F1 GP Giappone | Analisi prove libere: Mercedes vola, la Ferrari insegue con McLaren
Passo avanti delle MCL40 al netto dei soliti problemi di affidabilità: Leclerc e Hamilton lamentano una SF-26 nervosa
Si è appena conclusa la prima giornata di attività in pista sul circuito di Suzuka, teatro della terza prova del mondiale di Formula 1 2026. Le indicazioni emerse dalle sessioni di prove libere delineano un quadro tecnico piuttosto definito, sebbene caratterizzato da alcune interpretazioni contrastanti tra la prestazione pura sul giro singolo e la consistenza sulla lunga distanza. La Mercedes si conferma ancora una volta il punto di riferimento del lotto, mostrando una superiorità imbarazzante in ogni configurazione di carico e mescola.
Alle spalle delle Frecce d’Argento, la situazione appare più fluida: la McLaren mostra sprazzi di velocità assoluta ma deve fare i conti con i soliti e preoccupanti problemi di affidabilità, mentre la Ferrari occupa stabilmente il ruolo di terza forza, pur faticando a trovare il bilanciamento ideale tra le pieghe del tracciato giapponese. In coda al gruppo dei top team si posiziona una Red Bull che sembra aver smarrito la strada in questo avvio di nuova era regolamentare.
Il dominio Mercedes: Antonelli e Russell senza rivali
I long run effettuati oggi a Suzuka hanno dato conferma di quanto visto fin qui. La Mercedes W17 ha dimostrato una stabilità aerodinamica impressionante, specialmente nel primo settore, dove la precisione d’inserimento è fondamentale per non perdere il ritmo nelle celebri “S” di Suzuka.
Kimi Antonelli ha concluso la sessione con il secondo tempo assoluto (1:30.225), ma è stato il suo lavoro sulla distanza a confermare la superiorità della sua monoposto. Equipaggiato con pneumatici di mescola Media (C2), il giovane pilota italiano ha mantenuto una costanza quasi millimetrica, facendo segnare una sequenza di passaggi sul 1:34 medio. In particolare, la progressione 1:34.5, 1:34.7 e 1:34.5 indica una gestione dello pneumatico e dell’energia ottimali. Il picco prestazionale è arrivato al settimo giro dello stint, quando a serbatoi ancora carichi Antonelli ha fermato il cronometro sull’1:34.150, un tempo che testimonia la bontà del progetto tecnico del team di Toto Wolff.
Dall’altra parte del box, George Russell ha confermato la solidità della monoposto tedesca. Con un tempo di 1:30.338 (P3), il britannico ha lavorato in totale sintonia con il compagno di squadra, iniziando il suo run sul 1:34.6 per poi scendere costantemente fino a un 1:34.4. Il verdetto della pista è chiaro: la W17 gestisce la mescola C2 con una naturalezza che permette ai piloti di attaccare i cordoli senza innescare surriscaldamenti precoci.
McLaren tra velocità e affidabilità carente
La scuderia di Woking ha chiuso il venerdì con il sorriso a metà. Da un lato, Oscar Piastri ha conquistato la vetta della tabella dei tempi con un 1:30.133, confermando che la MCL4o è attualmente la vettura più rapida sul giro secco in Giappone. Analizzando il passo gara, però, emergono criticità non trascurabili.

Piastri ha iniziato la sua simulazione con un incoraggiante 1:34.8, ma nel giro di pochi passaggi ha accusato un’altalena nei tempi, scivolando fino a toccare il 1:36.5. Questa fluttuazione suggerisce una gestione della monoposto ancora non ottimale, non solo per quel che concerne le gomme, ma considerando anche la variabile power unit, in questo momento troppo influente: pur avendo lo stesso motore della Mercedes, i problemi sembrano non finire.
A complicare la situazione in casa McLaren sono stati i problemi alle power unit che sembrano attanagliare la squadra papaya. In particolare, la giornata di Lando Norris è stata pesantemente condizionata da noie tecniche che lo hanno costretto a un programma ridotto. Nonostante il quarto tempo (1:30.649), il numero di giri percorsi da Norris non è sufficiente a garantire una base solida per la strategia di gara, lasciando grossi dubbi sulla tenuta dei componenti per i restanti 53 giri della domenica.
Ferrari: una SF-26 nervosa nel primo settore
La Ferrari si presenta in Giappone con l’obiettivo minimo del podio, consapevole però di dover rincorrere le prestazioni della Mercedes. Il venerdì di Maranello è stato dedicato interamente alla ricerca della costanza, ma i riscontri dei piloti non sono stati del tutto positivi. La SF-26 è apparsa a tratti nervosa, soffrendo di una tendenza allo scivolamento eccessivo proprio nel primo settore, la parte più tecnica e guidata di Suzuka.
Charles Leclerc ha cercato di limitare i danni concentrandosi su un passo gara conservativo. Il suo 1:30.846 gli vale la quinta piazza, con un ritmo sulla distanza che si è stabilizzato sul 1:35 basso (1:35.2, 1:35.2, 1:35.4) una volta smaltito il traffico in pista. Decisamente più complicata la giornata di Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo ha faticato a trovare il feeling con l’anteriore della vettura, chiudendo in sesta posizione con un 1:30.980.
“Non ho troppa confidenza con la mia monoposto”. Le parole del britannico sintetizzano perfettamente le difficoltà incontrate: una vettura che non trasmette la necessaria sicurezza nei cambi di direzione veloci. Al momento, la Ferrari appare come la terza forza in campo, carente di quei tre o quattro decimi necessari per infastidire seriamente la Mercedes.
Red Bull: Max Verstappen al buio con le Hard
La sorpresa (ma nemmeno tanto) negativa di giornata è senza dubbio la Red Bull. Max Verstappen occupa solo la decima posizione (1:31.509), un piazzamento che riflette una crisi che sembra crescente. La squadra di Milton Keynes è stata l’unica tra i top team a dedicare gran parte della sessione al lavoro con la mescola Dura (C1).
Verstappen ha portato a termine un run di ben 14 giri, viaggiando costantemente sul 1:36 basso. Sebbene si tratti di un passo solido per la mescola più dura, il confronto diretto con i tempi della Mercedes su Media evidenzia un gap preoccupante. Anche il giovane Isack Hadjar (P15 – 1:31.759) ha mostrato un ritmo analogo, confermando come la gomma gialla, con ogni probabilità, sarà la mescola che verrà utilizzata nella prima parte di gara quantomeno.
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