. C’era molta curiosità su come queste nuove auto avrebbero reagito ai cambi di direzione e sulla loro velocità effettiva. In alcuni tratti lenti perdiamo qualcosina in percorrenza rispetto alle vecchie macchine, ma le ‘S’ rimangono un settore estremamente impegnativo da affrontare”.
“Inoltre, le velocità di punta che tocchiamo a metà del rettilineo opposto sono tra le più elevate mai registrate, il che è davvero stimolante per un pilota. In generale il venerdì è andato bene, anche se la rapidità mostrata dalla McLaren è stata inaspettata. Non abbiamo motivi per dubitare della loro competitività attuale, quindi dovremo lavorare sodo durante la notte per colmare quel piccolo divario se vogliamo sfidarli per la prima fila. Abbiamo già individuato diversi parametri su cui intervenire e confido che domani avremo un quadro più chiaro”.
La visione di Andrew Shovlin
Dal muretto box, la lettura dei dati è stata affidata ad Andrew Shovlin, il quale ha riferito di una giornata di prove lineare e priva di imprevisti meccanici. Secondo il responsabile degli ingegneri di pista, la W17 ha confermato la propria affidabilità, permettendo alla squadra di accumulare chilometri importanti su tutte le varianti di pneumatico. Shovlin ha spiegato che il tracciato di Suzuka è particolarmente severo per quanto riguarda l’energia della power unit, soprattutto nel tentativo di massimizzare la velocità in uscita dall’ultima chicane.
I rilievi cronometrici hanno evidenziato una leggera perdita di tempo proprio in quella zona, un dettaglio su cui gli ingegneri lavoreranno intensamente nelle prossime ore per migliorare la trazione. Shovlin ha inoltre osservato che, oltre alla McLaren, anche la Ferrari ha mostrato segnali di competitività che non permettono cali di concentrazione. Nonostante i long run siano stati giudicati soddisfacenti, il tecnico ha ribadito l’importanza di non dare nulla per scontato in vista delle qualifiche, poiché il bilanciamento tra carico aerodinamico e resistenza all’avanzamento rimane estremamente sottile su questo circuito.
Un elemento che ha parzialmente sporcato i tempi dei long run è stato il traffico. Sui 5.821 metri del circuito giapponese, trovare una finestra pulita per testare il passo gara è stato complesso per entrambi i piloti Mercedes. Questo rende la lettura della simulazione di gara meno immediata rispetto ad altri appuntamenti, lasciando un piccolo margine di incertezza sulle reali gerarchie.
Domani mattina le FP3 offriranno l’ultima opportunità per affinare i dettagli prima della sessione di qualifica. In un GP dove la posizione in griglia pesa storicamente più che altrove, la capacità di estrarre il massimo dalle gomme Soft nel momento decisivo farà la differenza. La McLaren sembra aver trovato subito la finestra di funzionamento ideale, nonostante un’affidabilità ancora ballerina, mentre Mercedes dovrà dimostrare se il lavoro “oscuro” del venerdì pagherà i dividendi sperati quando i motori verranno spinti al massimo della potenza.
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